14/09/2018, 12.45
INDIA
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Mumbai, strade devastate dalle buche: il padre di una giovane vittima le ripara gratis

Si chiama Dadarao Bilhore, ha 48 anni ed è un commerciante agricolo. Il figlio 16enne è morto nel 2015 perché non indossava il casco. Un sondaggio indipendente riporta che a Mumbai ci sono più di 27mila buche. Ogni anno sulle strade indiane muoiono oltre 3mila persone, circa 10 al giorno.

Mumbai (AsiaNews/Agenzie) – Il “papà delle buche”: si chiama Dadarao Bilhore e vive a Mumbai. Nel 2015 ha perso il figlio di 16 anni a causa di un incidente stradale provocato da una profonda buca sull’asfalto. Da quel momento, in una sorta di rituale di purificazione e di elaborazione del lutto, ha deciso che avrebbe riparato tutti i crateri stradali della megalopoli del Maharashtra, che conta 20 milioni di abitanti. Ad oggi, le buche ricoperte sono quasi 600.

Dadarao ha 48 anni ed è un commerciante di frutta e verdura. Nel tempo libero prende la pala e sacchi di sabbia e ghiaia. Arriva in prossimità della buca e inizia a riempirla. Per il suo impegno, si è conquistato l’affettuoso soprannome di “pothole dada” (papà delle buche).

Secondo un sondaggio indipendente condotto da Navin Lade, per le strade di Mumbai si contano più di 27mila buche. Da parte sua, l’amministrazione contesta questi dati. Ad ogni modo, il dissesto del manto stradale della megalopoli è così grave che la città compare al primo posto nella classifica del Guinness dei primati.

I residenti lamentano un atteggiamento apatico del governo e accusano le autorità locali di scarsa manutenzione. Alcuni attivisti sostengono inoltre che i lavori di riparazione vengono svolti in maniera così approssimativa dalle ditte incaricate, che ogni anno si deve gettare di nuovo l’asfalto. Le condizioni delle strade peggiorano poi a causa dei violenti acquazzoni e delle piogge monsoniche, che erodono le carreggiate e creano voragini ancora più profonde.

Studi ufficiali del governo riportano che nel 2017 le buche stradali sono state la causa di 3.597 decessi in tutto il Paese, con una media di 10 morti sulle strade ogni giorno. Tra questi, anche Prakash, il figlio di Dadarao, un brillante studente che al momento dell’incidente viaggiava su una motocicletta in compagnia di suo cugino. Prakash non indossava il casco, ed è morto per i danni cerebrali provocati dall’impatto; il cugino, che aveva le protezioni, ha riportato danni lievi. “Non voglio – afferma Dadarao – che altre persone perdano i propri cari come è successo a noi. La morte di Prakash ha lasciato un vuoto nella nostra vita. Faccio questo lavoro per ricordarlo e rendergli onore. Fin quando avrò vita e potrò camminare, eliminerò tutte le buche”.

In India l’opera di costruzione stradale ha avuto nuovo slancio negli ultimi anni, soprattutto grazie ai programmi infrastrutturali dell’attuale governo. Dati diffusi dal Ministero delle autostrade lo scorso aprile, riportano che negli ultimi quattro anni sono raddoppiati i chilometri coperti dalle autostrade, con una media di 27 km di rete stradale edificati ogni giorno. Si è passati dai 4.410 km del periodo 2014-2015 ai 9.800 del biennio 2017-2018.

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