04/02/2006, 00.00
PAKISTAN

Pakistan: nuova norma a tutela delle donne violentate

di Qaiser Felix

Una donna vittima di violenza sessuale non sarà più condannata per adulterio come previsto dal vecchio ordinamento del 1979. Peter Jacob dichiara che il verdetto è importante ma chiede una soluzione definitiva per l'abrogazione di tutte le leggi discriminatorie.

Islamabad (AsiaNews) - In Pakistan la Corte federale Shariat (Cfs) ha annunciato una importante novità legislativa per quanto riguarda i casi di violenza sessuale: "Se una donna denuncia di essere stata vittima di zina-bil-jabr (violenza sessuale) – annuncia la corte - non può essere accusata di zina-bil-raza (adulterio) a meno che non ci siano prove evidenti che testimonino il contrario".

Fino alla scorsa settimana infatti una donna che denunciava di essere stata vittima di una violenza sessuale veniva accusata di adulterio, come stabilito dall'ordinamento del 1979 promulgato dal generale Zia ul Haq ed in linea alle ordinanze "Hudood" che, basate sul Corano, puniscono anche con la flagellazione e la lapidazione i comportamenti incompatibili con la legge islamica, come adulterio, gioco d'azzardo, uso di alcol, reati contro la proprietà.

La Corte ha introdotto la nuova norma dopo aver accettato una petizione di una giovane donna che il 4 giugno 1997 aveva denunciato di essere stata violentata dal suo vicino Jamroze. L'uomo la aveva minacciata con un arma da fuoco, ed aveva detto che l'avrebbe uccisa nel caso avesse denunciato il fatto. La donna però, quando era in cinta, ha raccontato la verità al padre e i due sono andati dalla polizia. Sia Jamroze che la donna sono stati messi sotto inchiesta con l'accusa di adulterio. Il giudice condannò entrambi: diede 5 anni di reclusione e una multa di 10 mila rupie alla ragazza, e a Jamroze 10 anni con 20 mila rupie di multa.

La Cfs ha riconosciuto che quando una ragazza, in modo particolare se non sposata, denuncia un caso di violenza corre un grave rischio perché si assume il peso di una macchia indelebile che porterà per tutta la vita e potrebbe non avere un matrimonio adeguato. Lo stupro provoca inoltre forti danni psicologici ed è un attacco alla dignità ed integrità della persona. Per questa ragione, osserva la corte, molte delle vittime preferiscono sopportare il sopruso e non denunciarlo.

Peter Jacob, della Commissione giustizia e pace, ha dichiarato ad AsiaNews che questo verdetto è un passo importante ma chiede una soluzione definitiva per l'abrogazione di tutte le leggi discriminatorie. "Queste leggi sono stupide ed illogiche" - sottolinea Jacob – "e non vengono applicate. È questa la ragione per cui molte volte sentenze di condanna di corti di grado inferiore sono state annullate da sentenze della Cfs". "Abbiamo iniziato una campagna ed una raccolta di firme contro le leggi discriminatorie", continua Jacob. "Spero di arrivare a più di 200 mila firme da tutto il territorio".

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