07/02/2014, 00.00
INDIA
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P. Cedric Prakash sj: Non dimentichiamo le stragi del Gujarat e le colpe di Narendra Modi

In vista delle elezioni generali 2014, il sacerdote mette in guardia dalla figura di Modi, considerato dai fondamentalisti indù "un'icona da seguire nei fatti e nelle parole". Il gesuita dirige il centro "Prashant" per i diritti umani, la giustizia e la pace, che opera ad Ahmedabad. Ad AsiaNews racconta gli aspetti controversi del leader politico, dal suo ruolo nei massacri del 2002 al "mito" della sua onestà, quando invece "il Gujarat è lo Stato più corrotto dell'India".

Ahmedabad (AsiaNews) - "Narendra Modi è stato scagionato dalle accuse di coinvolgimento nei massacri avvenuti in Gujarat, quindi non è più necessario discuterne". A parlare è Sharad Pawar, ministro indiano dell'Agricoltura e membro del governo centrale guidato dal Congress di Sonia Gandhi. Pronunciate nel corso di un'intervista, le sue parole hanno destato scalpore, perché Narendra Modi è "il nemico numero uno" della coalizione di cui fa parte: è chief minister del Gujarat, ma soprattutto candidato premier del Bharatiya Janata Party (Bjp, partito ultranazionalista indù) per le elezioni generali che si terranno a maggio. Modi è un personaggio controverso: molti ne esaltano la capacità di aver reso il suo Stato uno dei più ricchi dell'India; tanti altri non perdonano il "lassismo" mostrato quando scoppiarono i violenti disordini del 2002 tra le comunità indù e islamica, che produssero migliaia di morti, soprattutto tra i musulmani. Intervistato da AsiaNews, p. Cedric Prakash sj - direttore del centro gesuita "Prashant" per i diritti umani, la giustizia e la pace, con sede ad Ahmedabad - spiega perché è ancora "molto importante" ricordare il ruolo e le responsabilità di Narendra Modi nelle stragi del 2002, soprattutto in vista delle elezioni che decideranno il nuovo governo dell'India.

Perché è ancora importante ricordare il ruolo di Narendra Modi nei disordini del 2002, anche se un tribunale lo ha "assolto"?

Dobbiamo guardare come stanno davvero le cose: nessuna corte in India ha mai "assolto" Narendra Modi dal suo coinvolgimento nella carneficina avvenuta nel 2002 in Gujarat. Dopo numerosi appelli e petizioni, la Corte suprema ha unito diversi casi e creato una Squadra speciale d'inchiesta (Special Investigation Team, Sit) per indagare su di essi. Il rapporto finale del Sit ha stabilito che non c'erano prove sufficienti per perseguire Modi.

Le argomentazioni e le indagini approssimative [condotte dal Sit] sono state discusse in un tribunale di Ahmedabad: in un pronunciamento di questa corte il 26 dicembre 2013, il magistrato ha semplicemente detto: "La petizione è respinta. Potete appellarvi a un tribunale di grado più alto". Quindi sicuramente Zakhia Jafri, la persona che aveva presentato il ricorso, porterà il caso legato al rapporto del Sit davanti a un'altra corte.

D'altra parte Raju Ramchandran, nominato proprio dalla Corte suprema come amicus curiae [persona non coinvolta nel caso, che in modo volontario offre informazioni alla corte, sotto forma di rapporto, ndr] in molti casi legati alle stragi del Gujarat, ha dichiarato con forza che ci sono abbastanza prove per perseguire Modi su diversi fronti, in riferimento ai fatti del 2002.

In breve, nessuna corte dell'India ha mai espresso un giudizio sul coinvolgimento di Modi e sull'indifferenza dimostrata in uno dei capitoli più sanguinosi della storia indiana.

Perché il fondamentalismo indù sembra essere parte integrante delle prossime elezioni?

L'hindutva e il fondamentalismo indù sono parte integrante delle elezioni generali indiane per due ragioni molto chiare: sono le brigate hindutva che attraverso il loro gruppo "madre", la Rashtriya Swayamsevak Sangh (Rss), hanno deciso di indicare Narendra Modi come candidato Primo ministro per il loro braccio politico, il Bjp.

Il secondo motivo è che Modi è un duro fondamentalista indù cresciuto nella loro ideologia, ed è la loro icona in quello che dice e in quello che fa. Questo non promette nulla di buono per la geopolitica dell'Asia del Sud.

Il cuore dell'ideologia hindutva è la costituzione di uno Stato indù, in cui le minoranze saranno trattate come cittadini di seconda classe. I loro metodi sono fascisti e faranno qualunque cosa, con assoluta disperazione, per ottenere i loro limitati obiettivi.

Cosa pensa del problema della corruzione in India, e perché Narendra Modi sembra essere "inattaccabile" su questo tema?

Quello della corruzione è un problema reale e importante nell'India attuale. Troviamo corruzione a ogni livello della società, e c'è bisogno di affrontare la questione con il piede di guerra e in modo spedito. Dire che Narendra Modi è "inattaccabile" su questo tema è un mito, una bugia che è stata diffusa da certe imprese corporative, perché riescono a ottenere da Modi quello che vogliono.

Nel maggio 2012, quando Anna Hazare e Arvind Kejriwal [attivisti anti-corruzione, ndr] hanno visitato il Gujarat e hanno incontrato diversi membri della società civile, hanno dichiarato che è lo Stato più corrotto del Paese. Tutti si domandano perché non hanno continuato a evidenziare la corruzione che c'è in Gujarat [come hanno fatto per altre zone], ma che tale problema sia dominante in tutto lo Stato è certo.

Alcuni anni fa la Tata Motors [la più grande compagnia indiana di fabbricazione di automobili e mezzi di trasporto, ndr] ha potuto aprire impianti per la costruzione della loro automobile "Nano" con facilità, violando ogni norma d'assunzione e perfino la politica industriale dello Stato.

È risaputo che l'Adani Group [conglomerato che lavora nel settore energetico e delle risorse, ndr] ha controllato i prezzi del metano in Gujarat, accumulando grossi profitti. È discutibile il ruolo della famiglia Ambani [a capo della Reliance Industries Limited, seconda compagnia petrolifera indiana che opera anche nelle comunicazioni, ndr] in tanti diversi progetti. Il modo in cui le leggi ambientali vengono violate e il terribile degrado ecologico che si sta diffondendo ovunque sono un chiaro segno che la corruzione è viva e vegeta in Gujarat, sotto la "guida" di Modi!

Un altro indicatore è il modo in cui la terra viene data alle grandi corporazioni, espropriandola a migliaia di piccoli agricoltori in tutto lo Stato. Ci sono state imponenti proteste ovunque, ma sono state clamorosamente oscurate dai media, che sembrano indossare la museruola quando parlano del Gujarat. (GM)

 

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