27/11/2004, 00.00
INDIA
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Nunzio Apostolico: "Testimoniate la fede con gioia"

di Nirmala Carvalho

Mons. Quintana ha incontrato 160 pellegrini provenienti da diverse zone del paese e li ha invitati a "irradiare la felicità che deriva dall'essere cristiano".

New Delhi (AsiaNews) -  Proseguire con coraggio nella testimonianza della fede. Questa l'esortazione che il nunzio in India e Nepal, mons. Pedro Lopez Quintana, ha rivolto ad un gruppo di 160 pellegrini indiani di differenti Stati (e lingue) ricevuti mercoledì scorso nella cappella della nunziatura apostolica a New Delhi. Il nunzio apostolico ha dato loro il "benvenuto nella casa di Pietro". Egli ha ricordato di essere "il suo rappresentante" e li ha accolti "nel territorio del Vaticano".

Il nunzio era da poco rientrato da una visita pastorale nel Kerala, stato a sud del  Paese, teatro nel recente passato di attacchi contro missionari cristiani. Egli si è intrattenuto a lungo con i pellegrini e li ha invitati a "proseguire nell'opera di testimonianza della fede". Parlando con i fedeli ha usato le stesse parole di Giovanni Paolo II all'indomani della sua elezione al soglio pontificio: "Non abbiate paura e andate al fondo della vostra fede". Li ha inoltre invitati a "irradiare la felicità che deriva dall'essere cristiani e a condividerla con tutti". "La Chiesa vi chiede di consacrarvi alla missione - ha proseguito mons. Quintana - con l'aiuto e la benedizione del Signore".

Il nunzio ha chiesto ai pellegrini di mantenere sempre "la stessa gioia, entusiasmo ed energia". Bisogna mantenere viva la propria fede e proclamare con gioia la parola di Dio perché "il successore di Pietro è testimone della fede nella Chiesa, fondata da nostro Signore Gesù Cristo". Attraverso la figura del Papa, sottolinea il nunzio, Cristo ha voluto donarci "un punto di riferimento al quale guardare" e seguendo l'esempio e la testimonianza di Giovanni Paolo II "possiamo rinnovare la nostra fede".

Mons. Quintana ha proseguito ricordando ai fedeli che, con la loro testimonianza di fede, affermano il loro desiderio di "appartenere alla Chiesa, che è l'insieme della comunità dei fedeli". Incoraggiando i pellegrini che devono affrontare persecuzioni perché amano la vita e hanno famiglie numerose, il nunzio apostolico  ha  ribadito che "il vostro entusiasmo deve pervadere la gente impaurita, perché la vostra gioia è contagiosa è disturba l'ordine precostituito". "In ogni caso ha continuato  mons. Quintana - vi invito ad essere pazienti, perché questo sacrificio sarà fonte di un'altra felicità per voi: agite con spirito di carità e persuadete quanti non vi apprezzano con amore e dolcezza, invitando a seguire senza forzare gli animi". Egli ha infine ricordato ai pellegrini di "combattere contro la routine", perché la parola di Dio si rinnova ogni giorno e li ha invitati a "conservare la felicità, perché un animo felice è una fonte preziosa di testimonianza".

Un gruppo di catechisti ha guidato il pellegrinaggio: fra i 160 fedeli che hanno incontrato il nunzio c'erano 14 preti e 4 diaconi spagnoli "neocatecumenali" ( il  movimento religioso fondato dagli spagnoli Kiko Arguello e Carmen Hernandez).

Fra i partecipanti uomini e donne dai 22 agli 84 anni di differenti classi sociali e di diversa provenienza: i fedeli di Bangalore (città cosmopolita nel Karnataka, India meridionale), Karwar (costa occidentale del Karnataka) e Bombay (capitale commerciale dell'India) si sono riuniti nel Seminario diocesano di Mumbai. Prima di intraprendere il cammino essi hanno celebrato una messa alla basilica di Mount Mary a Bandra, sobborgo di Mumbai, affidando il pellegrinaggio alla protezione della Vergine Maria e accogliendola nei loro cuori, nelle loro case e nella missione apostolica.

I pellegrini hanno cominciato il loro cammino verso New Delhi cantando prima "La roccia" e poi il "Credo" per "testimoniare" il loro cammino di fede. Essi hanno cantato il "Credo" in 3 diverse lingue: Tamil, Konkani e Inglese.

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