16/06/2010, 00.00
COREA – SUD AFRICA
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Mondiali 2010: Pyongyang “fiera” dei suoi eroi, sconfitti di misura dal Brasile

I media governativi celebrano la prestazione “agguerrita” di una squadra che non ha “mai perso la fiducia”. Le lacrime di Jong Tae-se durante l’inno nazionale. Domani la Corea del Sud sfida l’Argentina di Maradona e Messi.
Seoul (AsiaNews) – Il regime comunista di Pyongyang è “fiero” della partita disputata ieri sera all’ Ellis Park Stadium di Joannesburg dalla Corea del Nord, sconfitta di misura (2 a 1) dai cinque volte campioni dei mondo del Brasile. L’esordio ai Mondiali di Sud Africa 2010 dei Chollima – i cavalli alati, soprannome della compagine nord-coreana – ha meritato i complimenti ufficiali dei media governativi, che celebrano i loro eroi “che non hanno mai perso la fiducia” e hanno disputato una “prestazione agguerrita”. Intanto la Corea del Sud, vittoriosa contro la Grecia per 2 a 0 nel primo match, si prepara alla sfida di domani contro l’Argentina di Lionel Messi.
 
In un articolo lungo cinque paragrafi, l’agenzia ufficiale nord-coreana Korean Central News Agency (Kcna) sottolinea che la squadra “ha creato occasioni da rete, senza perdere la fiducia nonostante il passivo di due reti”. La partita è stata caratterizzata da un “fiero scambio di attacco e difesa”, fino al gol di Ji Yun-nam, imbeccato di testa dal “Rooney nord-coreano” Jong Tae-se, che ha chiuso il match sul risultato di 2 a 1. La Corea del Nord è inserita nel girone G, insieme a Brasile, Portogallo e Costa d’Avorio. Un gruppo di “ferro”, che comprende la squadra numero uno nel ranking Fifa e la migliore compagine africana del mondiale. Il team di Pyongyang è il più basso in classifica (al 105° posto) fra le 32 che partecipano alla rassegna iridata, ma ha saputo fornire una “prestazione agguerrita”.
 
L’orgoglio dei nord-coreani è fissato nelle lacrime versate da Jong Tae-se durante l’esecuzione dell’inno nazionale. Sul match con il Brasile, la punta di diamante della squadra sottolinea: “abbiamo fatto molto bene contro di loro” e accusa il portiere Ri Myuon-guk, protagonista di un “errore” sul primo gol di Maicon. Tuttavia l’allenatore Kim Jong-hun apprezza la mentalità con cui ha giocato la squadra: “abbiamo combattuto con coraggio” sottolinea il mister e “sono orgoglioso della mia squadra”. Entusiasmo alle stelle anche per Ji Yun-nam, autore del gol, che si dice “molto felice”.
 
In uno stadio quasi per intero color Verde-oro, si poteva scorgere una piccola macchia rossa nel settore dedicato ai tifosi nord-coreani. Erano poco più di 100 i supporter provenienti da Pyongyang e, come spiega uno dei componenti, “siamo lavoratori regolari che hanno proposto in modo volontario la candidatura [per vedere dal vivo i mondiali]”. Sun Woo-ryong si augura che le due Coree “lavorino insieme” per raggiungere il miglior piazzamento possibile. I componenti del gruppo, uomini fra i 40 e i 50 anni, indossavano una giacca rossa, il berretto e la bandiera nazionale. Tra questi ne emergeva uno che sembrava agire da capo-delegazione; tuttavia, egli non ha voluto rilasciare dichiarazioni alla stampa, alimentando il mistero e la curiosità.
 
La partita fra Brasile e Corea del Nord ha innescato una polemica a distanza fra l'emittente sportiva americana ESPN e il portale progressista americano The Huffington Post. Il giornale Usa punta il dito contro il telecronista del match, che avrebbe “sminuito” la compagine asiatica, autrice invece di una prestazione “valorosa”. Il giornale statunitense aggiunge che i mondiali di calcio non sono “un luogo dove si discute di politica” ed è “bizzarro che un network dedicato allo sport non colga la differenza”. Una differenza che, al contrario, conoscono bene alla Fifa, organismo internazionale del pallone: un suo solerte funzionario ha interrotto i giornalisti durante la conferenza stampa dell’allenatore nord-coreano, perché le domande avevano un carattere “politico”.
 
Intanto la Corea del Sud si prepara alla seconda sfida del girone eliminatorio, in programma domani contro l’Argentina di Messi e allenata da Diego Armando Maradona. A Seoul si accontenterebbero volentieri di un pareggio, ma in caso di vittoria “la qualificazione sarebbe assicurata”. Il successo per 2 a 0 sulla Grecia è stato celebrato anche dal Chosun Sinbo, giornale con base a Tokyo ma vicino al regime di Pyongyang, che sottolinea: “quello che detestiamo non è il popolo sud-coreano”, ma il governo conservatore di Seoul.(DS)
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