27 Settembre 2016
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  •    - Brunei
  •    - Cambogia
  •    - Filippine
  •    - Indonesia
  •    - Laos
  •    - Malaysia
  •    - Myanmar
  •    - Singapore
  •    - Tailandia
  •    - Timor Est
  •    - Vietnam
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est

  • mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato


    » 28/01/2009, 00.00

    MYANMAR

    Minoranza cristiana Chin vittima di persecuzioni della dittatura birmana



    Lo denuncia l’organizzazione umanitaria Human Rights Watch. Il documento è frutto di tre anni di indagini in cui sono raccolte 140 interviste che descrivono abusi, torture, lavori forzati e discriminazioni a sfondo confessionale. “Siamo un popolo dimenticato”.

    Yangon (AsiaNews/Agenzie) – Il regime militare birmano è responsabile di abusi sistematici contro l’etnia Chin, a maggioranza cristiana, vittima di lavori forzati, torture e persecuzioni a sfondo confessionale. Lo denuncia oggi l’organizzazione per i diritti umani Human Rights Watch all’interno di un nuovo rapporto in cui sono contenute le testimonianze di diversi esponenti di etnia Chin: essi sono vittime di abusi e violazione dei diritti di base, perpetrati dall'esercito su ordine della giunta militare al potere in Myanmar.

    Il documento è frutto di una ricerca elaborata tra il 2005 e il 2008 all’interno del quale vi sono 140 interviste di esponenti della minoranza, alcuni dei quali vivono oggi all’estero mentre altri risiedono nei luoghi di appartenenza. L’etnia Chin è sottoposta a intimidazioni e minacce da parte della giunta, che vuole reprimere qualsiasi forma di dissenso. Le principali violazioni denunciate da Human Rights Watch sono: restrizioni alla libertà di movimento; confisca di terreni o denaro, sequestri cibo e proprietà; lavoro forzato e persecuzioni di carattere confessionale.

    “Siamo come schiavi, dobbiamo fare tutto quello che [l’esercito] ci dice di fare” racconta un uomo di etnia Chin che accusa: “Siamo un popolo dimenticato”. Anche quanti cercano rifugio all’estero, soprattutto nel Mizoram – stato nel nord-est dell’India, al confine con il Myanmar – sono vittime di discriminazioni e di abusi a sfondo confessionale. Spesso uomini e donne Chin vengono utilizzati dai militari dell’eserito birmano come portantini o mandati all’avanscoperta nei terreni minati: “Una volta mi sono rifiutata di portare le loro attrezzature – dice una donna Chin della città di Thantlang – perché ero stanca morta e il bagaglio era davvero pesante. Loro mi hanno picchiata, dicendo: ‘Tu vivi sotto la nostra autorità. Non hai scelta. Devi fare ciò che diciamo”.

    In Myanmar vi sono circa 57 milioni di abitanti – suddivisi in 135 diversi gruppi etnici – la maggior parte dei quali è di religione buddista. Alcuni di questi gruppi sono in conflitto con il regime birmano per ottenere l'indipendenza. L’etnia Chin – l’1% del totale della popolazione del Myanmar – è al 90% di religione cristiana e vive nella regione montuosa del nord-ovest, al confine con l’India. Anche i Chin hanno ingaggiato una guerra con il potere centrale, condotta dall’esercito ribelle Chin National Front.

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    10/11/2008 MYANMAR
    Blogger birmano condannato a 20 anni per aver “deriso” il generale Than Shwe
    Secondo l’accusa Nay Phone Latt ha offeso il capo della giunta. Egli è stato una fonte preziosa di informazioni durante le settimane di repressione contro i protagonisti della “rivoluzione zafferano”, nel settembre 2007. Condanna a due anni di galera anche per un poeta.

    11/11/2008 MYANMAR
    Myanmar, attivisti di “generazione 88” condannati a 65 anni di galera
    Il gruppo sarebbe coinvolto nelle proteste contro l’aumento del carburante nell’agosto 2007. La protesta è sfociata nella rivolta dei monaci, soffocata nel sangue dalla dittatura militare. Condanna a 12 anni e sei mesi per un sindacalista che si batte per i diritti dei lavoratori.

    13/01/2009 MYANMAR
    Yangon, la dittatura chiude le case di preghiera a cristiani e musulmani
    Il regime militare dispone il blocco dei riti e delle preghiere in edifici privati e abitazioni. Chi non si attiene alle nuove disposizioni subirà il sequestro del locale e “seri provvedimenti”. Da tempo la giunta non rilascia permessi per la costruzione di luoghi di culto.

    01/08/2008 MYANMAR
    Rischia due anni di carcere l’attore che aiutava le vittime del ciclone Nargis
    Zarganar è stato incriminato con l’accusa di “turbamento dell’ordine pubblico”, un capo di imputazione che prevede fino a due anni di galera. L’inizio del processo previsto per il prossimo 7 agosto; con il comico alla sbarra anche tre attivisti per i diritti umani.

    13/09/2008 MYANMAR
    Esplosione a nord-est di Yangon, due morti e dieci feriti
    Un attentato ha colpito un locale pubblico in una cittadina distante 160 km dalla capitale, in un’area segnata da conflitti fra esercito e guerriglieri. La giunta birmana ha accolto alcune richieste avanzate da Aung San Suu Kyi, che potrà ricevere lettere dai parenti e leggere riviste internazionali.



    In evidenza

    SIMPOSIO ASIANEWS
    Madre Teresa, la Misericordia per l’Asia e per il mondo (VIDEO)



    Pubblichiamo le registrazioni video degli interventi che si sono susseguiti durante il Simposio internazionale organizzato da AsiaNews il 2 settembre scorso. In ordine intervengono: P. Ferruccio Brambillasca, Superiore Generale del PIME; Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione di Propaganda Fide; Sr. Mary Prema, Superiora Generale delle Missionarie della Carità; P. Brian Kolodiejchuk, postulatore della Causa della Madre; Card. Oswald Gracias, arcivescovo di Mumbai; P. John A. Worthley, sull'influenza di Madre Teresa in Cina; una testimonianza sull'influenza di Madre Teresa nel mondo islamico; mons. Paul Hinder, vicario apostolico dell’Arabia meridionale.


    CINA - VATICANO
    Pechino diffonde la nuova bozza di regolamenti sulle attività religiose. Più dura

    Bernardo Cervellera

    Multe fino a 200mila yuan (27mila euro) per “attività religiose illegali” da parte di cattolici o altri membri di comunità sotterranee. Fra le “attività illegali” vi è la “dipendenza dall’estero” (ad esempio il rapporto col Vaticano). Si predica la non discriminazione, ma ai membri del partito è proibito praticare la religione anche in privato. Precisi controlli su edifici, statue, croci. Controlli serrati anche su internet. Forse è la fine delle comunità sotterranee.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®