21 Novembre 2017
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 24/01/2017, 08.45

    IRAQ

    Mosul, la battaglia finale. L'Isis caccia gli abitanti della sponda ovest del Tigri



    Le milizie dello Stato islamico hanno espulso gli abitanti della parte occidentale del fiume. Nelle case e negli esercizi commerciali i jihadisti hanno stanziato molti combattenti e cecchini, per respingere l’assalto delle forze governative. Esercito irakeno e curdi approntano la strategia per riconquistare l’intera città.  

     

    Baghdad (AsiaNews/Agenzie) - Le milizie dello Stato islamico (SI) hanno espulso molti degli abitanti della parte occidentale del Tigri a Mosul, in preparazione a un possibile attacco finale via fiume da parte delle forze irakene. È quanto raccontano fonti locali dietro anonimato, mentre l’esercito governativo prosegue senza sosta l'offensiva avviata nell’ottobre scorso contro la roccaforte jihadista nel nord del Paese. Analisti ed esperti confermano il successo dell’operazione, che potrebbe concludersi con esito positivo entro la metà del 2017. 

    Un abitante del quartiere di Al-Maidan riferisce che “il gruppo (SI) ci ha obbligato a lasciare le nostre case, senza permetterci di prendere nulla”. I miliziani, aggiunge, hanno “istallato delle postazioni di tiro e hanno posizionato cecchini sui tetti e alle finestre”. 

    “Ci hanno obbligato a lasciare la zona - prosegue l’uomo nel racconto - perché presto diventerà un campo di battaglia e ci hanno trasferiti con alcuni familiari in un’altra zona della città”. 

    Di recente le forze di sicurezza irakene hanno riconquistato la quasi totalità della parte orientale di Mosul, seconda città per importanza dell’Iraq e attraversata dal fiume Tigri; le milizie dello SI continuano però a occupare la zona occidentale della metropoli, in cui vivevano circa due milioni di persone prima dell’arrivo dei miliziani di Daesh [acronimo arabo per lo SI] nell’estate del 2014. 

    Nelle ultime settimane tutti i ponti della città sono stati distrutti, come difesa strategica da parte dei miliziani o sotto i colpi dei bombardamenti della coalizione internazionale a guida statunitense. Soufian al-Mashhadani, un miliziano originario di Mosul, conferma che lo SI ha stanziato numerosi combattenti all’interno di alcune abitazioni dislocate lungo la sponda occidentale del fiume. 

    “Hanno impedito ai proprietari - prosegue il miliziano - di queste case e attività commerciali, di prendere i loro effetti personali e i viveri, affermando che tutto è ormai di proprietà dei mujaheddin”.  

    Dopo essere avanzati in modo vittorioso attraverso la piana di Ninive e nel settore orientale della città di Mosul, ora i vertici delle forze irakene e delle milizie curde stanno studiando la strategia per espugnare la zona occidentale e liberare la città dalla presenza jihadista. Fra le ipotesi, un accerchiamento a nord, ovest e sud della città, per poi sferrare l’offensiva dal settore orientale utilizzando dei ponti mobili. 

    Per Patrick Martin, esperto di questioni irakene presso l’Istituto per gli studi sulla guerra, il genio americano avrebbe formato “gli omologhi delle forze federali irakene” a costruire “ponti da combattimento”. Questi ponti mobili “sono già stati utilizzati con successo” a Ramadi e Qayyarah, due città irakene riconquistate dall’esercito irakeno nei mesi scorsi. 

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    24/08/2016 08:59:00 IRAQ - ONU
    L'offensiva di Mosul "avrà un impatto enorme, a rischio 1,2 milioni di persone"

    Le Nazioni Unite avvertono: "Le conseguenze sul piano umanitario dell’offensiva dell’esercito irakeno per strappare la metropoli del nord allo Stato islamico saranno devastanti". Secondo le stime 400mila persone fuggiranno verso la zona sud della metropoli, altri 250mila a est e 100mila a nord-ovest. Raccolto sinora solo il 38% dei 584 milioni di dollari necessari per affrontare l’emergenza. 



    19/01/2017 13:52:00 IRAQ - SIRIA
    Sacerdote irakeno: “Fiducia e speranza” aspettando la liberazione di Mosul

    Don Paolo Thabit Mekko racconta il clima di attesa fra i profughi di Mosul e della piana di Ninive. Un piccolo gruppo ha già visitato le case del settore orientale della città, liberato dalla presenza jihadista. Essenziale garantire “la sicurezza” delle aree liberate e trovare una nuova formula “di amministrazione e controllo”. Nel 2016 Daesh ha perso un quarto del territorio. 

     



    31/10/2016 08:59:00 IRAQ
    Qaraqosh, la prima messa nella cattedrale devastata dallo Stato islamico

    L’arcivescovo siro-cattolico ha visitato la più importante città cristiana d’Iraq, da poco strappata ai jihadisti. Qaraqosh porta le “cicatrici” dei combattimenti. Necessario sminare i terreni disseminati di ordigni prima di far tornare la popolazione. Prioritario ricostruire le infrastrutture. Per gentile concessione del L’Orient-LeJour. 

     



    17/11/2016 08:51:00 IRAQ
    Mosul: milizie sciite in lotta con lo SI per l’aeroporto di Tal Afar

    Nella zona in corso feroci combattimenti. L’obiettivo è eliminare le sacche di resistenza dei jihadisti e tagliare la via di rifornimento a Mosul. La presenza di forze sciite nel contesto dell’offensiva fonte di controversia. Secondo i critici sarebbero responsabili di violazioni e abusi verso gli arabi sunniti. 

     



    14/11/2016 08:55:00 IRAQ
    Attentati a Baghdad, decine di morti e feriti. L’esercito irakeno strappa Nimrud all’Isis

    Questa mattina un attacco suicida a sud-ovest della capitale ha provocato otto morti. Nel fine settimana una serie di esplosioni ha ucciso almeno 11 civili, decine i feriti. Finora non vi sono rivendicazioni ufficiali degli attacchi. Le forze speciali hanno riconquistato l’antica città assira. I jihadisti avevano distrutto il patrimonio perché ritenuto eredità pagana. 

     





    In evidenza

    HONG KONG - CINA - VATICANO
    Messa per un sacerdote sotterraneo defunto. Il card. Zen chiede a Dio la grazia di salvare la Chiesa in Cina e la Santa Sede ‘dal precipizio’

    Li Yuan

    P. Wei Heping, 41 anni, è morto in circostanze misteriose, buttato in un fiume a Taiyuan (Shanxi). Per la polizia egli si è suicidato. Ai familiari non è stato permesso nemmeno di vedere il rapporto dell’autopsia. Per il card. Zen la Santa Sede (che “non è necessariamente il papa”) cerca un compromesso a tutti i costi col governo cinese, rischiando di “svendere la Chiesa fedele”. Giustizia e pace pubblica un libretto su p. Wei, per non dimenticare.


    VATICANO - ITALIA - USA
    Papa: non più la guerra, che ha per frutto la morte, 'la distruzione di noi stessi'



    Francesco nel giorno della Commemorazione dei defunti ha celebrato messa al Cimitero americano di Nettuno. “Quando tante volte nella storia gli uomini pensano di fare una guerra, sono convinti di portare un mondo nuovo, sono convinti di fare una ‘primavera’. E finisce in un inverno, brutto, crudele, con il regno del terrore e la morte”.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®