26/02/2018, 08.48
CINA
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Nessun limite alla carica di presidente: Xi Jinping come Mao Zedong

di Wang Zhicheng

Il Partito ha proposto un cambio alla costituzione, che dovrà essere votato in marzo. Finora la carica era limitata a due mandati. Il presidente ha funzioni formali e istituzionali. E’ probabile che vi siano nuovi cambi alla costituzione per rendere a vita o quasi la carica di segretario del Partito. Wang Qishan, grande alleato di Xi Jinping possibile nuovo vice-presidente.

Pechino (AsiaNews) – Il Partito comunista cinese (Pcc) ha proposto ieri di cambiare la costituzione del Paese, rimuovendo il limite di due mandati per il presidente e il vice-presidente. Molti analisti pensano che questo permetterà a Xi Jinping, attuale presidente, segretario generale del Partito e capo della Commissione militare centrale, di tenere il potere a tempo indeterminato, e forse a vita, come è stato per Mao Zedong.

L’annuncio è stato diffuso ieri da Xinhua, alla fine della vacanza per il Capodanno cinese. In seguito l’agenzia statale ha diffuso il testo della proposta di cambiamento, che dovrà essere discusso all’Assemblea nazionale del popolo (Anp) il mese prossimo. Di solito però l’Anp avalla tutto quello che il partito propone. Il documento che spiega il cambiamento è datato 26 gennaio – una settimana dopo l’ultima riunione del Comitato centrale del Pcc. Xinhua non ha spiegato come mai vi è stato questo lasso di tempo (quasi un mese) per far conoscere la proposta al pubblico.

Quella dei due mandati è una regola non scritta, voluta da Deng Xiaoping per correggere i disastri avvenuti con la reggenza di Mao Zedong, che negli ultimi anni di vita era manipolato dalla cosiddetta “Banda dei quattro”, che, oltre al disastro economico del Paese, ha rafforzato le divisioni e le lotte nel Partito, dalla Rivoluzione culturale in poi.

Fino ad ora tutti i presidenti (e segretari generali) – Jiang Zemin e Hu Jintao - si erano attenuti a questa regola. Al 19mo Congresso del Pcc nell’ottobre scorso si è avuto sentore delle mire di Xi a continuare a stare in carica, non essendo emerso alcun chiaro suo successore della Sesta generazione.

Il cambiamento proposto riguarda solo la carica di presidente e vicepresidente, le cui responsabilità sono molto formali e mancanti di un vero potere effettivo, che invece è concentrato nella carica di segretario generale del Pcc. Ma secondo analisti, è possibile che nei prossimi anni ci sia qualche altra proposta di cambiamento della costituzione.

Secondo voci non confermate, il prossimo vice-presidente che affiancherà Xi sarà Wang Qishan, già capo della potente Commissione anti-corruzione, che nello scorso ottobre è decaduto per limiti di età. Wang Qishan è un forte alleato della fazione di Xi Jinping.

Il Global Times, un giornale strettamente legato al Pcc, ha spiegato ieri in un editoriale che il cambiamento proposto “non significa che il presidente cinese durerà a vita”.

Due giorni fa, in una sessione di studio del Politburo, Xi Jinping ha sottolineato “l’importante ruolo” della costituzione nel Paese. Secondo Xinhua, egli ha affermato: “Nessuna organizzazione o individuo ha il potere di oltrepassare la costituzione o la legge”.

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