31 Ottobre 2014 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 30/05/2012
SIRIA
Nunzio apostolico: L'Onu guardi i frutti del dialogo interreligioso non solo le cannonate
A Homs 25 leader cattolici, ortodossi, sunniti e alawiti e membri del governo si incontrano per risolvere senza aiuti esterni i problemi della città e delle aree più martoriate dalle violenze. L'appello di mons. Zenari alla comunità internazionale per sostenere le iniziative della popolazione siriana stanca della guerra. Imam Saudita offre una taglia da 450mila dollari per la testa di Assad.

Damasco (AsiaNews) - "Onu e Paesi occidentali guardino i frutti del dialogo fra sunniti, alawiti cristiani, non solo le cannonate, i massacri e le violenze compiuti da regime e ribelli". E' quanto afferma ad AsiaNews, mons. Mario Zenari, nunzio apostolico a Damasco. Il prelato invita ancora una volta i Paesi occidentali e i cosiddetti "amici della Siria" a sostenere le iniziative di dialogo che stanno avvenendo in modo spontaneo fra la popolazione che tenta di cambiare dal basso l'attuale situazione. "Le immagini delle violenze di Houla - spiega - hanno scioccato tutti e hanno spinto i siriani al dialogo, soprattutto nelle aree più colpite dalla guerra".

Oggi, a Homs più di 20 leader religiosi cattolici, ortodossi, sunniti e alawiti si sono incontrati insieme ai rappresentanti del governo locale e nazionale per discutere in modo pacifico i problemi che da oltre un anno affliggono il Paese. In attesa di un comunicato ufficiale, mons. Zenari spiega che  i capi religiosi e politici  hanno condannato i massacri, per evitare un conflitto fra fazioni religiose e politiche. Ogni delegato è consapevole che il Paese sta andando alla deriva. Alle violenze si aggiungono atti di banditismo, furti, omicidi, regolamenti di conti fra famiglie rivali. "Fra i problemi più gravi - continua - vi sono le continue sparizioni di persone, rapite per estorcere denaro e utilizzate come merce di scambio". Ieri, i leader si sono scambiati le liste dei rapiti, impegnandosi a fare di tutto per fermare questa piaga, che in più di un'occasione è sfociata in massacri con morti e feriti.

"I cattolici - aggiunge mons. Zenari - sostengono queste piccole iniziative positive e cercano di lavorare su tutti i fronti". Il prelato spiega che in ogni città vi sono gesti e iniziative di carità, per soccorrere intere famiglie rimaste senza casa e cibo con cui sfamarsi, la speranza è che tale positività prevalga sull'odio e la violenza.  

Intanto, continua il dibattito sulle manovre per costringere Assad a lasciare il Paese. Ieri al termine dei colloqui con il presidente siriano, Kofi Annan, inviato speciale per Onu e Lega araba, ha dichiarato che la Siria è ormai giunta a un punto di non ritorno. Egli ha esortato Assad ad attuare il piano "subito e non in futuro". Per fare pressione sul regime accusato del massacro di Houla, Europa, Australia e Stati Uniti hanno annunciato l'espulsione del personale diplomatico siriano, definendo gli ambasciatori persone non gradite. La decisione è stata criticata dalla Russia, che preme per un'indagine accurata e imparziale sotto la supervisione dell'Onu. Per tutelare i suoi interessi strategici in Siria, Mosca preme per privileggiare la via diplomatica e costringere regime e ribelli a fermare gli scontri. Sostenere solo una parte con armi e mezzi porterebbe il caos nell'intera regione.  

A tutt'oggi un'operazione militare in stile Libia è appoggiata solo da Francia e Paesi arabi. Gli Usa sostengono che un intervento armato darebbe il via a un'ulteriore carneficina. Tuttavia, come già accaduto per il rais libico Gheddafi, tutto il mondo musulmano sunnita appoggia il crollo di Assad. Diversi leader islamici radicali hanno iniziato a promettere ricompense per chi riuscirà a uccidere il presidente alawita. Nei giorni scorsi Sheikh Ali Al Rubai, famoso imam saudita ha offerto una ricompensa di 450mila dollari per chiunque uccida "l'assassino Assad, responsabile della morte di donne e bambini". L'iniziativa del predicatore sunnita è condivisa anche da diversi politici sauditi, che da mesi premono per un attacco militare contro la Siria. Nelle moschee e nei palazzi governativi di Ryadh la rivolta contro il regime di Damasco viene definita come una guerra santa benedetta da Allah. (S.C.)

 


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
24/05/2013 SIRIA
Assad apre "forse" al dialogo. Ad Aleppo giovani cristiani offrono la loro vita per i poveri
03/08/2012 SIRIA - ISLAM
Gregorio III Laham: Cristiani e musulmani pregano e digiunano insieme per la fine delle violenze
28/05/2013 SIRIA - UE
Gregorio III Laham: "Il futuro della Siria non si può costruire con la distruzione"
29/01/2014 LIBANO
Patriarca maronita: Il Libano ha bisogno di un presidente
13/07/2012 SIRIA
Nunzio a Damasco: La comunità internazionale aiuti la Siria a uscire da questa trappola infernale

In evidenza
IRAQ - ITALIA
Lettera dell'arcivescovo di Mosul: Grazie per gli aiuti, che sostengono le sofferenze dei rifugiati
di Amel NonaLe offerte di tutti i donatori della campagna "Adotta un cristiano di Mosul" sono usate per acquistare cibo, vestiti pesanti, coperte per i profughi e affittare case o roulotte per affrontare l'inverno e il freddo che sono giunti molto presto. Due donne hanno difeso la loro fede cristiana davanti ai miliziani islamisti che volevano convertirle, minacciandole di uccidere. Rifugiato fra i rifugiati, mons. Nona scopre un modo nuovo di essere pastore.
IRAQ - ITALIA
"Adotta un cristiano di Mosul": raccolti e inviati quasi 700mila euro. La campagna continua
di Bernardo CervelleraInviata la seconda tranche di aiuti, raccolti nel mese di settembre. In Medio oriente e in Iraq si gioca il destino dei rapporti fra oriente e occidente. L'appello di papa Francesco e del Sinodo. I governi tiepidi. Gli aiuti giunti da tutto il mondo: una nuova comunità internazionale che sconfigge la "globalizzazione dell'indifferenza".
IRAQ-VATICANO
"Adotta un cristiano di Mosul": il grazie del vescovo per i primi aiuti
di Amel NonaMons. Amel Nona, vescovo caldeo di Mosul, anch'egli rifugiato, ringrazia tutti i donatori della campagna lanciata da AsiaNews. La situazione è sempre più difficile per il numero enorme di profughi e per l'arrivo dell'inverno e della neve, che rendono impossibile alloggiare nelle tende o all'aperto. La crisi, un'occasione che rende attiva la fede dei cristiani.

Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate