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  • » 01/02/2018, 13.47

    RUSSIA-COREA DEL SUD

    Olimpiadi, ‘prove insufficienti’: annullate le sospensioni per doping di 28 atleti russi



    In totale, 43 sportivi erano banditi a vita dalle Olimpiadi dopo un'indagine del Cio sullo scandalo del doping di Stato nei Giochi di Sochi nel 2014. In 169 invitati come neutrali alle prossime Olimpiadi invernali di Pyeongchang. Il ministro russo dello Sport: “il Cio accetti la sentenza Cas e conceda loro il diritto incondizionato di partecipare”.

    Losanna (AsiaNews) – La Corte Arbitrale per lo Sport (Cas) ha annullato oggi le sospensioni disposte dal Comitato olimpico internazionale (Cio) nei confronti di 28 atleti russi, per l’uso di doping ai Giochi invernali del 2014. Il tribunale dichiara che le prove a carico degli sportivi sono “insufficienti” a provare la loro presunta assunzione di sostanze illecite. La Corte con sede Losanna (Svizzera) sostiene parzialmente anche altri 11 ricorsi, per i quali vi sono “fondati indizi di una violazione del regolamento antidoping". Il Cio annuncia di considerare un appello al Tribunale federale svizzero, poiché la decisione “potrebbe avere un grave impatto sulla futura lotta contro il doping”.

    La sentenza stabilisce gli atleti siano “dichiarati non idonei” alla partecipazione ai Giochi di Pyeongchang (Corea del Sud, 9-25 febbraio prossimi) e rimuove “la squalifica a vita da tutti i Giochi olimpici”. Il Cio ribadisce che la sentenza del Cas “non significa che i 28 atleti saranno invitati" ed esprime “soddisfazione da una parte e la delusione dall'altra” per la sentenza, emessa otto giorni prima dell’inizio della manifestazione.

    “Da un lato, la conferma delle violazioni del regolamento antidoping per 11 atleti, a causa della manipolazione dei loro campioni, dimostra chiaramente una volta di più l'esistenza della manipolazione sistemica dell’anti-doping a Sochi 2014”, aggiunge il Cio in un comunicato. “D'altro canto, il Comitato si rammarica molto che il collegio giudicante non abbia preso in considerazione questa comprovata esistenza per gli altri 28 casi”.

    Il ministro russo dello Sport, Pavel Kolobkov, dichiara: “I nostri ragazzi e tutti noi siamo felici che la giustizia abbia finalmente trionfato. Le sentenze di oggi confermano che molti di coloro che sono stati accusati sono atleti puliti. Gli sportivi che hanno combattuto per i loro diritti hanno finalmente vinto e non vedono l'ora di continuare la loro carriera. Essi si aspettano che il Cio accetti la sentenza Cas e conceda loro il diritto incondizionato di partecipare ai prossimi Giochi olimpici”. Alexander Zhukov, presidente del Comitato olimpico russo ribadisce: “Siamo contenti che il tribunale abbia ripristinato il buon nome degli atleti ed abbia restituito i loro premi”.

    In totale, 43 atleti russi sono stati banditi a vita dalle Olimpiadi dopo la conclusione di un'indagine del Cio sul doping di Stato nei Giochi di Sochi nel 2014. La Commissione Oswald, incaricata di esaminare i singoli casi di doping, era stata istituita dal Cio in seguito alla pubblicazione dei risultati del rapporto McLaren. Esso rivelava che gli atleti russi avevano beneficiato di un programma di doping sponsorizzato dallo Stato tra il 2011 e il 2015, parlando di “un insabbiamento che si è evoluto da caos incontrollato a cospirazione istituzionalizzata e disciplinata”. Il Cio ha anche istituito un altro organo investigativo, la Commissione Schmid, per indagare su questa più ampia evidenza di doping istituzionale. Di conseguenza, ha vietato a Mosca di competere a Pyeongchang, ma 169 russi sono stati invitati a partecipare come neutrali.

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