21/12/2017, 10.49
ISRAELE-PALESTINA
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Mons. Pizzaballa: Gerusalemme, 'decisioni unilaterali non porteranno la pace, ma anzi la allontaneranno'

Si è tenuta ieri la conferenza stampa di Natale per fare un resoconto della vita della Chiesa nell’anno passato. Il riavvicinamento delle Chiese cristiane e i pellegrini raddoppiati. L’appello ai fedeli: venite senza timore, non ci sono pericoli. Gerusalemme, la politica concreta è la “grande assente”. La sete di giustizia e diritti per vivere il quotidiano, attraverso cui passa la gioia “incarnata” annunciata dal Natale.

Gerusalemme (AsiaNews) – “Noi riteniamo che ogni soluzione unilaterale non possa essere considerata una soluzione. Decisioni unilaterali non porteranno la pace, ma anzi la allontaneranno”. Mons. Pierbattista Pizzaballa, amministratore apostolico del Patriarcato latino di Gerusalemme, torna a parlare della Città Santa durante la tradizionale conferenza stampa di Natale per il riepilogo della vita ecclesiale nell’anno appena passato, tenutasi ieri a Gerusalemme.

Mons. Pizzaballa ha iniziato la conferenza sugli aspetti ecclesiali della vita del Patriarcato, soffermandosi sui rinnovati rapporti fra le confessioni cristiane, suggellati “dall’inaugurazione della restaurata Edicola del S. Sepolcro”, un “evento che qualche anno fa sarebbe sembrato di impossibile realizzazione e che ha invece segnato un punto di non ritorno nelle nostre relazioni interne”. Egli ha annunciato che nel corso del 2017 i pellegrini sono quasi raddoppiati e ha invitato i fedeli a visitare “la Terra Santa e la Giordania senza timore, perché non vi è alcun pericolo”.

L’amministratore apostolico ha poi sollevato la questione di Gerusalemme, dichiarata lo scorso 6 dicembre dal presidente Usa Donald Trump capitale di Israele. Egli ha ribadito la posizione della Chiesa cattolica come espressa dal papa: “Rispettare lo status quo della città”. “Gerusalemme è un tesoro dell’intera umanità. Ogni rivendicazione esclusiva – sia essa politica o religiosa – è contraria alla logica propria della città,” ha affermato mons. Pizzaballa. “Auspichiamo che la violenza di questi giorni cessi completamente e che si possa continuare a discutere legittimamente su Gerusalemme in ambito non solo politico, ma anche religioso e culturale”.

Il prelato si è poi rivolto con durezza contro la politica, “grande assente di questo momento”. “Ciò è fonte di frustrazione e disorientamento”, ha commentato. “Abbiamo bisogno di politica, non quella di salotto, ma quella che sa tradurre in scelte concrete sul territorio le attese dei rispettivi popoli”. Mons. Pizzaballa ha poi continuato: “Le nostre popolazioni sono stanche di violenza, che non ha portato a nessun risultato. Sono invece assetate di giustizia, di diritti, di verità. Sembrano affermazioni generiche e retoriche, ma qui in questo nostro contesto, hanno un risvolto concreto e preciso nella vita quotidiana, negli spostamenti e nella libertà di movimento, nei permessi, nei ricongiungimenti familiari e nella vita quotidiana di tutte le famiglie cristiane”.

“Le cose semplici della vita” sono ciò per cui passa la gioia “incarnata” annunciata con il Natale, Dio che “entra nella storia dell’uomo”. Un annuncio di salvezza, ovvero dela “possibilità di ricominciare sempre” e che “tutto sia trasformato: il buio in luce, il male in bene, il dolore in gioia, l’egoismo in amore, la morte in vita”. “Le difficoltà di questi giorni, le difficoltà di sempre, la sete di giustizia, la fame di dignità, dunque – ha concluso il prelato – non ci impediscono di ricominciare, non spengono la nostra gioia, né la nostra determinazione a collaborare per migliorare il nostro mondo, a lavorare a difesa della vita, quella semplice dei nostri fedeli, delle nostre famiglie e delle nostre comunità religiose”.

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