04/01/2013, 00.00
SRI LANKA
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Onu, rifugiati politici: in migliaia fuggono dallo Sri Lanka

di Melani Manel Perera
Lo rivela l’Alto commissariato per i rifugiati. Diminuiscono i srilankesi che tornano in modo spontaneo nell’isola. La prima destinazione è l’India, in particolare lo Stato del Tamil Nadu. Per chi rientra, aumentano i controlli di polizia ed esercito.

Colombo (AsiaNews) - Con almeno 8.521 nuove richieste di asilo politico solo nel 2012, lo Sri Lanka è tra i primi Paesi al mondo con il più alto numero di persone in fuga. Lo rivela l'Unhrc Eligibility Guidelines for Assessing the International Protection needs of Asylum-Seekers from Sri Lanka, rapporto dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhrc). Diffuso alla fine dicembre, il documento pone l'ex Ceylon al 12mo posto, con rifugiati che chiedono asilo in 44 Paesi industrializzati. Diminuiscono invece i rifugiati che scelgono di tornare in patria.

Rispetto al 2010, le cifre sono in lieve calo: tre anni fa i srilankesi in cerca di asilo politico erano 8.874, collocando il Paese al 10mo posto nella classifica mondiale. Nel complesso, alla fine del 2012 i rifugiati provenienti dallo Sri Lanka erano almeno 136.605, sparsi in 65 nazioni. La maggior parte è in India, che accoglie 69mila persone in 112 campi. Oltre a queste, altre 32mila risiedono nello Stato del Tamil Nadu fuori da campi profughi. In ordine, gli altri Paesi ospitanti sono Francia, Canada, Germania, Gran Bretagna, Svizzera, Australia, Malaysia, Stati Uniti e Italia.

Le ragioni legate a questa diaspora sono diverse e non del tutto accertate dal rapporto. In generale, molti dei rifugiati "vecchi" sono fuggiti dallo Sri Lanka durante la guerra civile.

Grazie al programma di rimpatrio volontario promosso dall'Unhrc, nel 2012 circa 1.728 srilankesi sono tornati nell'isola, lasciando l'India. Tuttavia, per rientrare in Sri Lanka un rifugiato deve superare una serie di controlli all'Ufficio immigrazione, che spesso "superano" la normale amministrazione. Secondo il rapporto infatti, nel 2011 il 75% dei rifugiati ha ricevuto "visite" di polizia (43%) o esercito (38%), per "ulteriori registrazioni". Di questi, il 26% ha avuto diversi altri incontri e interviste con ufficiali. 

 

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