26/01/2019, 08.00
FILIPPINE
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Mindanao dice ‘si’: il Bangsamoro islamico è autonomo

Oltre 2 milioni di cittadini hanno votato per la ratifica della Bangsamoro Organic Law (Bol). La nuova Regione autonoma di Bangsamoro nel Mindanao musulmano (Barmm) comprenderà anche Cotabato City. I cittadini di Isabela City si sono opposti all’inclusione. Musulmani arrivati al voto divisi; dai leader cattolici sostegno al progetto autonomista.

Manila (AsiaNews/Agenzie) – Si apre un nuovo capitolo per la storia delle Filippine: con 1.540.017 voti a 198.750, la vittoria del ‘si’ nel referendum sulla Bangsamoro Organic Law (Bol) sancisce la nascita di una regione autonoma, a maggioranza islamica, nell’isola meridionale di Mindanao. 

La ratifica della storica legge, annunciata ieri sera dalla Commissione elettorale (Comelec) comporta la creazione della Regione autonoma di Bangsamoro nel Mindanao musulmano (Barmm). La nuova entità territoriale sostituirà l’attuale Regione autonoma nel Mindanao musulmano (Armm), definita da molti un “esperimento fallito” a causa della sua dipendenza dal governo di Manila e dalle accuse di corruzione o cattiva gestione. Della Barmm farà parte anche Cotabato City, mentre i cittadini di Isabela City si sono opposti all’inclusione.

L'Armm si compone di cinque province: Basilan (esclusa Isabela City), Lanao del Sur, Maguindanao (esclusa Cotabato City), Sulu e Tawi-Tawi. Rispetto ad essa, la Barmm avrà più poteri e riceverà dal governo nazionale investimenti che la renderanno più indipendente e ridurrà la necessità per i funzionari regionali di chiedere finanziamenti a Manila.

La Barmm avrà anche un parlamento, composto dai delegati delle attuali province dell'Armm e di quelli delle unità governative che il prossimo 6 febbraio voteranno l'inclusione volontaria. Nell’assemblea troveranno rappresentanza anche donne, cristiani e popoli indigeni. Per il referendum si erano registrati 2,8 milioni di cittadini. Tra questi, sono 2,17 milioni quelli che hanno votato lo scorso 21 gennaio nelle province dell’Armm. La seconda votazione avrà invece luogo a Lanao del Norte ed a North Cotabato, dove si recheranno alle urne oltre 600mila elettori.

I musulmani di Mindanao sono arrivati al voto divisi. La Bol deriva da un accordo di pace del 2014, firmato da governo e gli insorti del Moro Islamic Liberation Front (Milf). Espressione del gruppo etnico dei Maguindanao, i militanti del Milf sono chiamati a gestire la triennale fase di transizione politica. Questo ha alimentato il malcontento delle altre etnie islamiche, come i Tausug, che hanno dichiarato di preferire l'assetto federale, ed i Maranao.

Timori, soprattutto in materia di libertà religiosa, hanno alimentato l'iniziale diffidenza dei cristiani verso la legge. Molti di questi sono giunti nell'isola dal Nord del Paese, prendendo possesso di terreni che ora sono oggetto di contenziosi con la comunita islamica. A quattro giorni dal voto, i leader cattolici di Mindanao hanno però espresso sostegno al progetto autonomista, definendo la Bol "ultima occasione concreta per una pace giusta e durevole a Mindanao".

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