25 Luglio 2017
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 14/06/2017, 14.55

    FILIPPINE

    Marawi, l’esercito filippino promette: ‘Non bombarderemo moschee’



    I leader religiosi musulmani sollecitati a dissuadere i Maute dall’usare i luoghi di culto come postazioni militari. Quattro dei 96 quartieri della città restano nelle mani degli islamisti. L’Isis pubblica il video dell’esecuzione di sei cristiani.

    Zamboanga (AsiaNews/Agenzie) – Le forze armate delle Filippine (Afp) si impegnano a non bombardare le moschee occupate dagli estremisti islamici nella città di Marawi, ma hanno sollecitato i leader religiosi musulmani a dissuadere i guerriglieri Maute dall’usare i luoghi di culto come postazioni militari per i loro attacchi. Intanto l’Isis ha diffuso il video dell’esecuzione di sei cristiani tenuti come ostaggi.

    In un comunicato stampa di ieri, i vertici militari hanno promesso di rispettare luoghi di culto e  gli altri siti del patrimonio culturale della città: “L'Afp farà tutto il possibile per proteggere e conservare questi luoghi. Chiediamo ai nostri leader religiosi di ogni fede di invitare tutte le parti a fare altrettanto”.

    Poche ore prima un portavoce militare di Mindanao aveva affermato che, poiché i terroristi hanno trasformato le moschee in snodi logistici e postazioni per i cecchini, i militari sono costretti a prender di mira gli edifici nei loro attacchi aerei. L’Afp ha smentito con forza le affermazioni e ha rassicurato “i musulmani che non scenderà al livello dei terroristi, che dissacrano i luoghi di culto per spingere le forze di sicurezza a rispondere in tale maniera alle loro violente attività”.

    Nel frattempo proseguono a rilento le operazioni militari per liberare Marawi dall’occupazione jihadista dei Maute, cominciata lo scorso 23 maggio. Dopo una serie di scadenze disattese, il gen. Restituto Padilla, portavoce dell’esercito, ha dichiarato ieri che non verrà più stabilita alcuna data. In precedenza, l'Afp aveva fissato il 2 giugno come termine ultimo per la vittoria sui terroristi, per poi rimandarla al 12 giugno, giorno dell’Indipendenza filippina. In un briefing presso il Palazzo presidenziale, Padilla ha detto ai giornalisti: “Ci assicureremo di essere in grado di eliminare qualsiasi elemento armato ancora attivo. Ciò potrebbe richiedere tempo”.

    Il portavoce dell’esercito ha rivelato che solo quattro dei 96 quartieri di Marawi restano nelle mani dei Maute: Marinaut, Lulut, Mapandi e il distretto commerciale di Bongolo. Essi costituiscono circa il 20% dell’intera città. L’ufficiale ha poi affermato che le forze armate procedono in maniera “molto cauta” nelle loro operazioni per evitare il coinvolgimento di civili innocenti, usati dai terroristi come scudi umani. Padilla ha infine riportato che il numero dei guerriglieri islamisti che ancora combattono a Marawi è sceso a circa 100, dai 400-500 che lo scorso 23 maggio hanno attaccato la città.

    Attraverso Amaq, sua agenzia di stampa, lo Stato islamico (Is) ha dichiarato lo scorso 12 giugno che le forze filippine “hanno completamente fallito” nella riconquista del capoluogo del Lanao del Sur: “I combattenti dell’Is sono presenti in più di due terzi di Marawi e stringono alla gola l'esercito filippino,  incapace di mantenere il controllo della situazione”. Un video pubblicato ieri sul profilo Telegram dell’agenzia mostra l'esecuzione di sei cristiani da parte dei terroristi. Non è ancora chiara l’identità delle vittime o quando questi uomini sarebbero stati uccisi.

    Il gruppo terroristico detiene ancora oltre 250 ostaggi, soprattutto cristiani e tribali. Ancora non si hanno notizie di p. Teresito “Chito” Suganob, fatto prigioniero presso la cattedrale cattolica di Marawi, dissacrata nelle prime ore dell’attacco insieme ad altre 14 persone.

    I soccorritori hanno dichiarato che molte delle centinaia di persone ancora intrappolate nei combattimenti stanno ora morendo di fame. I volontari cercano di estrarre i civili attraverso “corridoi di pace”, ma in molti optano per rimanere nascosti piuttosto che rischiare di essere scoperti e giustiziati dai militanti islamici. Alcuni abitanti della città, riusciti a fuggire, dichiarano che i jihadisti sono soliti interrogare i civili sulla loro confessione religiosa e cercano di individuare i cristiani, loro preda preferita.

    Nella quarta settimana di scontri a Marawi, il conto delle vittime accertate tra i civili è salito a 26. I morti tra i soldati e le forze di polizia sono 58, mentre i guerriglieri uccisi sono 202.

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    29/05/2017 11:52:00 FILIPPINE
    Mindanao, l’esercito avanza e controlla gran parte di Marawi

    Solo alcune piccole aree della città rimangono sotto il dominio dei jihadisti. Ieri i primi attacchi aerei delle forze armate filippine. Circa 2.200 abitanti sono intrappolati nei combattimenti. Sale dunque a 97 il numero delle vittime. Ancora sconosciute le condizioni di p. “Chito” e altri 13 ostaggi. Il presidente Duterte impone la legge marziale tra i timori di una svolta autoritarista.



    30/05/2017 12:34:00 FILIPPINE
    L’appello della Chiesa filippina per gli sfollati di Marawi

    Oltre 60mila i residenti evacuati. Caritas Filippine invia una lettera alle 85 diocesi. Stanziati 5.400 euro per sostenere gli sforzi della diocesi di Iligan. Da Caritas Manila 9mila euro e 100 sacchi di riso. Le diocesi di Mindanao a sostegno della Prelatura di Marawi nell’assistenza alle famiglie. Proseguono gli scontri tra forze governative e jihadisti. Isolata Ilang per paura di infiltrazioni islamiste. Nessuna notizia su p. Chito, rapito dai jihadisti insieme ad altre 15 persone.



    27/06/2017 11:59:00 FILIPPINE
    Marawi, i Maute aprono alla liberazione di p. Chito. Manila: ‘Non trattiamo’

    Abdullah Maute è disposto a rilasciare il sacerdote, se le autorità liberano i suoi genitori e parenti. Ernesto Abella, portavoce presidenziale: “La politica del governo è quella di non trattare con i terroristi”. Mons. Edwin dela Peña: “Sapevamo sin dall’inizio che non avrebbero negoziato”. I terroristi pronti alla ritirata con l’intervento del Milf.  Le vittime tra le forze governative sono salite a 70. Circa 100 guerriglieri occupano ancora Lilod, Bangolo, Raya Madaya e Marinaut. L’esercito cambia strategia. 



    09/06/2017 10:47:00 FILIPPINE
    Mindanao, i leader islamici condannano la dissacrazione della cattedrale di Marawi

    Gli ulama: “Sfacciato insulto e mancanza di rispetto all’islam”. Il governatore Mujiv Hataman: “I terroristi sono ipocriti che minano la vera essenza dell'islam”. Il Regional Darul Ifta: “Atti compiuti per suscitare l'odio tra musulmani e cristiani”. L’esercito chiede ai social media di rimuovere il video dell’attacco per non alimentare l’odio religioso.



    31/05/2017 15:00:00 FILIPPINE
    Il Milf si accorda con Manila per un corridoio umanitario a Marawi

    Il gruppo armato, in dialogo con il governo, invierà i suoi combattenti per contribuire alla caduta dei terroristi del Maute. L’accordo può rappresentare un punto di svolta per la fine della crisi. Le forze governative controllano il 70% della città. Apparso in un video il sacerdote sequestrato lo scorso 23 maggio.





    In evidenza

    CINA-VATICANO
    I 60 anni dell’Associazione patriottica cinese: la Chiesa sottomessa alla politica

    Shan Ren Shen Fu (山人神父)

    Sebbene in tono basso - forse per i dialoghi col Vaticano - è risuonato ancora lo slogan per una Chiesa “autonoma” e “indipendente” (dalla Santa Sede) e sottomessa in tutto alla politica del Partito. I vescovi ufficiali muoiono come “funzionari di Stato”, lontani dai fedeli. Alcuni sono richiesti di iscriversi al Partito che obbliga i suoi membri all’ateismo. Fra i vescovi ufficiali mancano “testimoni”, ma vi sono alcuni “opportunisti”. L'opinione di un sacerdote della Chiesa ufficiale.


    VATICANO
    Papa: appello per “moderazione e dialogo” a Gerusalemme



    All’Angelus Francesco, preoccupato per le violenze in atto nella Città santa, invita a pregare  preghiera “affinché il Signore ispiri a tutti propositi di riconciliazione e di pace”. Il male e il bene sono “intrecciati” in ognuno di noi e non spetta all’uomo distinguere né giudicare.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®