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» 05/09/2005 09:22
PAKISTAN
Pakistan, la Corte Suprema annulla legge islamica
di Qaiser Felix

Arcivescovo di Lahore: "Ottima decisione, la legge era contraria alla libertà personale". Un legale musulmano dice ad AsiaNews: "Era una legge sbagliata, promulgata per rendere i fondamentalisti padroni della provincia".



Lahore (AsiaNews) – "Accogliamo con calore la decisione della Corte Suprema del Pakistan che rende nullo l'Hasba Bill, una legge contraria alla libertà delle persone". Con queste parole mons. Lawrence John Saldanha, arcivescovo della diocesi di Lahore, commenta la decisione presa dal più alto organo giudiziario del Pakistan ed aggiunge che "questo tipo di leggi sono contrari alla natura umana ed andrebbero sempre condannate".

I 9 membri della Corte hanno emesso il 4 agosto un documento di 106 pagine con cui rendono nulla la legge, approvata il 14 luglio scorso dal governo della Frontiera del nord ovest (Nwfp, al confine con l'Afghanistan), che istituiva la figura del muhtasib, una sorta di garante religioso per vigilare sull'aderenza dei cittadini ai valori islamici. "Nella sentenza esplicativa – continua il presule – è scritto chiaramente che la vita privata, i pensieri personali ed il credo individuale dei cittadini non possono essere contrastati da leggi impositive". "I giuristi islamici – dice mons. Saldanha – sono unanimi nel dire che, a parte la preghiera e l'elemosina (salat e zakat), nessun altro obbligo previsto dall'Islam deve essere attuato con forza dallo Stato".

I giudici definiscono la legge "discriminatoria" ed "incostituzionale" dato che consente l'istituzione di un garante "che interferisce nella vita dei cittadini" e prevede "l'istituzione di uffici giudiziari ed esecutivi paralleli a quelli del governo".

Il provvedimento era stato istituito dopo le insistenze del Muttehida Majlas-e-Amal (Mma, coalizione al governo, formata da 6 partiti islamici): i suoi rappresentanti avevano definito la sua messa in vigore una "grande vittoria, il primo storico passo verso una vera applicazione della legge islamica in accordo con norme democratiche". La Corte Suprema è stata chiamata in causa dal presidente pakistano Pervez Musharraf dopo le proteste di molti gruppi politici e religiosi.

Shahbaz Bhatti, presidente dell'All Pakistan Minorities Alliance [Apma, organismo che riunisce le minoranze del Paese ndr] dice ad AsiaNews che quella della Corte "è una buona decisione, che dimostra come le politiche portate avanti dal Mma sono contrarie alle norme democratiche ed alla Costituzione del Pakistan".

Sheikh Mansoor, legale musulmano ed attivista per i diritti umani, sostiene che "non vi possono essere dubbi sull'incostituzionalità del provvedimento, contrario allo stesso tempo anche ai veri insegnamenti dello stesso Islam". "Questa legge – continua – è stata promulgata perché i religiosi vogliono divenire i padroni della provincia e vogliono vincere le elezioni locali: non certo per un miglioramento della situazione delle persone che vivono lì".


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