30/11/2012, 00.00
CINA
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Ong anti-Aids: Li Keqiang è un ipocrita, sua la colpa per le stragi dell’Henan

Il prossimo primo ministro cinese incontra gli attivisti che lottano contro la malattia e chiede per loro “maggior sostegno”. Ma quando era a capo dell’Henan ha insabbiato la compravendita del sangue infetto che ha sparso la malattia per tutto il Paese. Hu Jia e Goa Yaojie hanno iniziato la loro carriera “dissidente” proprio per frenare quel disastro.

Pechino (AsiaNews) - Alla vigilia della Giornata mondiale contro l'Aids, il futuro primo ministro della Cina ha incontrato i rappresentanti di 12 Organizzazioni non governative che combattono contro la diffusione della malattia. Ma il suo tentativo di apparire un sostenitore di questa battaglia si infrange contro il suo passato: quando era capo della provincia dell'Henan ha insabbiato una delle maggiori compravendite di sangue infetto nella storia del Paese.

Parlando agli attivisti Li ha dichiarato: "Le società civili operano un ruolo indispensabile in questa lotta. Il governo dovrebbe sostenerle con denaro e facilitazioni burocratiche, migliorando la loro capacità di lotta". Le Ong anti-Aids, ha aggiunto, "sono una forza unica e non rimpiazzabile da altre. Avranno uno spazio sempre maggiore per il loro impegno civico e sanitario".

Queste belle parole non possono però far dimenticare uno dei più gravi scandali legati alla sanità che ha colpito la Cina. Negli anni '90, diversi dispensari del governo della provincia dell'Henan (guidata all'epoca proprio da Li) hanno lanciato un commercio di sangue sfruttando la povertà di molti contadini. La poca igiene delle trasfusioni ha diffuso il virus dell'Hiv in tutto il Paese. Negli anni successivi, il futuro primo ministro ha usato ogni forma di censura e di repressione per impedire che la verità potesse emergere.

Nell'ultimo decennio si è però aperto uno spiraglio sulla reale situazione della malattia in Cina: il governo comunista ha capito, dati alla mano, che non poteva più fare finta di niente. Da gennaio a ottobre 2012 si sono verificate 17.740 morti a causa dell'Aids: il numero sale dell'8,6 % ogni anno. Aumentano anche i contagi: nello stesso periodo si sono verificati 34.157 nuovi casi, un aumento del 12,7 % rispetto all'anno precedente. Secondo i dati ufficiali - che per alcuni dissidenti sono falsati - il totale degli ammalati si aggira intorno alle 780mila unità.

Gli sforzi del primo ministro di "ripulirsi" la coscienza si sono infranti anche contro il muro eretto dai numerosi attivisti che hanno pagato con la salute, la propria libertà e a volte con l'esilio la battaglia contro la diffusione della terribile malattia. Dall'Henan vengono infatti due dei dissidenti cinesi più conosciuti al mondo: Hu Jia e la dottoressa Gao Yaojie.

Quando era ginecologa, Gao ha denunciato il contagio e ha accusato le autorità della sua diffusione; inoltre, ha adottato e mantenuto centinaia di orfani i cui genitori sono morti per la malattia. Questa attività ha causato a lei e alla famiglia costanti vessazioni da parte delle autorità dell'Henan, per nulla felici che fosse rivelata la responsabilità della struttura sanitaria pubblica nel contagio e nella morte di decine di migliaia di persone. È stata costretta all'esilio negli Stati Uniti.

Hu Jia, vincitore del Premio Sakharov, è considerato uno dei "ponti" fra la dissidenza cinese e la comunità internazionale. Anche lui ha iniziato la sua battaglia proprio nella provincia dilaniata dall'Aids. Dell'incontro fra il premier e le Ong dice: "Non si può credere a quello che dice. Fa soltanto quello che fa il governo ogni anno alla vigilia della Giornata mondiale contro l'Aids".

"La prima volta che sono stato arrestato - conclude - era nel 2001, proprio nell'Henan. Stavo portando vestiti e giocattoli ai familiari delle vittime. Nel suo periodo a capo della provincia, Li Keqiang è stato responsabile dell'oppressione nei confronti degli attivisti e ha persino fatto in modo di impedire all'Agenzia Onu contro l'Hiv di visitare i malati".

 

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