27/12/2016, 12.00
YEMEN - EAU - INDIA
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Mons. Hinder: elementi “positivi e negativi” dal video di p. Tom, lavoriamo per la liberazione

Per il vicario apostolico è importante la conferma che il salesiano indiano è “ancora vivo”, sebbene oggetto di “pressioni” dei rapitori. Il prelato aggiunge che si sta operano “su diversi fronti” per ottenere il suo rilascio. L’appello a non rilanciare informazioni false o non confermate in rete. E a pregare per la salute del sacerdote.

 

Abu Dhabi (AsiaNews) - “L’elemento positivo” del video diffuso ieri dai sequestratori di p. Tom è “il fatto che il sacerdote è, o sembra essere, ancora vivo”; di contro, vi è anche un “aspetto negativo, sembra infatti che egli parli sotto pressione e secondo le indicazioni dei rapitori”. È quanto afferma ad AsiaNews mons. Paul Hinder, vicario apostolico dell’Arabia meridionale (Emirati Arabi Uniti, Oman e Yemen), commentando il filmato in cui il salesiano indiano si rivolge al governo di New Delhi, alla comunità cattolica e a papa Francesco chiedendo aiuto per la sua liberazione. “È evidente - prosegue il prelato - che p. Tom è stato informato male, perché non è vero che non è stato fatto nulla sinora. Non posso fornire dettagli, ma si sta lavorando su diversi fronti per cercare di ottenere il rilascio”.

Dopo mesi di silenzio, ieri è emerso un video di p. Tom Uzhunnalil, il salesiano indiano sequestrato da un commando estremista riconducibile allo Stato islamico (SI) ai primi di marzo nel sud dello Yemen. Nel filmato rilanciato in rete (clicca qui per vederlo), il sacerdote declina le proprie generalità e afferma di “aver bisogno urgente di cure mediche in ospedale”. Leggendo un testo preparato in precedenza, egli avverte che i suoi rapitori hanno cercato a più riprese di contattare il governo indiano, il presidente e il Primo Ministro “invano” e “nulla è stato fatto” per la liberazione. 

Dal 4 marzo scorso p. Tom Uzhunnalil è nelle mani del gruppo jihadista, con tutta probabilità legato allo SI, che ha assaltato una casa di riposo per malati e anziani delle missionarie della Carità ad Aden, nel sud dello Yemen. Nell’attacco sono state massacrate quattro suore di Madre Teresa e altre 12 persone, presenti all’interno della struttura.

In queste ore il vicariato apostolico dell’Arabia meridionale ha diffuso una comunicazione ufficiale sulla diffusione del video del salesiano indiano, da quasi 10 mesi nelle mani del gruppo jihadista. “La persona nel video - spiega il comunicato del vicariato, inviato per conoscenza ad AsiaNews - assomiglia molto a p. Tom Uzhunnalil. Tuttavia, la fonte del video, la data della sua realizzazione e le circostante nelle quali è stato girato sono sconosciute”. Sebbene al momento non vi siano ulteriori informazioni sul luogo in cui è detenuto, aggiunge la nota, “abbiamo ragioni plausibili per ritenere che egli sia ancora vivo”.

Dal primo giorno del suo sequestro la Chiesa ha rilanciato numerosi appelli “fino ai più alti livelli” per assicurarne la liberazione e sono in atto “sforzi concreti” in collaborazione con canali diplomatici internazionali e locali. E lo stesso papa Francesco, ricorda il vicariato d’Arabia, ha ricordato in passato il sacerdote indiano chiedendo la sua liberazione e quella di tutte le persone imprigionate nelle aree teatro di conflitti armati.

E lo stesso mons. Hinder nel contesto delle recenti celebrazioni natalizie ha rinnovato l’appello alla preghiera per il rilascio di p. Tom. In particolare, durante la messa del 25 dicembre, in cui ha pregato assieme alle decine di migliaia di fedeli riuniti nella chiesa parrocchiale di san Giuseppe ad Abu Dhabi per la salute del sacerdote indiano. Preghiere e vicinanza sono state espresse anche dalle varie comunità salesiane sparse per il mondo e dalla Conferenza episcopale indiana.

La nota del vicariato ricorda che le informazioni ufficiali e affidabili sulla sorte di p. Tom si possono trovare sul sito stesso del vicariato (http://www.avosa.org) o sul portale del salesiani (http://www.infoans.org). “Chiediamo ai fedeli - conclude il messaggio - di non farsi immischiare in un ciclo di disturbo e di diffusione di notizie non confermate sui social media, ma di continuare a pregare per p. Tom e per i canali aperti nel tentativo di giungere alla sua liberazione”. (DS)

 

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