07/09/2017, 11.30
INDIA
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P. Joe Pereira: da Madre Teresa, ho imparato la compassione per i tossicodipendenti

Il sacerdote è il presidente della Kripa Foundation, Ong di Mumbai che recupera anche malati di Aids. Nel 1971 una crisi spirituale, poi l’incontro con la Santa di Calcutta. “Mi ha insegnato a ricercare i più poveri tra i poveri tra i malati”. Presentato al pubblico il libro “Dipendenza – Un paradosso spirituale”.

Mumbai (AsiaNews) – È stato l’incontro con Madre Teresa a “spingermi a lavorare per i tossicodipendenti”. Lo affema ad AsiaNews p. Joe Pereira, presidente della Kripa Foundation, una Ong di Mumbai che da 36 anni si occupa del recupero di malati di Aids e tossicodipendenti. Il sacerdote racconta di aver conosciuto la Santa di Calcutta nel 1971, in un periodo in cui stava vivendo una crisi spirituale. “Madre Teresa – riporta – mi ha spinto ad assisterla nei diversi casi di persone cadute in una condizione di povertà miserabile a causa della dipendenza. Madre Teresa è stata l’incarnazione della compassione. Così come la Santa mi ha insegnato a ricercare i più poveri tra i poveri, allo stesso modo B.K.S. Iyengar [tra i più famosi insegnanti di yoga di tutti i tempi, noto per lo studio degli effetti terapeutici della pratica – ndr] mi ha aiutato a raggiungere i più poveri tra i poveri tra i malati”.

AsiaNews ha incontrato il sacerdote in occasione della presentazione del suo libro, dal titolo “Dipendenza – Un paradosso spirituale” (Addiction – A Spiritual Paradox). Scritto a quattro mani con il dott. Ashok Bedi, analista junghiano di Chicago, esso è il frutto di diversi anni di ricerca nel campo del recupero dalle tossicodipendenze. La Kripa (che in sanscrito significa “grazia”) Foundation è nata del 1981 a Bandra, un quartiere di Mumbai. Oggi ha centri di assistenza in 40 Paesi in tutto il mondo.

P. Joe afferma che “è stata Madre Teresa ad ispirarmi e perfino ad assistermi nella creazione della Kripa Foundation. Ho iniziato quest’avventura con tre ospiti di Asha Daan [struttura delle Missionarie della Carità a Mumbai, che ospita bambini abbandonati, sieropositivi e poveri – ndr], e poche altre persone raccolte dalla strada, in un complesso adiacente la chiesa del Monte Carmelo di cui ero stato nominato assistente parroco”.

Secondo il sacerdote, “negli ultimi anni l’età media di coloro che diventano dipendenti dalle droghe è molto diminuita, fino a toccare la fascia degli adolescenti. Perciò ho bisogno di maggiore sostegno da parte dei giovani per combattere questa minaccia. Madre Teresa ci ha insegnato che il modo migliore per aiutare è prendersi cura [della persona]. In greco la parola ‘cara’ significa ‘soffrire con qualcuno’ e questo è tanto più vero per i drogati. C’è un principio che dice: ‘La reciproca vulnerabilità messa in comune rafforza l’essere umano’. Questo è ciò che sta accadendo a Kripa in tutto il mondo. La nostra visione è essere dei guaritori a livello globale”.

Da quando ha mosso i primi passi nel 1981, la fondazione ha ricevuto il sostegno di tutti gli arcivescovi di Mumbai. Il card. Oswald Gracias, attuale capo dell’arcidiocesi, “ne è sia patrono che membro del consiglio d’amministrazione”.

Per quanto riguarda il libro presentato al pubblico, ciò che ha spinto gli autori a indagare dal punto di vista professionale il campo delle dipendenze è la consapevolezza che nel malato c’è un “deficit di fede”. L’obiettivo del lavoro, sottolinea p. Pereira, “è trasferire la sete per le sostanze allucinogene nella sete originaria di amore e di Dio”. (NC)

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