23/09/2009, 00.00
ISRAELE - PALESTINA
Invia ad un amico

Obama: Urgente il dialogo fra Israele e Palestina. Ma nessuno si muove

Alle spinte del presidente Usa non vi è stata alcuna reazione da parte di Netanyahu e Abbas. Entrambi hanno problemi con i loro alleati. Gli insediamenti nella West Bank e a Gerusalemme est rimangono lo scoglio più duro.

 New York (AsiaNews/Agenzie) – Il presidente Usa Barak Obama ha spinto Israele e i palestinesi ad agire “con un senso di urgenza” per riprendere il processo di pace. Ma i suoi interlocutori sono scettici e immobili.

 In un incontro con Mahmoud Abbas, presidente dell’Autorità palestinese e con Benjamin Netanyahu, primo ministro israeliano, Obama ha detto che  “i dialoghi devono cominciare e cominciare subito”.

L’incontro ha avuto il valore di mettere insieme i rappresentanti israeliano e palestinese per la prima volta dalle elezioni in Israele, facendo sperare che il processo di pace possa riprendere, dopo l’interruzione a causa della guerra di Gaza nel dicembre scorso.

Obama ha designato George Mitchell come inviato speciale perché si riapra il dialogo su tutte le questioni irrisolte: territorio, confini, Gerusalemme est, rifugiati palestinesi, ma finora nessuno dei due fronti sembra smuoversi.

Zvi Herzog, segretario del governo di Tel Aviv, ha detto che l’incontro è “un passo nella giusta direzione”, ma che le condizioni “non sono mature per un rilancio formale dei negoziati”. La scorsa settimana i palestinesi hanno invece dichiarato che essi sarebbero giunti a New York solo per non contrariare gli Stati Uniti, ma che questo non significava una ripresa dei dialoghi di pace.

Lo scoglio più grande alla ripresa è il destino degli insediamenti nella West Bank e a Gerusalemme est. Usa e palestinesi esigono che Israele blocchi la costruzione delle colonie, ma Israele si rifiuta. Netanyahu ha dapprima offerto un congelamento per alcuni mesi, poi ha escluso il blocco per Gerusalemme est e infine ha riaffermato che la “crescita naturale” degli insediamenti deve proseguire.

Netanyahu e Abbas hanno difficoltà interne. Il partito del Likud e l’alleato Yisrael Beiteinu (Israele è la mia casa) hanno da sempre sostenuto le colonie nella West Bank, rifiutando ogni compromesso territoriale che possa portare a uno Stato palestinese.

Da parte sua, Abbas ha bisogno di risultati concreti nel dialogo per sconfiggere l’influenza di Hamas, che fa della lotta a Israele il suo cavallo di battaglia.

I tre leader si trovano a New York per l’apertura dell’Assemblea generale Onu. Obama ha detto che Mitchell incontrerà i negoziatori di entrambi i fronti nella prossima settimana. Commentando l’incontro, Mitchell ha detto: “Abbiamo ridotto in modo sostanziale il numero di questioni in cui non c’è accordo”. Netanyahu e Abbas non hanno fatto alcuna dichiarazione ufficiale.

Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Gerusalemme: crescono le tensioni, insieme a razzismo e insediamenti
27/10/2014
Cisgiordania, l’espansione delle colonie è ‘l’ultima pallottola’ alla soluzione dei due Stati
11/01/2018 13:55
Israele provoca la Palestina appena nata: 3mila nuovi insediamenti per tagliare in due la West Bank
01/12/2012
Israele rifiuta il rapporto Onu che l’accusa di crimini di guerra a Gaza
17/10/2009
Le attività delle colonie affrettano la fusione di Israele e Palestina in un unico Stato
28/09/2010