17 Agosto 2017
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  •    - Arabia Saudita
  •    - Bahrain
  •    - Emirati Arabi Uniti
  •    - Giordania
  •    - Iran
  •    - Iraq
  •    - Israele
  •    - Kuwait
  •    - Libano
  •    - Oman
  •    - Palestina
  •    - Qatar
  •    - Siria
  •    - Turchia
  •    - Yemen
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 19/12/2014, 00.00

    IRAQ - SIRIA

    Monte Sinjar, i peshmerga rompono l’assedio delle milizie dello Stato islamico



    Si tratta della vittoria militare più importante dei curdi contro gli islamisti dall’inizio della guerra. I combattenti avrebbero aperto un corridoio per consentire la fuga di 1200 famiglie intrappolate dall’estate. Tuttavia fonti yazide non confermano la fine dell’assedio e lo stanziamento di peshmerga. Nei radi aerei statunitensi di dicembre morte figure di primo piano dello SI.

    Erbil (AsiaNews/Agenzie) - Le forze curde affermano di aver rotto l'assedio dello Stato islamico al monte Sinjar, dove dallo scorso agosto vivono intrappolati migliaia di yazidi e di altri membri delle minoranze etniche in fuga dai jihadisti. Per i peshmerga si tratta della vittoria più importante contro le milizie del Califfato, che continua però a controllare ampie porzioni di territorio in Iraq e nella vicina Siria. L'offensiva curda contro gli islamisti al monte Sinjar è iniziata nella prima mattinata del 17 dicembre, con una serie di raid aerei condotti dagli Stati Uniti e dalle forze della coalizione. 

    Intanto, sul terreno circa 8mila combattenti curdi peshmerga hanno lanciato un attacco su due fronti, grazie al quale essi affermano di aver aperto un vasto corridoio - nel versante nord-est della montagna - che permetterà agli yazidi e agli altri di fuggire. 

    Masrur Barzani, figlio del presidente curdo e cancelliere del Consiglio di sicurezza della regione del Kurdistan, parla di "una grande operazione che, grazie a Dio, si è conclusa con successo". L'evacuazione dei rifugiati dovrebbe iniziare nella giornata di oggi e concludersi in modo rapido, per permettere alle oltre 1200 famiglie intrappolate da mesi di trovare un riparo sicuro. 

    Tuttavia, secondo alcune fonti yazide non vi sono chiari segnali di resa dei jihadisti e la situazione non pare ancora del tutto sotto controllo. Said Hassan Said, un politico yazidi anch'egli intrappolato da mesi sulla montagna, riferisce che dal suo osservatorio non vi sono chiari segnali che mostrano la fine dell'assedio. "Sono in cima alla montagna - ha dichiarato in un'intervista telefonica - posso vedere tutta la zona dalla mia posizione. E non vi sono scontri, non vi sono movimenti, non vi è uno stanziamento di truppe peshmerga, almeno per quanto mi è dato vedere". 

    In ogni caso le truppe curde rivendicano il successo militare e confermano che un gran numero di combattenti jihadisti è fuggito verso ovest, in Siria, e a est in direzione di Mosul, roccaforte dello Stato islamico dal giugno scorso. I peshmerga affermano inoltre di aver strappato otto villaggi e di aver ucciso 80 miliziani nel corso dell'offensiva. 

    Analisti ed esperti di questioni militari parlano di avanzata - se confermata - "significativa", anche se resta ancora molto da fare per vincere la bocca di fuoco islamista: la stessa città di Sinjar, a sud della montagna, ancora nelle mani dello Stato islamico, come la stessa Mosul e la cittadina di Tal Afar. 

    L'attacco a Sinjar è stata una delle ragioni che, ad agosto, hanno spinto il governo statunitense a riprendere i raid aerei in Iraq e, in un secondo momento anche in Siria, il mese successivo. Fonti del Pentagono riferiscono che negli attacchi aerei operati fra il 3 e il 9 dicembre sarebbero morti diversi combattenti islamisti, fra cui alcune figure di primo piano: tra questi vi sarebbero Abd al-Basit, capo delle operazioni militari in Iraq, Haji Mutazz consigliere chiave del leader dello Stato islamico Abu Bakr al-Baghdadi.

     

     

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    12/06/2017 13:17:00 IRAQ - SIRIA
    Patriarcato caldeo: dopo il genocidio dell’Isis, dialogo, giustizia e unità per ricostruire l’Iraq

    A tre anni dalla presa di Mosul il patriarca Sako ha visitato la zona liberata da esercito e Peshmerga. L’opera di ricostruzione sia anche “opportunità di lavoro” e occasione per garantire “pace, sicurezza e stabilità”. Secondo una recente inchiesta l’80% dei cristiani ha abbandonato Siria e Iraq dal 2011.



    19/06/2017 09:53:00 SIRIA - VATICANO
    Card. Zenari: in Siria segni di “miglioramento”, ma i cristiani continuano a soffrire

    Ad Aleppo fino a due terzi della popolazione cristiana ha abbandonato la città, circa la metà nel resto del Paese. Serve garantire un lavoro a chi è rimasto e l’istruzione ai giovani. E un “sostegno spirituale” per continuare la missione di “testimoni di Cristo” in una terra a maggioranza musulmana. La prossima settimana l’incontro con il papa.

     



    23/06/2015 SIRIA
    Raqqa, curdi strappano una base militare allo Stato islamico
    L’avanzata curda sostenuta dai raid aerei Usa e dal sostegno sul campo di altri gruppi ribelli. I curdi avanzano verso la capitale del “Califfato”. Esperti: “Lo Stato islamico sta collassando all’interno delle sue stesse roccaforti”.

    07/11/2016 08:56:00 SIRIA
    Offensiva arabo-curda per riconquistare Raqqa, roccaforte dello Stato islamico

    Nelle operazioni impegnate milizie curde e forze arabe, sostenute dai raid aerei della coalizione Usa. Per Daesh la perdita di  Raqqa (e Mosul) significa la sua fine. A Raqqa quadro “più complicato” che a Mosul.  L'esclusione della Turchia.

     



    29/08/2014 IRAQ - SIRIA
    Dalla Siria all’Iraq, nuovi orrori (e decapitazioni) delle milizie dello Stato islamico
    Durante la presa della base aerea di Raqqa gli islamisti hanno catturato e ucciso decine di soldati dell’esercito di Damasco. Nell’altura del Golan sequestrati Caschi blu: l’Onu chiede il rilascio immediato. In Iraq i jihadisti hanno decapitato un combattente curdo, minacce ai leader della regione autonoma.



    In evidenza

    LIBANO-M. ORIENTE-VATICANO
    Patriarchi cattolici d’Oriente: Il genocidio dei cristiani, un affronto contro tutta l’umanità

    Fady Noun

    Colpite da guerre, emigrazione e insicurezza, le comunità cristiane si sono ridotte ormai a un “piccolo gregge” nell’indifferenza internazionale. Un appello a papa Francesco e alla comunità internazionale. Cattolici e ortodossi condividono gli stessi problemi. La fine dei cristiani in Oriente sarebbe “uno stigma di vergogna per tutto il XXI secolo”.


    COREA
    Vescovi coreani: No alle ‘provocazioni imprudenti’. Fermiamo l’escalation nucleare lavorando per la ‘coesistenza dell’umanità’



    I vescovi coreani hanno diffuso oggi un’Esortazione sulle tensioni crescenti attorno alla penisola coreana. La Corea del Nord, ma anche i “Paesi limitrofi” rischiano di compiere “azioni precipitose, senza freni”, che potrebbero portare alla “morte di innumerevoli persone” e a “piaghe profonde per l’intera l’umanità”. Ridurre le spese militari e potenziare le spese per lo sviluppo umano e culturale. L’appello a usare “la coscienza, l’intelligenza, la solidarietà, la pietà e il mutuo rispetto”. La preghiera nel giorno dell’Assunta, festa dell’indipendenza coreana.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®