30/01/2015, 00.00
NEPAL
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Nepal, governo ritira la licenza alle scuole religiose "non ufficiali"

di Christopher Sharma
La decisione riguarda gli istituti che non hanno alle spalle un'organizzazione religiosa in grado di gestirli e finanziarli. Kathmandu motiva la mossa con questioni di "sostenibilità economica" e "sospette attività fondamentaliste". Colpite le madrasse, le scuole islamiche.

Kathmandu (AsiaNews) - Il governo del Nepal ha deciso di ritirare la licenza a tutte le scuole religiose che non dipendono da un'organizzazione religiosa ufficiale. La decisione ha attirato molte critiche nei distretti meridionali del Paese, dove numerose madrasse (scuole islamiche) verranno chiuse a causa del provvedimento.

Nel motivare la sua mossa, Kathmandu cita questioni di "sostenibilità economica" e di "sospette attività fondamentaliste". Tuttavia, nella pratica sembra colpire solo gli istituti musulmani, poiché la maggior parte delle madrasse opera senza avere alle spalle una reale organizzazione islamica. Al contempo, la decisione non sembra avere grandi ripercussioni sulle scuole gestite da indù, cristiani e buddisti, tutte sostenute da solide istituzioni, che si autofinanziano.

"Il Consiglio dei ministri - ha riferito in questi giorni Minendra Rijal, portavoce del governo - ha stabilito il 18 dicembre scorso di revocare la licenza alle scuole religiose che non operano sotto gli auspici e con il sostegno finanziario di una organizzazione religiosa". La decisione, ha sottolineato il politico, "è stata presa perché molti di questi istituti sono diventati insostenibili dal punto di vista economico. Inoltre, alcuni individui sono stati scoperti a usare in modo improprio le scuole".

Il portavoce ha rifiutato di spiegare a quale "uso improprio" si riferisse.

Per Mohammad Shahjahan, segretario del Madarsha Coordination Committee (distretto di Saptari), "la decisione è deprecabile perché porterà solo alla chiusura di scuole dove migliaia di studenti possono apprendere nella loro madrelingua". Secondo Mohammad Anbar Ali, presidente del Muslim Rights Youth Forum, "invece di aiutare le scuole, il governo le ha stroncate sul nascere".

Nazrul Hussein, segretario generale dell'Interreligious Council, è convinto che il governo "dovrebbe regolamentare e controllare se ci sono casi di corruzione o di violazione, ma non chiudere le scuole. Con questa mossa sembra che l'amministrazione voglia sopprimere la minoranza islamica del Nepal".

 

 

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