20/01/2018, 10.04
VATICANO - PERU

Papa in Perù: un’ecologia integrale come alternativa a ‘un modello di sviluppo ormai superato’

L’incontro con le autorità. “Un modello di sviluppo ormai superato, ma che continua a produrre degrado umano, sociale e ambientale” e la corruzione sono le minacce contro la speranza. La sicurezza “nasce dalla convinzione che il Perù è uno spazio di speranza e di opportunità… ma per tutti e non solo per pochi”.

Lima (AsiaNews) – Promuovere un’ecologia integrale come alternativa a “un modello di sviluppo ormai superato, ma che continua a produrre degrado umano, sociale e ambientale” e lottare contro la corruzione. Sono la strada che il Papa ha indicato al Perù per essere “Uniti per la speranza”, che è il motto del visita nel Paese latino-americano nell’incontro con le autorità politiche e religiose, i rappresentanti della società civile e della cultura e i membri del corpo diplomatico.

L’incontro si è svolto nel pomeriggio di ieri nel Palacio de Gobierno - o Casa Pizarro il fondatore della città che fece costruire la residenza nel 1536 su un insediamento Inca - di Lima, dove Francesco è rientrato da Puerto Maldonado, dove c’è stato anche il colloquio privato col presidente  Pedro Pablo Kuczynski.

Il Papa ha preso spunto dall’appena compiuta visita in Amazzonia, “che costituisce nel suo insieme la più grande foresta tropicale e il sistema fluviale più esteso del pianeta”. “Voi – ha detto - possedete una ricchissima pluralità culturale, sempre più interattiva, che costituisce l’anima di questo popolo. Anima marcata da valori ancestrali come l’ospitalità, la stima dell’altro, il rispetto e la gratitudine verso la madre terra e la creatività per nuovi progetti, come pure la responsabilità comunitaria per lo sviluppo di tutti che si coniuga nella solidarietà, dimostrata tante volte di fronte alle diverse catastrofi vissute. In questo contesto, vorrei segnalare i giovani, che sono il presente più vitale che questa società possiede. Col loro dinamismo e il loro entusiasmo promettono e invitano a sognare un futuro di speranza che nasce dall’incontro tra il culmine della sapienza ancestrale e gli occhi nuovi che offre la gioventù”.

Francesco ha indicato la speranza anche nel fatto che il Perù “ha un volto di santità”, indicando ad esempio Martino de Porres, “il quale, figlio di due culture, mostrò la forza e la ricchezza che nasce nelle persone quando mettono l’amore al centro della loro vita”.

“Su questa speranza si profila un’ombra, si erge una minaccia. «Mai l’umanità ha avuto tanto potere su sé stessa e niente garantisce che lo utilizzerà bene, soprattutto se si considera il modo in cui se ne sta servendo». Questo si manifesta con chiarezza nel modo in cui stiamo spogliando la terra delle risorse naturali, senza le quali non è possibile alcuna forma di vita. La perdita di foreste e boschi implica non solo la perdita di specie viventi, che potrebbero anche significare nel futuro risorse estremamente importanti, ma anche una perdita di relazioni vitali che finiscono per alterare tutto l’ecosistema.

In questo contesto, ‘uniti per difendere la speranza’ significa promuovere e sviluppare un’ecologia integrale come alternativa a «un modello di sviluppo ormai superato ma che continua a produrre degrado umano, sociale e ambientale».[3] E questo richiede di ascoltare, riconoscere e rispettare le persone e i popoli locali come validi interlocutori. Essi mantengono un legame diretto con il territorio, conoscono i suoi tempi e i suoi processi e sanno, pertanto, gli effetti catastrofici che, in nome dello sviluppo, stanno provocando molte iniziative. Allora si altera tutta la trama vitale che costituisce la nazione. Il degrado dell’ambiente, purtroppo, è strettamente legato al degrado morale delle nostre comunità. Non possiamo pensarle come due questioni separate. A titolo di esempio, le estrazioni minerarie irregolari sono diventate un pericolo che distrugge la vita delle persone; le foreste e i fiumi vengono devastati con tutta la loro ricchezza. Tutto questo processo di degrado implica e alimenta organizzazioni al di fuori delle strutture legali che degradano tanti nostri fratelli sottomettendoli alla tratta – nuova forma di schiavitù –, al lavoro irregolare, alla delinquenza… e ad altri mali che colpiscono gravemente la loro dignità e, insieme, quella di questa nazione”.

“Lavorare uniti per difendere la speranza esige di essere molto attenti a un’altra forma – spesso sottile – di degrado ambientale che inquina progressivamente tutto il tessuto vitale: la corruzione. Quanto male procura ai nostri popoli latinoamericani e alle democrazie di questo benedetto continente tale ‘virus’ sociale, un fenomeno che infetta tutto, e i poveri e la madre terra sono i più danneggiati. Ciò si può fare per lottare contro questo flagello sociale merita il massimo della considerazione e del sostegno; e questa lotta ci riguarda tutti. ‘Uniti per difendere la speranza’, implica maggior cultura della trasparenza tra enti pubblici, settore privato e società civile. Nessuno può dirsi estraneo a questo processo; la corruzione è evitabile ed esige l’impegno di tutti.

Coloro che occupano incarichi di responsabilità, in qualunque settore, li incoraggio e li esorto a impegnarsi in tal senso per offrire, al vostro popolo e alla vostra terra, la sicurezza che nasce dalla convinzione che il Perù è uno spazio di speranza e di opportunità… ma per tutti e non solo per pochi; perché ogni peruviano, ogni peruviana possano sentire che questo Paese è suo, e che può stabilirvi relazioni di fraternità e di uguaglianza con il prossimo e aiutare l’altro quando ne ha bisogno; una terra in cui si possa realizzare il proprio futuro. E così costruire un Perù che abbia spazio per «tutte le stirpi», in cui possa realizzarsi «la promessa della vita peruviana». Desidero – ha concluso - assicurare nuovamente a voi l’impegno della Chiesa Cattolica, che ha accompagnato la vita di questa Nazione, in questo sforzo che ci accomuna di portare avanti il lavoro perché il Perù continui ad essere una terra di speranza”.

 

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