24/04/2008, 00.00
CINA
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Nuove restrizioni e controlli per i pellegrini al santuario di Sheshan

Telecamere di sicurezza, limiti all’uso delle autostrade, obbligo di chiedere il permesso al governo prima di recarsi al santuario mariano di Sheshan durante il mese di maggio. Inoltre, le diocesi circostanti sono state “avvertite”: non organizzate gruppi per celebrare la prima giornata di preghiera per la Chiesa cinese, proclamata dal Papa.
Shanghai (AsiaNews) – Il governo cinese ha imposto nuove restrizioni e diversi controlli a coloro che intendono recarsi in pellegrinaggio presso il santuario della Madonna di Sheshan, molto venerato dai cattolici cinesi. Inoltre, le autorità hanno “avvertito” le diocesi che lo circondano di non creare gruppi organizzati per recarsi sul luogo a celebrare la prima Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa cinese, indicato dal Papa per il 24 maggio, gioro dela festa del santuario nazionale, il primo aperto nell'Estremo oriente.
 
Nella Lettera ai cattolici cinesi pubblicata lo scorso 30 giugno, infatti, Benedetto XVI ha stabilito la data del 24 maggio per celebrare una Giornata mondiale di preghiera per la Cina. Nella Lettera egli ricorda anche che il 24 maggio è la festa di Maria Aiuto dei Cristiani, festeggiata con solennità da molti pellegrini cinesi nel santuario mariano di Sheshan, a circa 50 km a sud-ovest di Shanghai.
 
Lo scorso maggio, oltre 20mila pellegrini registrati si sono recati presso il santuario mariano. Per questo nuovo pellegrinaggio le stime di affluenza sono molto superiori ma, dice una fonte cattolica all’agenzia UCANews, “il governo di Shanghai ci ha avvertiti di non visitare Sheshan a maggio, e di non organizzare pellegrinaggi per il santuario”. Anche le agenzie di viaggio della provincia orientale del Zhejiang, che circonda la municipalità autonoma di Shanghai, si rifiutano di organizzare autobus per i pellegrini.
 
Alcuni cattolici di Shanghai parlano di nuove telecamere di sorveglianza installate nel santuario, e spiegano che persino i singoli pellegrini che intendano visitare il luogo devono chiedere in anticipo il permesso al governo. Gli alberghi ed i ristoranti della zona non accoglieranno turisti per tutto il mese di maggio. Un sacerdote non ufficiale di Wenzhou conferma: le autorità hanno avvertito i cattolici del Zhejiang (molto devoti alla Madonna di Sheshan), di non andare in pellegrinaggio.
 
Il governo, spiega ancora il sacerdote, “non ha gradito l’invito del Papa a pregare per la Cina, che ha interpretato come una richiesta di preghiere per un Paese che attraversa un brutto periodo. Non hanno capito le buone intenzioni del pontefice, e non sanno che la Chiesa spesso chiede preghiere per il benessere di una nazione”.
 
Fra le varie restrizioni, inoltre, spicca quella “giornaliera”. Chi intende andare a Sheshan deve evitare di fare il viaggio dall’1 al 3 maggio (festa nazionale), il 23 ed il 24 (giorni “caldi” dopo l’invito del Papa a pregare per la Chiesa in Cina) e durante tutti i fine settimana del mese. Per evitare tutto questo, molte diocesi si sono recate in pellegrinaggio durante il mese di aprile.
 
Il governo si difende adducendo motivi di ordine pubblico, e spiega che si vogliono evitare assembramenti e situazioni spiacevoli. In quest’ottica, sono state emanate delle disposizioni che limitano il traffico “nella zona suburbana di Shanghai”, che comprende Sheshan. Le limitazioni saranno in vigore dal 30 aprile al 25 maggio.
 
Sarà proibito l’utilizzo delle maggiori autostrade locali dalle 5 del mattino alle 2 del pomeriggio, e per l’intera giornata l’1, il 4 ed il 24 maggio. Diversi residenti, tuttavia, si sono lamentati per la decisione: il mese di maggio inizia infatti con la festa nazionale dei lavoratori – una delle pochissime festività della Cina – e la zona di Shanghai è piena di resort ed alberghi di lusso che, ora, non saranno disponibili per godersi le ferie.
Secono alcuni analisti l'incremento dei controlli è dovuta alla situazione di tensione creata dalle rivolte tibetane, che rende sospetto ogni raggruppamento di persone. Ma vi è anche un tentativo di frenare un gesto voluto dal papa, che crea unità fra la Chiesa in Cina e quella universale. La diocesi di Hong Kong aveva programmato da mesi il pellegrinagio a Sheshan per il 24 maggio. Ma difficoltà crescenti presentate dal governo locale hanno spinto la diocesi del card. Zen a cancellare i pellegrinaggio.
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