14/04/2008, 00.00
NEPAL
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Nel Paese è pronta la “repubblica maoista”

di Kalpit Parajuli
La Commissione elettorale conferma la vittoria schiacciante, ed inaspettata, del Partito comunista. I leader maoisti chiedono fiducia alla comunità internazionale e si apprestano a cancellare del tutto la monarchia.
Kathmandu (AsiaNews) – Contro ogni pronostico, sembra essere definitiva la vittoria schiacciante del Partito comunista nepalese, di ispirazione maoista, che si appresta a guidare il primo governo repubblicano del Paese. Il leader della formazione, Pushpa Kamal Dahal (noto con il nome di battaglia Prachanda, “il terribile”), ha dichiarato che il Nepal “è pronto per una repubblica maoista”.
 
Al momento attuale, dice la Commissione elettorale, i comunisti si sono aggiudicati 61 seggi sui 108 già assegnati, ma gli scrutini in corso nel resto dei seggi confermano le preferenze accordate dalla popolazioni ai “rossi”. Secondo Prachanda, “la comunità internazionale non deve dubitare del nostro impegno per la democrazia: abbiamo intenzione di avere buoni rapporti con tutti, ed in particolare con i nostri vicini cinesi ed indiani”.
 
Il numero due del Partito, Baburam Bhattarai, aggiunge: “Guideremo il prossimo governo. Tutti devono accettare il fatto che abbiamo vinto le elezioni in maniera legale, e quindi abbiamo il diritto di governare. Abbiamo intenzione di difendere i deboli, gli emarginati e coloro che non hanno privilegi. Prima di tutto, però, dobbiamo chiudere la questione della monarchia”.
 
L’istituto monarchico ha iniziato a scricchiolare nel 1996, quando la corruzione della casa reale e le sue ricchezze in uno dei Paesi più poveri dell'Asia diede inizio alla rivolta comunista. In dieci anni di guerriglia, i morti sono stati almeno 13mila. Nel 2001, inoltre, l’allora re Birendra e i membri della sua famiglia vennero trucidati nel palazzo reale. L'assassino venne identificato con il figlio del re, che poi si suicidò.
 
Il successore, Gyanendra (da alcuni considerato l’ispiratore del massacro), ha intensificato gli sforzi per ottenere il potere assoluto ed ha dichiarato la presa di potere completa nel 2005: un anno dopo, però, è stato costretto dalle rivolte di piazza a trattare con i maoisti e ad abdicare. Con il nuovo governo, il suo ruolo verrà definitivamente cancellato e la monarchia cadrà dopo 238 anni.
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