17/12/2020, 13.16
INDIA
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Natale tra i Dalit del santuario di Nostra Signora del Periyanayagi

di Devasagaya Raj

Malgrado la povertà, ogni famiglia dei villaggi Dalit contribuisce con propri soldi alla decorazione della chiesa, per la realizzazione del presepe ecc. Non sono in grado di scambiarsi doni con gli altri, ma dato che cucinano pasti speciali per colazione e pranzo, li condividono con le vedove e i poveri dei villaggi.

Mumbai (AsiaNews) – Padre Devasagaya Raj, parroco del Santuario di Nostra Signora del Periyanayagi nel distretto di Cuddalore nel Tamil Nadu, già segretario nazionale dell'Ufficio CBCI per le caste riconosciute/ classi arretrate, parla del Natale nella pandemia Covid-19 dei cristiani Dalit nella sua parrocchia. Per loro Natale è una festa della comunità. Il 19 aprile p. Devasagaya Raj ha chiesto aiuto su Facebook per allestire una mensa dei poveri nel Santuario.  Il Santuario ha distribuito cibo agli anziani e alle persone povere indipendentemente dalla casta e dal credo. Esse sono state molto grati per il cibo fornito dai sacerdoti, perché nel periodo del lockdown non avevano alcuna fonte di sostentamento. P. Raj ha anche dato lavoro al Santuario e ha dato soldi in particolare alle famiglie che hanno perso il lavoro a causa del lockdown, oltre a fornire loro provviste e cibo.

 

Il Natale per i cristiani Dalit nei villaggi è sempre incentrato sulla Chiesa. Per Natale ogni famiglia dei villaggi Dalit contribuisce con propri soldi alla decorazione della chiesa, per la realizzazione del presepe ecc. I giovani del villaggio di solito decorano la chiesa e fanno presepi. Usano la loro creatività con temi diversi per ogni anno.

I cristiani sono solo il 2,3% degli indiani. La nascita del Dio bambino attira sempre altre persone religiose che, indipendentemente dalla casta, visitano i presepi e rendono omaggio a Gesù Bambino.

I bambini e i giovani fanno processione per le strade dei villaggi dall’inizio di dicembre in poi cantando i bhajan. La celebrazione del Natale nelle case dei cristiani Dalit è molto semplice. Il giorno di Natale i bambini faranno sicuramente una buona colazione, mentre di solito stanno senza colazione o hanno un semplice porridge di riso. Nel pomeriggio si riuniranno.

Per Natale comprano vestiti nuovi. Essendo poveri, non sono in grado di scambiarsi doni con gli altri, ma dato che cucinano pasti speciali per colazione e pranzo, li condividono con le vedove e i poveri dei villaggi. Sono abbastanza felici e contenti delle decorazioni della chiesa e del presepe. Natale è una festa della comunità piuttosto che la festa della famiglia.

Konankuppam è una piccola parrocchia del villaggio nel distretto di Cuddalore nel Tamil Nadu. Ci sono circa 100 famiglie cattoliche e 90 famiglie sono Dalit. La chiesa nella parrocchia è stata costruita da un missionario italiano, p. Joseph Beschi nel 1720. Si tratta di un santuario che molte persone provenienti da diverse parti dello Stato e degli Stati vicini visitano soprattutto durante la festa annuale. La maggior parte dei cristiani Dalit sono braccianti agricoli senza terra. Molti sono lavoratori migranti nelle città.

D’Souza Arockiasamy, giovane di 25 anni (nella foto con la madre e la sorella) lavorava come bracciante migrante in una pasticceria a Chennai per un piccolo stipendio. Ha perso suo padre, sua madre, Louise Sagaya Mary, è malata terminale e sua sorella non sposata, Jaya Arockiasamy, dipende da lui. È dovuto tornare al villaggio durante la pandemia ed è senza lavoro da 8 mesi.

È preoccupato per il nuovo vestito annuale di sua madre e di sua sorella se non per lui. Ha in programma di ottenere un prestito per acquistarli per entrambe. Sebbene sia in difficoltà, ha in programma di condividere il suo speciale pranzo di pollo con le famiglie Dalit che vivono accanto a loro.

È anche membro del movimento della gioventù cattolica del Tamil Nadu, di cui sua sorella Jaya è la segretaria. Tutti i giovani sono attivamente coinvolti nella preparazione del presepe, nella liturgia natalizia e nell'addobbo della chiesa. Così sentono di celebrare il Natale felicemente nonostante la pandemia.

Il lockdown per il Covid-19 è un incubo per i poveri, soprattutto per gli anziani che dipendono dal Santuario e dai suoi pellegrini. Sebbene la Chiesa accolga le persone, dobbiamo ispirare i fedeli ad aiutare i bisognosi”.

P. Devasagaya Raj il 19 aprile su Facebook ha chiesto aiuto per allestire la mensa dei poveri nel Santuario in modo che i poveri e gli anziani possano essere sfamati.  Il Santuario ha distribuito cibo agli anziani e alle persone che sono povere indipendentemente dalla casta e dal credo. Essi erano molto grati per il pasto fornito dai sacerdoti del Santuario, poiché nel periodo del lockdown non avevano alcuna fonte di sostentamento. P. Raj ha anche dato lavoro al Santuario e ha dato soldi a persone, in particolare alle famiglie che hanno perso il lavoro a causa del lockdown, oltre a fornire loro provviste e cibo.

(ha collaborato Nirmala Carvalho)

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