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    » 28/01/2009, 00.00

    MYANMAR

    Minoranza cristiana Chin vittima di persecuzioni della dittatura birmana



    Lo denuncia l’organizzazione umanitaria Human Rights Watch. Il documento è frutto di tre anni di indagini in cui sono raccolte 140 interviste che descrivono abusi, torture, lavori forzati e discriminazioni a sfondo confessionale. “Siamo un popolo dimenticato”.

    Yangon (AsiaNews/Agenzie) – Il regime militare birmano è responsabile di abusi sistematici contro l’etnia Chin, a maggioranza cristiana, vittima di lavori forzati, torture e persecuzioni a sfondo confessionale. Lo denuncia oggi l’organizzazione per i diritti umani Human Rights Watch all’interno di un nuovo rapporto in cui sono contenute le testimonianze di diversi esponenti di etnia Chin: essi sono vittime di abusi e violazione dei diritti di base, perpetrati dall'esercito su ordine della giunta militare al potere in Myanmar.

    Il documento è frutto di una ricerca elaborata tra il 2005 e il 2008 all’interno del quale vi sono 140 interviste di esponenti della minoranza, alcuni dei quali vivono oggi all’estero mentre altri risiedono nei luoghi di appartenenza. L’etnia Chin è sottoposta a intimidazioni e minacce da parte della giunta, che vuole reprimere qualsiasi forma di dissenso. Le principali violazioni denunciate da Human Rights Watch sono: restrizioni alla libertà di movimento; confisca di terreni o denaro, sequestri cibo e proprietà; lavoro forzato e persecuzioni di carattere confessionale.

    “Siamo come schiavi, dobbiamo fare tutto quello che [l’esercito] ci dice di fare” racconta un uomo di etnia Chin che accusa: “Siamo un popolo dimenticato”. Anche quanti cercano rifugio all’estero, soprattutto nel Mizoram – stato nel nord-est dell’India, al confine con il Myanmar – sono vittime di discriminazioni e di abusi a sfondo confessionale. Spesso uomini e donne Chin vengono utilizzati dai militari dell’eserito birmano come portantini o mandati all’avanscoperta nei terreni minati: “Una volta mi sono rifiutata di portare le loro attrezzature – dice una donna Chin della città di Thantlang – perché ero stanca morta e il bagaglio era davvero pesante. Loro mi hanno picchiata, dicendo: ‘Tu vivi sotto la nostra autorità. Non hai scelta. Devi fare ciò che diciamo”.

    In Myanmar vi sono circa 57 milioni di abitanti – suddivisi in 135 diversi gruppi etnici – la maggior parte dei quali è di religione buddista. Alcuni di questi gruppi sono in conflitto con il regime birmano per ottenere l'indipendenza. L’etnia Chin – l’1% del totale della popolazione del Myanmar – è al 90% di religione cristiana e vive nella regione montuosa del nord-ovest, al confine con l’India. Anche i Chin hanno ingaggiato una guerra con il potere centrale, condotta dall’esercito ribelle Chin National Front.

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