04/09/2017, 13.13
RUSSIA
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Mosca, la Festa di Eid-al-adha e quella per l’inizio delle scuole

di Vladimir Rozanskij

Grande spazio dato alle comunità musulmane, anche se settori sociali volevano privilegiare la festa civile “della Conoscenza”, di origine sovietica. Nella capitale raduni di 200mila musulmani (e 13mila poliziotti), senza alcun incidente. I passi legali per il ritorno della cattedrale di san Pietro e Paolo ai cattolici.

Mosca (AsiaNews) - Lo scorso primo settembre anche in Russia è stata celebrata con grande risalto la Festa islamica del Sacrificio, che gli arabi chiamano id-al-adha, e che i russi - seguendo la dizione ottomana - chiamano di kurban-bairam. È il ricordo musulmano del sacrificio di Ismaele, l’atto di sottomissione a Dio per eccellenza, che nel calendario viene ricordato ogni anno nel mese lunare di Dhu I Hiija, quest’anno appunto il 1° settembre nel calendario gregoriano. Nello stesso giorno, nel Paese ha inizio l’anno scolastico, festeggiato come “Il Giorno della Conoscenza”. La coincidenza ha generato in Russia una serie di discussioni pubbliche piuttosto accese.

Va detto infatti che la Russia è un Paese a stragrande maggioranza ortodossa, riconquistata dopo il “secolo ateo” e rafforzata dalle propensioni della politica russa a usare il fattore religioso come principale sostegno dell’ideologia patriottica. Ma va anche ricordato che allo stesso tempo, la storia imperiale della Russia ha riunito, sotto la principale etnia slava, un gran numero di popoli d’Oriente e d’Occidente, con le loro tradizioni e religioni.

La stessa legge sulla libertà di religione in vigore, nel suo preambolo, afferma che la religione principale della Russia è l’Ortodossia, e sotto di essa si distinguono altre quattro religioni tradizionali: l’islam, il buddismo, l’ebraismo e il cristianesimo, intendendo sotto questa denominazione, con una curiosa distinzione, le confessioni protestanti e cattolica. Tra di esse, la comunità musulmana è di gran lunga la più numerosa e significativa, e la sua relazione con le autorità statali è molto simmetrica a quella dello stesso patriarcato ortodosso.

Religiosi e laici

Non stupisce quindi, che il primo settembre ci sia stato qualche tensione su cosa celebrare: se la festa con motivi religiosi, ma di una minoranza, o quella civile, una ricorrenza di memoria sovietica molto amata dai russi. Il dibattito che sottolineava la priorità dei valori “laici”, ha creato imbarazzo nelle correnti nazionaliste più accese, che da anni sostengono invece la principale importanza dei valori religiosi. Per uscire dall’impasse, il partito liberal-nazionale di Žirinovskij ha proposto di dare a ogni regione (in Russia sono 89) la facoltà di sostituire il Giorno della Conoscenza in accordo con le particolarità della cultura e delle tradizioni locali, ma il Ministero dell’Istruzione si è opposto all’idea.

Le due feste si sono dunque sovrapposte, dando luogo a diverse situazioni curiose: una scuola di Mosca, che si trova a fianco della moschea Sobornaja, ha trasferito la festa degli alunni al 4 settembre. Le regioni a maggioranza musulmana hanno dichiarato il 1° settembre giorno festivo per ogni attività; così è avvenuto in Tatarstan, Dagestan, Inguscezia, Adjgeja, Bashkortostan e Cecenia, le principali zone dei tatari e dei popoli affini. In effetti, la maggioranza dei musulmani in Russia ha origine dalla conversione di alcuni dei principali khan tatari nel XIV secolo, quando le tribù turco-asiatiche dominavano l’intero Paese. Lo stesso Gengis Khan, creatore dell’Impero tataro-mongolo, era molto ecumenico in fatto di religione (lui stesso, probabilmente, era di battesimo nestoriano), e il contatto dei suoi successori con il mondo islamico provocò la conversione della parte più occidentale dei vari khanati tardo-medievali.

La Festa di Eid in Crimea e a Mosca

Un altro territorio dominato nella storia dai tatari è la Crimea, “bonificata” etnicamente da Stalin nel 1944 e recentemente “riconquistata” da Putin nel conflitto con l’Ucraina. Nella piccola penisola, l’elemento tataro-musulmano è ancora significativo. Qui le autorità hanno preso una decisione curiosa, dichiarando festivo per tutti il 4 settembre. In questo modo la festa del Sacrificio è stata rispettata, ma senza togliere spazio alle manifestazioni scolastiche.

 

A Mosca per il Kurban-Bairam la comunità musulmana ha comunque festeggiato in grande stile: alle preghiere nelle moschee e nelle piazze hanno partecipato oltre 200 mila persone, sorvegliate da 13 mila poliziotti, senza che si sia verificato alcun incidente. Lo stesso presidente Vladimir Putin si è pubblicamente congratulato con i musulmani russi, ricordando che “l’integrità della Umma è sempre stata, e sempre sarà, un solido fondamento per la costruzione del dialogo nazionale e interreligioso, necessario per l’adempimento dei principali impegni nello sviluppo del Paese. È incoraggiante vedere che questo enorme potenziale s’incarna in importantissimi progetti educativi, formativi e culturali, per il bene della pace della concordia nella società”.

Una chiesa per i cattolici

A conforto non solo dei musulmani, ma anche della minoranza cattolica di Mosca, in questi giorni i rappresentanti del Comune della capitale hanno promesso ai cattolici di risolvere in via extra-giudiziale la questione della restituzione della cattedrale dei Santi Pietro e Paolo. Situata nel centro di Mosca, la chiesa era stata trasformata in uffici e palestra, e dal 1992 i cattolici ne chiedono la restituzione. Se questa fosse finalmente concessa, i cattolici potrebbero così disporre di tre chiese, insieme a quelle di S. Luigi dei francesi (l’unica rimasta aperta sotto i sovietici) e dell’Immacolata Concezione, che fu edificata dalla comunità polacca e oggi funge da cattedrale. A fronte delle 4 grandi moschee moscovite, e a centinaia di “centri culturali” islamici, anche la comunità cattolica di Mosca potrebbe meglio offrire il proprio contributo alla riconciliazione e alla crescita spirituale del Paese.

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