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» 13/03/2008 15:06
VATICANO - IRAQ
Papa, l'uccisione di mons. Rahho: “atto di disumana violenza"
Telegramma di Benedetto XVI al patriarca dei caldei: “decisa deplorazione” per l’uccisione di un “pastore zelante”. Breve profilo dell’arcivescovo di Mosul.

Città del Vaticano (AsiaNews) – “Un atto di disumana violenza che offende la dignità dell’essere umano e nuoce gravemente alla causa della fraterna convivenza dell’amato popolo iracheno”. Così il Papa esprime la sua “più decisa deplorazione” per l’uccisione dell’arcivescovo caldeo di Mosul, mons. Faraj Rahho, di cui si è avuto notizia oggi. In un telegramma indirizzato al card. Emmanuel III Delly, Patriarca di Babilonia dei caldei, Benedetto XVI assicura la sua “particolare vicinanza” e “fervide preghiere di suffragio per lo zelante pastore sequestrato proprio al termine della celebrazione della Via Crucis”. “Invoco dal Signore - continua il messaggio - la sua misericordia perché questo tragico evento serva a costruire nella martoriata terra dell’Iraq un futuro dei pace”.
                                    
Chi era mons. Rahho
A causa del conflitto a Mosul sono rimasti un terzo dei cristiani, denunciava a novembre lo stesso mons. Rahho. Il presule rappresentava per il suo piccolo gregge ancora una “speranza”. I fedeli raccontano ad AsiaNews che il loro vescovo aveva sempre detto “di voler rimanere in Iraq fino alla fine, anche se voleva dire la morte”. La sua presenza era un gesto di “resistenza al terrorismo e alle violenze”. Nato nel 1941, il Faraj Rahho è stato seminarista presso il Seminario patriarcale di S. Simone. Poi parroco alla chiesa di Mar Elia. Dopo una breve parentesi di studi a Roma, è tornato in Iraq. Qui negli anni ’80 ha preso la guida della appena fondata parrocchia di S. Paolo a Mosul fino a che nel 2001 viene nominato arcivescovo. Nel 1989 fonda la Fraternità di Carità e Gioia con lo scopo di assistere i malati e garantire loro amore e una vita dignitosa. Forte il suo impegno anche tra i giovani. Negli anni ’90, nell’Iraq sotto embargo, istituisce la “Settimana dei giovani”, iniziativa di successo poi diventata impegno pastorale in tutta l’arcidiocesi.

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