21/04/2019, 08.10
SRI LANKA
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Oltre 50 morti e centinaia di feriti in sei esplosioni che colpiscono chiese e hotel

Colombo (AsiaNews) – Una serie di sei esplosioni ha colpito alcuni hotel della capitale e tre chiese, facendo oltre 50 morti e centinaia di feriti, proprio nel giorno di Pasqua, mentre gli edifici sacri erano pieni di fedeli per le funzioni.

Secondo le prime ricostruzioni, la prima esplosione è avvenuta nella chiesa di Saint Anthony a Colombo; subito dopo vi è stata un’esplosione nella chiesa di St Sebastian a Katuwapitiya (Negombo). Poco tempo dopo vi sono state le esplosioni in tre hotel di lusso della capitale: lo Shangri-La Hotel; il Cinnamon Grand Hotel, vicino alla residenza del primo ministro; il Kingsbury. Infine, una bomba è scoppiata nella chiesa di Batticaloa, nell’est del Paese.

Le prime cifre parlano di decine di morti a St Anthony e almeno 160 feriti; oltre 300 feriti a Batticaloa; un morto e diversi feriti al Cinnamon. Ma al momento non vi sono dichiarazioni ufficiali. Il presidente Maithripala Sirisena ha emesso un comunicato in cui chiede alla popolazione di stare calma e di collaborare con le inchieste.

Personalità della polizia, in via confidenziale ha detto che l’attacco a due chiese potrebbe essere l’opera di un attentatore suicida. Un gruppo islamista radicale ha rivendicato gli attentati.

Su una popolazione di circa 22 milioni, lo Sri Lanka è in maggioranza buddista e singalese (il 75%); vengono poi i Tamil (18%, in maggioranza indù). I cattolici sono circa il 6,8% della popolazione, appartenenti ai diversi gruppi etnici. Vi è anche una consistente comunità musulmana (il 9%) che in passato si è scontrata con gruppi fondamentalisti buddisti, i quali hanno talvolta preso di mira anche i cristiani.

Le prime ipotesi che si fanno sugli attentati studiano la possibilità che vi siano dei srilankesi musulmani ritornati dalle loro lotte in Siria e in Iraq. Ma non è da escludere che vi sia una strategia per bloccare la società.  Il presidente Sirisena sta cercando in tutti i modi di mantenere il potere, alleandosi con l’ex presidente, il gen. Mahinda Rajapaksa, un tempo suo avversario politico e opponendosi al primo ministro Ranil Wickremesinghe. Il parlamento dello Sri Lanka ha bocciato la politica del presidente.

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