14/11/2006, 00.00
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Mindanao, sei ambasciatori si impegnano per la pace fra Manila ed i ribelli

di Santosh Digal
I rappresentanti diplomatici di Stati Uniti, Giappone, Gran Bretagna, Canada, Nuova Zelanda ed Australia sono giunti ieri nell'arcipelago meridionale per dimostrare il loro impegno comune a favore della pace e del cessate-il-fuoco.

Mindanao (AsiaNews) – Sono sei gli ambasciatori stranieri che hanno assicurato "ogni possibile aiuto" per il processo di pace nell'arcipelago meridionale di Mindanao, teatro decennale di scontri violenti fra i guerriglieri separatisti musulmani e l'esercito regolare.

I sei diplomatici sono: Ryuichiro Yamazaki, Giappone; Peter Sutherland, Canada; Kristie Kenney, Stati Uniti;  Peter Beckingham, Gran Bretagna; Tony Hely, Australia e David Pine, Nuova Zelanda. I diplomatici sono giunti ieri nella zona, dove hanno incontrato i comandanti militari ed i funzionari locali del governo.

Esprimendo "un sentimento comune" hanno voluto ricordare che i Paesi da loro rappresentati "intendono aiutare lo sviluppo di queste isole, tormentate dalla guerra".

Il principale interlocutore per quanto riguarda i guerriglieri è senza dubbio il Moro Islamic Liberation Front (Milf), che combatte da anni per ottenere una parziale indipendenza della zona, dove risiede la gran parte della minoranza musulmana. I dialoghi di pace con Manila sono interrotti dallo scorso anno, quando il governo ha rifiutato di concedere ai ribelli un nuovo appezzamento di terreno pari a 3mila ettari.

Nel tentativo di fermare la strage di civili e militari, sono scesi in campo anche diversi esponenti religiosi cristiani e musulmani, che hanno invitato le fazioni a "sedersi e dialogare, l'unica strada verso una soluzione soddisfacente".

In un comunicato dell'ambasciata statunitense, emanato dopo i primi colloqui nella zona, si legge: "Queste sei nazioni sono tutte impegnate a sostenere diversi progetti di sviluppo, con un occhio di riguardo per l'istruzione e l'avviamento dei giovani al mondo del lavoro ed ai dialoghi di pace. Sosteniamo inoltre progetti agricoli e di lotta alla povertà ed al terrorismo".

Secondo Peter Sutherland, "il Canada cerca di sostenere la pace ad ogni costo. L'obiettivo alla base di questa visita è dimostrare che lo sviluppo ed il cessate-il-fuoco sono possibili e che abbiamo un interesse comune nel voler salvaguardare Mindanao".

Da parte sua, il Giappone ha garantito uno stanziamento di oltre 600mila dollari per le prime necessità degli operatori di pace. Secondo l'ambasciatore Yamakazi, "è di fondamentale importanza aiutare il governo locale, che rappresenta la regione autonoma, ad esercitare il controllo sull'area. Questo è il nucleo di quello che sarà il nuovo volto di Mindanao, e deve essere sostenuto".

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