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  • » 12/10/2017, 12.44

    VIETNAM

    Nghe An, attivisti cattolici ancora vittime della ‘persecuzione giudiziaria’ del regime



    Nguyen Van Oai, Thai Van Dung e Trân Minh Nhât sono tra i 14 giovani arrestati nel 2011. Condannati al carcere nel 2013, sono accusati di non aver rispettato gli obblighi di residenza. 

    Ho Chi Minh City (AsiaNews/EdA) – La sicurezza pubblica continua a seguire da vicino i membri del gruppo di giovani attivisti cattolici della diocesi di Vinh arrestati dal regime nel 2011. Nel 2013, il tribunale del popolo di Nghệ An ha condannato i 14 cristiani alla prigione per un presunto tentativo di “rovesciare il potere popolare”. Alcuni di essi sono già stati rilasciati, ma la libertà ritrovata è durata poco.

    Nel 2011, il governo del premier Nguyen Tan Dung ha lanciato una campagna per fermare blogger ed individui che diffondevano notizie e critiche sulla corruzione dei membri del partito e del governo. Da allora molti blogger e internauti sono divenuti preda delle forze di sicurezza per le loro attività pro-democrazia e per la difesa dei diritti umani in Vietnam. Dung aveva ordinato alla polizia di “prevenire la formazione di qualunque gruppo di opposizione politica”.

    Tre degli attivisti sono presi di mira dalla polizia in modo particolare. Essi sono Nguyen Van Oai, Thai Van Dung e Trân Minh Nhât. Per lo stesso articolo del codice penale (il n. 304), il primo è stato già giudicato e condannato, mentre gli altri due sono ancora oggetto di indagine da parte delle autorità. Essi sono accusati di non aver rispettato i rigorosi vincoli di residenza, cui sono sottoposti dalla sentenza del 2013.

    Il primo ad esser stato processato per questo reato è Nguyen Van Oai (foto). Lo scorso 18 settembre, il tribunale del popolo di Hoàng Mai, nella provincia di Nghệ An, ha condannato il blogger cattolico ed ex prigioniero politico a cinque anni di carcere e quattro di arresti domiciliari  per “resistenza a pubblico ufficiale” e “violazione della libertà vigilata”. Il 19 gennaio scorso, poliziotti in borghese avevano aggredito e arrestato l’attivista, per poi accusarlo di aver resistito e violato i termini dell’obbligo di residenza, disposto nel 2015 dopo aver scontato la precedente condanna per attività pro-democrazia.

    Dopo l'arresto di Nguyen Van Oai nel gennaio 2017, l'attenzione della polizia si è concentrata sugli altri due attivisti rilasciati di recente. Il 5 maggio, il giornale regionale di sicurezza pubblica ha annunciato l'apertura di un'indagine contro Thai Van Dung. Egli era stato arrestato nell'agosto 2011 ad Hanoi, dove risiede. Il processo del 2013 lo ha condannato a quattro anni di carcere e quattro di arresti domiciliari. È stato rilasciato nel 2015, dopo aver scontato la sentenza in carcere.

    Lo scorso 4 agosto, l'ex prigioniero cattolico Trân Minh Nhât è stato oggetto di una procedura simile. Per i fatti del 2011, egli aveva ricevuto una condanna a tre anni di carcere e quattro di arresti domiciliari.

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