30 Aprile 2017
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  •    - Afghanistan
  •    - Bangladesh
  •    - Bhutan
  •    - India
  •    - Nepal
  •    - Pakistan
  •    - Sri Lanka
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 01/04/2010, 00.00

    INDIA

    P. Chellan: “L’amore di Cristo supera il Calvario, anche in Orissa”

    Nirmala Carvalho

    Il sacerdote, vittima del pogrom anti-cristiano del 2008, parla della Pasqua e dei misteri che include: “Dobbiamo accettare con fiducia e amore la croce che abbiamo sulle spalle”. La nostalgia per il distretto dove è stato assalito e la missione che lo lega al suo gregge.

    Mumbai (AsiaNews) – L’amore “è sacrificio, e sacrificarsi per amore è una gioia che include sofferenza. Ma questa è l’unica strada: oltre la Croce non c’è nulla, ed è sopra la Croce che noi proviamo quella gioia che è vera e duratura. La mia prova si è svolta nel distretto di Kandhamal, altri hanno avuto altre esperienze, ma è il Calvario che trasforma la debolezza umana nella forza di Dio”. Lo dice ad AsiaNews p. Thomas Chellan, vittima del pogrom anti-cristiano dell’Orissa, che parla della situazione dei fedeli di quello Stato.

    Padre Thomas Chellan, 58 anni, era direttore del Centro pastorale Divyajyoti, della diocesi di Cuttack- Bhubaneshwar. Il 25 agosto 2008, due giorni dopo il lancio del pogrom contro i cristiani, un gruppo di circa 50 estremisti indù lo ha picchiato, ferito, denudato, usando bastoni, piedi di porco, asce e lance.  Con lui, anche una suora ha subito le stesse violenze, forse anche più brutali. Entrambi hanno rischiato di essere bruciati, cosparsi di benzina. Solo alla fine sono stati soccorsi dalla polizia, che sembrava connivente con la folla violenta.

    Il sistema giudiziario e quello politico, tuttavia, hanno di fatto ignorato i colpevoli dei ripetuti attacchi avvenuti contro la comunità cristiana e hanno emesso sentenze estremamente leggere (due anni di galera) contro gli unici due ritenuti colpevoli. Altri dieci imputati sono stati rilasciati, mentre suor Meena – coinvolta in un’accusa di stupro - è stata trasferita dal distretto dopo undici mesi di vessazioni.

    L’amore, spiega il sacerdote, “non reclama diritti. Esiste per servire, come ci ha insegnato per primo Gesù. Per i sacerdoti, i missionari o anche i laici, il Calvario può essere trovato ovunque ci si trovi. E quando rispondiamo al Suo invito, seguire le Sue orme e imitarLo, allora troviamo la vera vita. Nella nostra situazione, per quanto possa sembrare deplorabile, dobbiamo accettare il Calvario e percorrerlo. Ed ecco che la nostra croce assume un pieno significato”.

    Per quanto riguarda la situazione della giustizia nel distretto che lo ha visto perseguitato, p. Chellan dice: “Certo, sono scoraggiato quando qualunque persona – in qualunque parte dell’India – non trova giustizia neanche dopo undici mesi. Nel caso di suor Meena, ad esempio, i tempi si allungano e ancora non sappiamo quanto ci vorrà. Ma è in questi momenti che trovo consolazione dalla Croce, dal perdono che Cristo ha dato e dalla Vergine, il dono che Gesù ha fatto all’umanità. È in Maria che troviamo la forza per camminare sulle orme del Figlio”.

    Al momento, il sacerdote si trova per motivi di salute e di cause legali fuori dallo Stato: “Mi manca il mio gregge. Anche se qui sono tutte brave persone sento la nostalgia di Kandhamal, soprattutto in questi giorni pasquali: qui sono uno straniero. Sono costretto a rimanere qui, ma il mio cuore è con il mio popolo e la mia missione. L’unica via è quella che passa attraverso Gesù e il Suo Calvario. La Passione di Cristo non è una via di dolore, ma una strada di speranza”.

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    03/09/2010 INDIA
    Soprusi e conversioni forzate per oltre 4mila cristiani dell’Orissa
    In 20 villaggi del distretto di Kandhamal, già colpiti dai pogrom anticristiani del 2008, la comunità indù impedisce ai cristiani di partecipare alla vita sociale. Vietato anche l’uso di fontane pubbliche e della legna dei boschi. Arcivescovo di Cuttack – Bhubaneswar: “Essi hanno diritto a vivere una vita dignitosa e il governo dell’Orissa ha l’obbligo di proteggere i cristiani da questi trattamenti disumani”.

    21/05/2009 INDIA - ITALIA
    Premio “Defensor Fidei” a p. Thomas Chellan, fra le prime vittime dell’Orissa
    AsiaNews ha sostenuto la sua candidatura. Il sacerdote, insieme a una suora, ha rischiato di essere bruciato vivo. Il 23 maggio incontra i giornalisti sul tema “India, fra democrazia e persecuzioni”.

    09/01/2009 INDIA
    Orissa: a quattro mesi dai pogrom anti-cristiani la situazione resta grave
    Pietose le condizioni di vita nei campi profughi e nelle foreste. Nessuna garanzia sulla sicurezza una volta che la polizia federale avrà lasciato la regione. Emergono nuovi gruppi che promettono violenze anti-cristiane; la giustizia latita. I media contribuiscono ad inasprire il clima con un’informazione faziosa e di parte. Il resoconto della situazione nell’Orissa di John Dayal, presidente dell’All India Christian Council e del United Christian Forum for Human Rights.

    02/09/2010 INDIA
    Leader cristiani: il governo dell’Orissa ha ignorato le vittime del pogrom
    Mons. Cheenath e il presidente dell’Orissa Minority Forum chiedono condanne per gli autori delle violenze, compensi alle vittime e iniziative di pace. Il movimento ha creato un’ala giovanile per far fronte ai bisogni della comunità. A oggi restano ancora 3500 alloggi da ricostruire.

    01/07/2009 INDIA
    Orissa: prima condanna per i pogrom anti-cristiani
    A nove mesi dagli attacchi nel Kandhamal, emessa la prima sentenza contro uno dei responsabili delle violenze. P. Chellan, tra le prime vittime del fanatismo indù, chiede piena protezione per i testimoni ai processi, sottoposti a continue minacce.



    In evidenza

    EGITTO – VATICANO
    Papa in Egitto: l’Egitto chiamato a condannare violenza e povertà in Medio Oriente



    Nel discorso alle autorità Francesco sottolinea ruolo e responsabilità del Cairo nel futuro della regione. “Di fronte a uno scenario mondiale delicato e complesso, che fa pensare a quella che ho chiamato una ‘guerra mondiale a pezzi’, occorre affermare che non si può costruire la civiltà senza ripudiare ogni ideologia del male, della violenza e ogni interpretazione estremista che pretende di annullare l’altro e di annientare le diversità manipolando e oltraggiando il Sacro Nome di Dio”.


    ISLAM-VATICANO-EGITTO
    Un musulmano scrive al papa : Caro papa Francesco,..

    Kamel Abderrahmani

    L’ammirazione per la carità mostrata dal pontefice verso i rifugiati musulmani siriani, per il suo spingere all’amore e nel denunciare l’odio. “I nostri ulema non sono così” e non denunciano l’odio di Daesh e non fanno nulla per i cristiani. La richiesta perché nel viaggio in Egitto, spinga il presidente al Sisi e Al Azhar alla riforma dell’islam. Senza di questo Al Azhar rischia di essere l’accademia del fondamentalismo mondiale. Dal nostro amico e collaboratore Kamel Abderrahmani.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®