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  • » 24/12/2015, 00.00

    IRAQ

    P. Samir Youssef: Il Natale povero dei profughi di Mosul e il vostro aiuto

    P. Samir Yousseff

    Le 3500 famiglie di profughi accolte nella diocesi di Amadiya necessitano di cibo, medicine, vestiti pesanti, letti, case, lavoro. L’appello del loro parroco, insieme al suo “grazie” per gli aiuti ricevuti da AsiaNews con la campagna “Adotta un cristiano di Mosul”. I segni della Provvidenza.

    Amadiya (AsiaNews) – Cibo, medicine, vestiti pesanti, ma soprattutto una casa e delle scuole: sono i bisogni essenziali delle 3500 famiglie di profughi da Mosul e dalla Piana di Ninive che vivono nella diocesi di Amadiya, nel Kurdistan irakeno, sotto la cura del parroco, p. Samir. In questa lettera di Natale che il sacerdote ci ha inviato, egli ringrazia i lettori e gli amici di AsiaNews per gli aiuti che abbiamo inviato e che vogliamo inviare con la campagna “Adotta un cristiano di Mosul” ed elenca i “doni natalizi” di cui i profughi hanno bisogno: un letto perché gli anziani non dormano per terra, piccoli finanziamenti per iniziare lavori, edifici e mezzi di trasporto per i bambini senza scuola. P. Samir racconta anche dei “segni” della Provvidenza che giungono ogni giorno fra gente che non ha nulla e che ha abbandonato tutto a causa della persecuzione. Cari amici, vi chiediamo che il suo appello non resti inascoltato e che tutti noi possiamo essere un segno della Provvidenza. Le donazioni possono essere fatte secondo le indicazioni della campagna “Adotta un cristiano di Mosul”. Avevamo pensato di chiudere questa campagna, ma i bisogni e le richieste dall'Iraq ci impongono di continuarla. (BC)

     

    Caro Padre Bernardo Cervellera,


    vorrei anzitutto ringraziarti e, per tuo tramite, ringraziare tutti i lettori e gli amici di AsiaNews per l'aiuto che ci avete mandato in novembre per i profughi. Abbiamo distribuito piccole somme di denaro (cash money) a molte famiglie cristiane e yazide. Ci stiamo preparando a passare questo tempo di Natale non solo materialmente ma anche spiritualmente, con tempi di preghiere, il rosario, catechismo.

    Abbiamo avuto una gioia grande con la visita del segretario Generale della Cei (Conferenza episcopale italiana), mons. Nunzio Galantino che ha aperto la Porta Santa della Misericordia nella mia parrocchia come un segno di vicinanza della Chiesa cattolica italiana, perché la Porta Santa, come dice il Papa Francesco, non si apre solo nelle cattedrali, ma anche nelle piccole chiese.
L' inverno è arrivato: per questo abbiamo iniziato a distribuire ai profughi kerosene per il riscaldamento, vestiti e altre cose per riscaldare non solo la loro case o i loro container, ma anche i loro cuori e far sentire che il Signore Gesù sta con loro e li ama. I profughi sono tanti: vorremmo aiutarli tutti (anziani, bambini malati) e dar loro vestiti, kerosene, cibo e medicine, ma purtroppo le nostre possibilità sono limitate e questo ci fa sentire male. Vorremmo comprare regali come scarpe, calze, giocattoli per più di 350 bambini yazidi e cristiani che ospitiamo nelle mie parrocchie assieme alle loro famiglie, e distribuirli in questo tempo di Natale.

    Dopo più di un anno, molte famiglie hanno perso la speranza di tornare alle loro case, per questo abbiamo cominciato sistemare la loro vita qui, e la Chiesa caldea locale sta lavorando per trovare case per loro, e stiamo lavorando per restaurare case vecchie o costituire piccole case, cosi possono ricominciare di nuovo. Cerchiamo anche di fare piccoli progetti per creare lavori, perché molte persone sono senza lavoro e stare tutti i giorni senza fare niente crea loro qualche problema. Abbiamo aiutato due persone a costruire un forno per fare il pane. E vogliamo aiutare altri tre ad aprire un minimarket, e aprire pure un negozio di parrucchiere. Tra le nostre attività per il Natale abbiamo scelto 10 donne per fare i dolci (3000 kg!) e distribuirli alle famiglie profughe e per ciascuna donna abbiamo pagato quasi 350 dollari. Riguardo le scuole, abbiamo trovato mezzi per 820 studenti yazidi, cristiani, e musulmani per trasportarli a scuola. Questo progetto è stato realizzato grazie alle chiese in Europa. Purtroppo per più di 200 bambini non abbiamo potuto trovare il posto a a scuola, perché le scuole non hanno più capacità, pour facendo fino a quattro turni. Opppure, non abbiamo trovato i mezzi di trasporto. Stiamo preparando un party per tutti i studenti perché sono sempre chiusi dentro il loro container o nelle loro case, dove risiedono due o tre famiglie insieme. Ci sono molte persone anziane che dormono sul pavimento e vogliamo comprare letti per loro. Per realizzare tutto questo contiamo sempre sulla carità della Chiesa e della gente di buona volontà.

    ln questo anno dedicato alla misericordia vogliamo essere misericordi come il Padre Nostro, aprire ll nostro cuore anche a coloro che non sono d'accordo con noi.

    Il Signore ci da molte grazie non perché siamo degni ma perché abbiamo bisogno di queste grazie. Dico la verità: in queste circostanze la nostra vita non è facile, ma ogni giorno possiamo constatare come la Provvidenza Divina operi tra noi e c'è sempre qualcosa di buono che accade.
Questi poi, sono i giorni più belli, quelli del nostro Signore che viene con la sua misericordia, per ravvivare la nostra vita e abitare nei nostri cuore. Anche se non ne siamo degni, abbiamo bisogno del Suo amore, e per questo preghiamo in aramaico "Maran atha", " Vieni, Signore Gesù". Siamo peccatori: vieni con la tua misericordia. La grazia del Signore Gesù sia con tutti voi.

    Il Parroco


    P. Samir Yousseff

    23 dicembre 2015

    Diocesi di Zakho e Amadiya

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