24/09/2021, 10.16
INDIA
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Orissa, 4 famiglie cacciate dal villaggio perché cristiane

di Nirmala Carvalho

In un piccolo centro del distretto di Kandhamal impedito loro l'accesso al pozzo, devastate le case. Alcuni sono tornati a vivere nella foresta. L'arcivescovo di Cuttack-Bhubaneswar mons. John Barwa: "Un trattamento discriminatorio, crudele, inumano e degradante”

Bhubaneswar (AsiaNews) - Quattro famiglie cristiane sono state picchiate e allontanate dal loro villaggio semplicemente perché cristiane. E' successo a Ladamila, nel distretto di Kandhamal, la zona dello Stato indiano dell'Orissa già tristemente famosa per le gravi persecuzioni del 2008.

Il 19 settembre - essendo stato loro impedito di prendere l'acqua dal pozzo principale - le donne del gruppo erano andate a riempire i loro recipienti nella risaia. Improvvisamente e senza nessuna provocazione da parte loro, un gruppo di uomini e donne ostili hanno assaltato le case, picchiato i cristiani e gettato via l'acqua che avevano raccolto, rendendo impossibile a queste famiglie persino cucinare o lavarsi.

Due famiglie sono scappate nella foresta, mentre le altre due hanno lasciato il villaggio trovando rifugio nella casa di alcuni parenti in un villaggio vicino. Si tratta di famiglie dalit appartenenti al Jesus Calls Prayer Tower, un gruppo pentecostale indiano. Quando poi dopo due giorni sono tornate alle loro case le hanno trovate distrutte e sono state minacciate dicendo che siccome erano diventati cristiani a loro non era più consentito vivere nel villaggio.

Il team legale dell'arcidiocesi cattolica di Cuttack-Bhubaneswar guidato da p. Dibyasingh Parichha ora li sta aiutando a sporgere denuncia alla locale stazione di polizia. “Le famiglie - racconta - non sono ancora potute tornare al villaggio. Ed è grave che alcuni cristiani siano ancora perseguitati semplicemente per la loro fede in Gesù Cristo”.

“Si tratta di un trattamento discriminatorio, crudele, inumano e degradante”, aggiunge da parte sua l'arcivescovo di Cuttack-Bhubaneswar mons. John Barwa. “Dopo tutti gli sforzi che sono stati fatti qui per riportare la pace - continua - è doloroso e vergognoso che niente riesca a fermare l'aggressione e la minaccia contro i cristiani. Che cosa si può dire di persone che negano ai propri concittadini persino l'acqua da bere? Questo comportamento inumano - conclude mons. Barwa - deve essere fermato immediatamente e quanti sono coinvolti in queste azioni crudeli devono essere sanzionati con fermezza secondo quanto prevede la legge. Questi episodi creano insicurezza e paura tra le persone che sono stigmatizzate e minacciate solo per la loro fede in Gesù”.

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