16/05/2014, 00.00
NEPAL
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Nepal: sempre più malati, anche non cristiani, affidano a Gesù la loro vita

di Christopher Sharma
La situazione sanitaria del Paese è terribile: a causa di una pessima situazione economica e di una grande disparità sociale, gli ospedali cacciano chi soffre di Aids, lebbra o rabbia. L'unico rifugio aperto diventa così la chiesa, dove moltissimi chiedono la grazia di una guarigione.

Kathmandu (AsiaNews) - Cacciati dagli ospedali perché "oramai incurabili" e allontanati dai loro villaggi per la paura di infezioni, sempre più malati nepalesi decidono di chiedere a Dio la grazia della guarigione e passano il proprio tempo in chiesa a pregare. Il fenomeno riguarda cristiani e non cristiani che, delusi da medici e guaritori, si affidano al potere curativo della preghiera. Dipen Pradhan, pastore protestante della chiesa Gyaneshwor, conferma: "Tanti vengono da noi e trovano la forza per combattere la malattia".

Tra le patologie più frequenti vi sono malati di Aids, lebbrosi e persone con la rabbia. Gli ospedali nazionali non hanno a disposizione le terapie per contrastare queste malattie, e sono costretti ad allontanare i pazienti. Jeet Kumar, dirigente di un ospedale distrettuale, dice: "Non è cattiveria, è che non abbiamo vaccini o medicinali. Se il governo ce le fornisse o ci desse i mezzi per procurarcele, saremmo lieti di fare qualcosa per queste persone".

Ma data la situazione economica interna, e una sempre maggiore disparità nell'utilizzo delle risorse statali, per centinaia di ammalati l'unica speranza rimane quella di una grazia. Kanchha Sunar, 70 anni, è membro della Commissione sviluppo del villaggio di Lapu (distretto di Gorkha): è stato morso da un cane affetto dalla rabbia, morto qualche giorno dopo, ma è stato rifiutato dall'ospedale della zona. L'uomo, indù, si è recato in una chiesta cristiana.

Le sue condizioni peggiorano: "I dottori non hanno fatto nulla - dice il nipote - perché è arrivato già in avanzato stato di infezione. Ora vive in chiesa e conta i suoi ultimi giorni, ma noi speriamo che Dio abbia pietà e salvi la sua vita". La decisione di recarsi in un luogo di culto cristiano è maturata grazie al consiglio di amici e parenti: "Ho chiesto a Cristo di guarirmi - dice lui - ma accetto quello che arriverà". 

 

 

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