13/12/2006, 00.00
LIBANO
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Moussa si dice “incoraggiato” nella sua mediazione

di Paul Dakiki
Il Consiglio di sicurezza ha espresso all’unanimità “appoggio senza riserve” al governo Siniora. Il terzo rapporto Brammertz parla “punto cruciale” dell’inchiesta sull’assassinio Hariri e di collegamenti tra tutti gli omicidi politici.
Beirut (AsiaNews) – Separare la questione della creazione del tribunale internazionale sull’omicidio Hariri dal contrasto politico in atto, in Libano, tra maggioranza e opposizione. Sembra questa la difficile strada che si prepara a battere il segretario generale della Lega araba, Amr Moussa, nel suo tentativo di mediazione che da ieri lo vede impegnato in colloqui con gli esponenti della politica e della società libanese. Incontri che lo stesso Moussa ha oggi definito “incoraggianti”. La stampa libanese di oggi lo definisce “speranzoso”, anche se un quotidiano, Al-Mustaqbal, scrive di una pressione siriana sui suoi alleati locali per far fallire la mediazione. Il governo di Fouad Siniora, intanto, ha incassato stanotte un “appoggio senza riserve” da parte del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che in una dichiarazione approvata all’unanimità parla di “governo legittimo e democraticamente eletto” e condanna “tutte le azioni miranti a destabilizzare il Paese”. Sempre in sede Onu, va registrata la presentazione del terzo rapporto della commissione di inchiesta internazionale sull’assassinio di Rafic Hariri. Il magistrato belga Serge Brammertz, che la presiede, sostiene che l’indagine è arrivata “ad un punto cruciale”, che esiste un filo che lega gli omicidi politici avvenuti dal 2004 ad oggi, che l’autore materiale dell’attentato contro Hariri “non ha passato la sua giovinezza in Libano”, che alcune delle richieste avanzate a Paesi stranieri non hanno avuto risposta, ma che dalla Siria è arrivata una collaborazione “tempestiva ed efficiente”. Il braccio di ferro tra governo e opposizione, intanto, ha registrato ieri un altro passo, con la seconda approvazione da parte del Consiglio dei ministri dell’istituzione del Tribunale internazionale. L’atto, che ora viene trasmesso al Parlamento, è costituzionalmente necessario dopo il rifiuto del presidente della Repubblica, Emile Lahoud, di firmare la prima decisione governativa. Amr Moussa, arrivato ieri a Beirut, dopo il fallimento del tentativo del mediatore sudanese Mustafa Otman Ismail. Prima di lasciare, Ismail aveva indicato di aver elaborato una proposta in quatto punti: la formazione di un governo di unità nazionale, la creazione del tribunale internazionale, elezioni presidenziali ravvicinate e convocazione di una conferenza di donatori per aiutare la ricostruzione del Libano. Moussa, che ieri ha incontrato il premier Siniora, il presidente del Parlamento Nabih Berri, il capo dello Stato, Emile Lahoud ed i maggiori esponenti di Maggioranza ed opposizione, Saad Hariri r Hassan Nasrallah, oggi sta vedendo il patriarca Sfeir, Michel Aoun, Amin Gemayel e Walid Joumblatt e tornerà a incontrare Siniora e Berri.
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