05/02/2016, 11.19
VATICANO

Papa: “Lo stile di Dio non è lo stile dell’uomo”, Dio vince con l’umiltà

Commentando la morte di Giovanni Battista, Francesco invita a “chiedere al Signore la grazia dell’umiltà che aveva Giovanni e non addossare su di noi meriti o glorie di altri. E soprattutto, la grazia che nella nostra vita sempre ci sia il posto perché Gesù cresca e noi veniamo più in basso, fino alla fine”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – “Lo stile di Dio non è lo stile dell’uomo. Chiedere al Signore la grazia dell’umiltà” e  “soprattutto, la grazia che nella nostra vita sempre ci sia il posto perché Gesù cresca e noi veniamo più in basso, fino alla fine”. L’ha detto papa Francesco nell’omelia della messa celebrata stamattina a Casa santa Marta, commentando il passo del Vangelo di Marco che racconta della fine di Giovanni Battista, il “più grande” degli uomini, il “giusto e santo” che aveva preparato la gente all’arrivo del Messia.

Giovanni Battista, ha affermato il Papa, è “‘L’uomo più grande nato da donna’: così dice la formula di canonizzazione di Giovanni. Ma questa formula non l’ha detta un Papa, l’ha detta Gesù. Quell’uomo è l’uomo più grande nato da donna. Il Santo più grande: così Gesù lo ha canonizzato. E finisce in carcere, sgozzato, e l’ultima frase sembra anche di rassegnazione: ‘I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro’. Così finisce ‘l’uomo più grande nato da donna’. Un gran profeta. L’ultimo dei profeti. L’unico al quale è stato concesso di vedere la speranza di Israele”.

“Ma – ha evidenziato Francesco - ha sofferto in carcere, anche – diciamo la parola – la tortura interiore del dubbio: ‘Ma forse non ho sbagliato? Questo Messia non è come io immaginavo che sarebbe dovuto essere il Messia…’. E ha inviato i suoi discepoli a domandare a Gesù: ‘Ma, dì, dì la verità: sei tu che devi venire?’, perché quel dubbio lo faceva soffrire. ‘Ho sbagliato io nell’annunciare uno che non è? Ho ingannato il popolo?’. La sofferenza, la solitudine interiore di quest’uomo … 'Io, invece, devo diminuire, ma diminuire così: nell’anima, nel corpo … tutto' …”.

“Diminuire, diminuire, diminuire”, così “è stata la vita di Giovanni”. “Un grande che non cercò la propria gloria, ma quella di Dio” e che finisce in una maniera “tanto prosaica, nell’anonimato”. Ma con questo suo atteggiamento “ha preparato la strada a Gesù”, che in modo simile “morì in angoscia, solo, senza i discepoli”.

“Ci farà bene – ha concluso il Papa - leggere oggi questo passo del Vangelo, il Vangelo di Marco, capitolo VI. Leggere quel brano, vedere come Dio vince: lo stile di Dio non è lo stile dell’uomo. Chiedere al Signore la grazia dell’umiltà che aveva Giovanni e non addossare su di noi meriti o glorie di altri. E soprattutto, la grazia che nella nostra vita sempre ci sia il posto perché Gesù cresca e noi veniamo più in basso, fino alla fine”.

 

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