04/08/2014, 00.00
PAKISTAN

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Pakistan, i cattolici della Chaudhry Foundation condannano le violenze contro gli ahmadi

di Shafique Khokhar
La presidente Michelle Chaudhry, figlia dell’eroe cattolico Cecil, denuncia l’ennesimo caso di “abuso” commesso in nome delle leggi sulla blasfemia. Per la donna “è stato versato troppo sangue” e “perse troppe vite innocenti”. Polizia, magistratura e istituzioni ignorano l’attacco, i responsabili ancora a piede libero.

Lahore (AsiaNews) - La Cecil&Iris Chaudhry Foundation (Cicf), Ong attiva nella difesa delle minoranze in Pakistan, condanna con forza l'attacco contro la comunità Ahmadi di Gujranwala, nella provincia del Punjab. All'origine dell'assalto (nella foto) avvenuto a fine luglio, un presunto caso di blasfemia che ha innescato la vendetta; esso ha causato la morte di almeno quattro persone, fra cui due bambini uno dei quali di sette anni e l'altro di soli otto mesi, diversi i feriti. Tuttavia, le autorità locali non hanno aperto un fascicolo di inchiesta sulla vicenda e finora non vi sono stati arresti o indagati per l'attacco. 

Il 27 luglio scorso una folla ha preso di mira e dato fuoco ad alcune case della minoranza musulmana, perseguitata perché non riconosce Maometto come ultimo profeta. Politici, istituzioni e autorità locali non hanno voluto condannare l'assalto, mostrando un atteggiamento "ipocrita" che è sfociato persino nella negazione delle violenze  di Gujranwala. 

Fondata alla fine del 19mo secolo in India, la dottrina Ahmadi è considerata "eretica" da buona parte del mondo musulmano sunnita e sciita. Essa onora il proprio fondatore, Mirza Ghulam Ahmad, e presenta credenze legate ad altre religioni. In Pakistan la legge vieta ai suoi fedeli di usare saluti e preghiere islamiche, e di riferirsi ai loro luoghi di culto come "moschee". Per questo, gli ahmadi sono una delle comunità - insieme ai cristiani - spesso vittime delle leggi sulla blasfemia, usate per perseguitare le minoranze. 

Fra le poche voci che hanno voluto esprimere una ferma condanna per l'attacco vi è quella di Michelle Chaudhry, presidente della Cecil&Iris Chaudhry Foundation (Cicf), che manifesta solidarietà alle vittime e ai familiari. L'attivista invoca la protezione del governo nei confronti di tutti i cittadini, senza distinzioni di fede religiosa "come previsto dalla Costituzione". La donna condanna l'ennesimo caso di "abuso" delle leggi sulla blasfemia, usate contro musulmani e non per dirimere questioni personali e auspica "misure concrete" per fermare le violenze commesse in nome della norma. "È stato versato troppo sangue - aggiunge - e sono state perse troppe vite innocenti". 

La Cecil&Iris Chaudhry Foundation si ispira alla memoria di Cecil Chaudhry, eroe dell'aviazione pakistana, cattolico e attivista pro diritti umani impegnato nell'educazione dei bambini poveri e disabili. Amico e collaboratore di Shahbaz Bhatti, ministro pakistano per le minoranze assassinato il 2 marzo 2011, l'ex militare è deceduto il 13 aprile 2012 a Lahore, dopo una lunga battaglia contro il cancro. Chaudhry è stato attivo sostenitore della Commissione nazionale di giustizia e pace e per 14 anni ha condotto la campagna che nel 2002 ha portato al ripristino del suffragio universale.

 

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