01 Ottobre 2016
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  •    - Afghanistan
  •    - Bangladesh
  •    - Bhutan
  •    - India
  •    - Nepal
  •    - Pakistan
  •    - Sri Lanka
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est

  • mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato


    » 08/08/2012, 00.00

    INDIA

    Orissa, tribunale riapre il caso sull'omicidio di un cristiano insabbiato dalla polizia

    Nirmala Carvalho

    Micahel Nayak è stato ucciso a Baliguda (Kandhamal) il 20 luglio da un gruppo di estremisti indù. La polizia aveva archiviato il caso come "normale incidente". Presidente del Global Council of Indian Christians chiede alle autorità di investigare e riaprire il fascicolo su altri cristiani vittime degli estremisti e sui pogrom dell'Orissa del 2008.

    Mumbai (AsiaNews) - La corte di Baliguda (Kandhamal) riconosce l'assassinio di Micahel Nayak, pastore protestante ucciso dagli estremisti indù il 20 luglio 2011 e dà il via alle indagini per individuare i colpevoli. La decisione del tribunale ribalta la tesi della polizia di Kandhamal che aveva tentato di insabbiare l'omicidio registrandolo come "normale incidente". I magistrati hanno anche aperto un fascicolo contro gli agenti responsabili del depistaggio.

    Sajan George, presidente del Global Council of Indian Christians (Gcic), sottolinea che la corte ha dato un segnale positivo, ma invita i giudici a investigare anche su altri 5 casi di omicidio di cristiani insabbiati dalla polizia.

    L'attivista spiega che l'eccessiva lentezza dei tribunali indiani in materia di violenze a sfondo religioso emerge anche dal recente rapporto sulla libertà religiosa del Dipartimento di Stato statunitense. "Fra due settimane - afferma - ricorrerà il quarto anniversario dei massacri del 2008 contro i cristiani dell'Orissa e la giustizia è molto lontana dall'aver raggiunto dei risultati".  

    Il documento del Dipartimento di Stato Usa cita i pogrom del 2008 e afferma che "i progressi in processi legati a casi di violenze settarie contro le minoranze vanno a rilento e sono inefficienti. A ciò si aggiungono, continui casi di intimidazione, pestaggi e soprusi contro membri di minoranze religiose, soprattutto quella cristiana, negli Stati in cui vigono leggi anti-conversione".

    Tra dicembre 2007 e agosto 2008, ultranazionalisti indù hanno ucciso 93 persone, bruciato e depredato oltre 6500 case, distrutto oltre 350 chiese e 45 scuole. A causa dei pogrom, nel 2008 oltre 50mila persone, per lo più cristiani, sono state sfollate. Oggi, si contano ancora 10mila profughi. La Chiesa dell'Orissa ha sempre avviato programmi di assistenza e ricostruzione, rivolti a cristiani e indù. 

    In questi anni, su 3.500 denunce di violenze, la polizia ha registrato solo 827 casi. Di questi 300 hanno avuto regolare processo e hanno portato alla condanna di 480 persone: 68 al carcere e 412 al pagamento di pene pecuniarie. Oltre 200 casi sono stati invece archiviati per mancanza di prove, 300 devono essere ancora esaminati. Sajan George nota che le carenze nel sistema giudiziario indiano sono evidenti nel caso di Manoj Pradhan, leader locale del Bharatiya Janata Party (Bjp), partito nazionalista indù.  Nel settembre 2010 egli è stato accusato di aver ucciso 11 persone, ma l'Alta corte l'ha condannato solo per un caso di  omicidio colposo e al pagamento di una multa. Nonostante tale pena e i processi in corso per altre sette reati legati ai pogrom, l'uomo è stato rilasciato su cauzione ed è ancora deputato nel parlamento dell'Orissa. 

     

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    10/10/2013 INDIA
    Pogrom dell’Orissa, leader cristiano: In India sistema giudiziario ‘criminale’
    Il tribunale di Phulbani, che ha condannato all’ergastolo sette cristiani innocenti, ha assolto ieri cinque persone per un’accusa di rogo: in entrambi i casi non esistevano prove contro gli imputati. Per Sajan George, presidente del Global Council of Indian Christians, i pogrom dell’Orissa sono “tristemente unici, per la portata delle violenze e la totale assenza di giustizia”.

    06/07/2013 INDIA
    Pogrom in Orissa, l'India premia p. Singh per il suo lavoro con le vittime
    La Commissione nazionale per le minoranze ha conferito al sacerdote il Minority Award. Per l'arcivescovo di Cuttack-Bhubaneshwar il premio "rende orgogliosi tutti noi per il duro lavoro, l'impegno assoluto alla causa del nostro popolo sofferente e perseguitato".

    19/12/2012 INDIA
    Orissa: da 4 anni, ancora in carcere 7 cristiani innocenti
    Sono accusati dell’omicidio di Laxamananda Saraswati, che diede inizio ai pogrom anticristiani del 2008. Anche se i maoisti hanno sempre rivendicato l’assassinio, la polizia ha arrestato i cristiani, inventando storie false o prelevandoli nel cuore della notte. Leader cristiano: in Orissa una giustizia mascherata, che minaccia le vittime e scagiona i veri colpevoli.

    14/01/2013 INDIA
    Pogrom in Orissa: cinque anni dopo, i cristiani vivono ancora in condizioni disumane
    Nessuna forma di giustizia, né assistenza, alle vittime delle violenze anticristiane del 2007 e del 2008. Centinaia di persone sono ancora senza documenti d’identità e di proprietà. È ancora grave la situazione delle violenze, in particolare contro bambine e ragazze dalit cristiane.

    29/08/2009 INDIA
    Orissa, assolta per mancanza di prove una delle menti del pogrom anti-cristiano
    Cade l’accusa di incendio doloso a carico di Manoj Pradhan, in uno dei 14 capi di imputazione a suo carico. Esponente del Bjp ed eletto nell’Assemblea legislativa dell’Orissa, egli avrebbe ucciso 7 cristiani. Attivisti denunciano l’inerzia dell’amministrazione nel punire i responsabili dei crimini.



    In evidenza

    SIMPOSIO ASIANEWS
    Madre Teresa, la Misericordia per l’Asia e per il mondo (VIDEO)



    Pubblichiamo le registrazioni video degli interventi che si sono susseguiti durante il Simposio internazionale organizzato da AsiaNews il 2 settembre scorso. In ordine intervengono: P. Ferruccio Brambillasca, Superiore Generale del PIME; Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione di Propaganda Fide; Sr. Mary Prema, Superiora Generale delle Missionarie della Carità; P. Brian Kolodiejchuk, postulatore della Causa della Madre; Card. Oswald Gracias, arcivescovo di Mumbai; P. John A. Worthley, sull'influenza di Madre Teresa in Cina; una testimonianza sull'influenza di Madre Teresa nel mondo islamico; mons. Paul Hinder, vicario apostolico dell’Arabia meridionale.


    CINA - VATICANO
    Pechino diffonde la nuova bozza di regolamenti sulle attività religiose. Più dura

    Bernardo Cervellera

    Multe fino a 200mila yuan (27mila euro) per “attività religiose illegali” da parte di cattolici o altri membri di comunità sotterranee. Fra le “attività illegali” vi è la “dipendenza dall’estero” (ad esempio il rapporto col Vaticano). Si predica la non discriminazione, ma ai membri del partito è proibito praticare la religione anche in privato. Precisi controlli su edifici, statue, croci. Controlli serrati anche su internet. Forse è la fine delle comunità sotterranee.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®