06/03/2013, 00.00
NEPAL
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Nepal, in onore di Shiva anche le donne potranno mendicare nude

di Kalpit Parajuli
Fino ad ora solo i santoni uomini potevano mendicare senza vestiti. Per evitare speculazioni e casi di prostituzione, il governo crea la "carta del devoto". Fra le più importanti festività del calendario indù, il Mahashivaratri raccoglie ogni centinaia di migliaia di persone provenienti dal Nepal e dall'India.

Kathmandu (AsiaNews) - Per la prima volta nella storia del Nepal anche le donne potranno presentarsi nude alle celebrazioni del Mahashivaratri, festa in onore del dio Shiva. Fino ad ora il nudo integrale era concesso solo agli uomini. La notizia ha suscitato critiche da parte della popolazione residente nei pressi del tempio di Pashupatinath (Kathma du). Ciò ha spinto il governo a distribuire fra i "sadu" (i saggi di entrambi i sessi) la "carta di identità del devoto", per controllare eventuali casi di prostituzione, esibizionismo, o altri atti offensivi e non legati alla religione.

Shusil Nahata, delegato del governo per le celebrazioni, afferma:"Abbiamo deciso di rilasciare dei documenti che certificano queste persone come 'Nangababa' (saggi nudi). Per mendicare nel tempio essi devono mostrare la carte di identità". Riguardo alla presenza di donne nude, il funzionario spiega che è una tendenza che si è già verificata a Kumbhafair in India circa un mese. "E' probabile - aggiunge - che quelle presenti a Pashupatinath appartengano allo stesso gruppo".

Il Mahashivaratri è una delle più importanti festività del calendario indù. La ricorrenza raccoglie ogni anno migliaia di santoni indù provenienti da tutto il Paese e dall'India e circa 500mila fedeli. Nelle settimane precedenti alla festività, che quest'anno cade il 10 marzo, le autorità del tempio di Pashupatinath riservano ai santoni diverse aree dove poter mendicare e risiedere. Essi si spogliano di tutto per poter raggiungere l'ascesi ed entrare in contatto con il dio. Molti devoti indù lasciano offerte a questi saggi, ritenendoli una reincarnazione di Shiva.

L'adorazione prevede un giorno e una notte di digiuno e veglia. Oltre alle offerte di cibo e incenso, il rito consente anche il consumo di hashish e marijuana in onore del dio. Per il 2013, il governo ha preso serie misure di controllo sui saggi indù, sorpresi in più occasioni a spacciare droga e richiedere prestazioni sessuali a giovani devote. 

 

 

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