29/10/2008, 00.00
CINA
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Melamina nelle uova di altre due ditte cinesi

Si teme che carni e uova di pollame cinese siano tutte intrise della sostanza, molto usata nei mangimi animali. Il presidente di una delle ditte in questione è un alto funzionario. In Asia si continuano a trovare prodotti contaminati.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Quantità proibite di melamina anche in uova vendute a Hangzhou, capitale del sudorientale Zhejiang, e in altre uova vendute a Hong Kong, dopo quelle trovate sempre a Hong Kong la settimana scorsa.

Le uova di Hangzhou sono prodotte dalla ditta Green Living Beings Development Center, dello Shanxi. Le autorità locali ne hanno subito ordinato il ritiro dal commercio. Ieri Hong Kong ha trovato melamina anche in uova prodotte dalla Jinghsan Pengchang Agricultural Product dell’Hubei, che ogni anno vende a Hong Kong 6mila tonnellate di uova.

In tutti questi casi la quantità della sostanza, usata nell’industria plastica ma velenosa per l’uomo, è tale da non essere troppo pericolosa. Ma si teme che le uova “alla melamina” risultino sempre più diffuse, in modo simile a come è risultato per il latte: le uova contaminate trovate a Hong Kong il 25 ottobre sono state prodotte da un’altra ditta, la  Hanwei di Dalian. E’ accertato che un derivato della melamina è molto usato in Cina nel mangime per pollame e altri animali e si teme che si sia depositato nella carne e nelle uova. Inoltre Han Wei, responsabile della ditta omonima, è membro della Conferenza politica consultiva del popolo cinese, organo consiliare del parlamento, ed è sempre stato un forte assertore della sicurezza alimentare in Cina. Nessuno ancora chiarisce quali esami di qualità siano stati fatti sulle uova della Hanwei, prima di porle in commercio.

Dopo l’esplosione dello scandalo del latte fresco e in polvere contenente alte quantità di melamina (oltre 53mila neonati malati ai reni, almeno 4 morti), Pechino ha garantito severi controlli contro la presenza della sostanza e ha assicurato che il problema era “superato”. Ma desta sempre più preoccupazione la mancanza di effettivi interventi a tutela dei consumatori: decine di genitori dei neonati malati hanno chiesto il risarcimento dei danni alle ditte casearie, ma finora nessun tribunale ha dichiarato “ammissibile” queste elementari richieste.

Intanto prosegue la “scoperta” di melamina in prodotti esportati. In Thailandia ne è stato trovata “un’alta concentrazione” (oltre 14 volte il massimo consentito) nel cioccolato al latte della Tian Jin Heijingang Foodstuff. Mentre Taiwan ha bandito la vendita di proteine in polvere della Cina, dopo che vi è stata trovata melamina.

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