22 Novembre 2017
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 29/11/2009, 00.00

    VATICANO

    Papa: Cristo, fondamento della speranza di cui hanno bisogno tutti gli uomini



    All’inizio del nuovo anno liturgico, Benedetto XVI sottolinea che Gesù Cristo è la speranza di cui hanno bisogno popoli ricchi e popoli in via di sviluppo; credenti e non credenti. Un pensiero per i malati di Aids, soprattutto i bambini e i più poveri. Saluti ai partecipanti alla marcia per affermare il valore religioso storico e culturale del crocifisso, dopo la sentenza della Corte europea.

    Città del Vaticano (AsiaNews) – Gesù Cristo è “il fondamento della speranza”; quella speranza di cui “ogni essere umano ha costantemente bisogno”: così Benedetto XVI ha spiegato il senso dell’Avvento con l’inizio oggi dell’Anno liturgico. Parlando alle migliaia di pellegrini radunati in piazza san Pietro per la preghiera dell’Angelus, il papa ha precisato che “Gesù Cristo non riguarda solo i cristiani, o solo i credenti, ma tutti gli uomini, perché Egli, che è il centro della fede, è anche il fondamento della speranza”.

    Spiegando la “rilevanza” che l’anno liturgico ha per gli uomini, il pontefice ha detto: “Il mondo contemporaneo ha bisogno soprattutto di speranza: ne hanno bisogno i popoli in via di sviluppo, ma anche quelli economicamente evoluti. Sempre più ci accorgiamo che ci troviamo su un’unica barca e dobbiamo salvarci tutti insieme. Soprattutto ci rendiamo conto, vedendo crollare tante false sicurezze, che abbiamo bisogno di una speranza affidabile, e questa si trova solo in Cristo, il quale, come dice la Lettera agli Ebrei, ‘è lo stesso ieri e oggi e per sempre’ (13,8). Il Signore Gesù è venuto in passato, viene nel presente, e verrà nel futuro. Egli abbraccia tutte le dimensioni del tempo, perché è morto e risorto, è ‘il Vivente’ e, mentre condivide la nostra precarietà umana, rimane per sempre e ci offre la stabilità stessa di Dio. E’ ‘carne’ come noi ed è ‘roccia’ come Dio. Chiunque anela alla libertà, alla giustizia, alla pace può risollevarsi e alzare il capo, perché in Cristo la liberazione è vicina (cfr Lc 21,28) – come leggiamo nel Vangelo di oggi.”.

    Dopo la preghiera mariana, Benedetto XVI ha ricordato che il 1° dicembre si celebra la Giornata mondiale contro l’Aids. “Il mio pensiero e la mia preghiera – ha detto -  vanno ad ogni persona colpita da questa malattia, in particolare ai bambini, ai più poveri, a quanti sono rifiutati. La Chiesa non cessa di prodigarsi per combattere l’Aids, attraverso le sue istituzioni e il personale a ciò dedicato. Esorto tutti a dare il proprio contributo con la preghiera e l’attenzione concreta, affinché quanti sono affetti dal virus HIV sperimentino la presenza del Signore che dona conforto e speranza. Auspico infine che, moltiplicando e coordinando gli sforzi, si giunga a fermare e debellare questa malattia”.

    Nei saluti finali, in diverse lingue, Benedetto XVI ha salutato in particolare il gruppo che ha partecipato ad una marcia promossa dal Movimento dell’Amore Familiare “per manifestare profondo amore al Crocifisso, riconoscendone il valore religioso, storico e culturale”. La marcia era stata indetta anche per contestare la sentenza  della Corte europea che giudica lesiva alla libertà l’esposizione dei crocefissi nei luoghi pubblici italiani.

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    09/12/2007 VATICANO
    Papa: Giovanni Battista contro il nostro Natale materialistico
    Benedetto XVI parla dell’attualità del messaggio del Battista, del suo invito pressante a “preparare la via del Signore” nei “deserti di oggi”. Il Bambino che nasce a Betlemme è “il criterio di misura” di Dio per giudicarci alla nostra morte. “Oggi, nel presente, si gioca il nostro destino futuro”. L'invito agli universitari per un incontro col pontefice il 13 dicembre.

    08/08/2010 VATICANO
    Papa: La speranza della venuta di Gesù ci spinge a una vita intensa, non al disimpegno
    Benedetto XVI ribadisce che chi “ha una speranza vive diversamente”; usa le cose “senza egoismo, sete di possesso o di dominio, ma secondo la logica di Dio, la logica dell’attenzione all’altro, la logica dell’amore”. La testimonianza dei santi della settimana: Domenico, Chiara, Lorenzo, e Edith Stein e Massimiliano Kolbe, che “hanno attraversato l’oscuro tempo della Seconda Guerra Mondiale, senza perdere mai di vista la speranza”.

    18/11/2012 VATICANO
    Papa: Gesù non descrive la "fine del mondo", ma è il centro del presente e del futuro
    All'Angelus Benedetto XVI "demitizza" i racconti apocalittici e catastrofisti sulla fine del mondo. Gesù non è un "veggente", ma il vero "firmamento" che orienta il cammino dell'uomo. Davanti alle catastrofi naturali, alle guerre e al relativismo di oggi, "abbiamo bisogno di un fondamento stabile per la nostra vita e la nostra speranza".

    30/11/2007 VATICANO
    Papa: la certezza della fede, fondamento della speranza cristiana
    Nella sua seconda enciclica Benedetto XVI afferma che né l’attuale “fede” nel progresso scientifico, né la contestazione di Dio basata sulle ingiustizia del mondo danno una vera risposta alla domanda dell’uomo su futuro. “Luoghi” di apprendimento e di esercizio della speranza sono la preghiera, l’agire, il soffrire e l’attesa per il Giudizio di Dio.

    30/11/2007 VATICANO
    La speranza del Papa è anche per gli atei
    Con la nuova enciclica, Benedetto XVI chiede ai cristiani di superare una concezione individualistica della salvezza e di essere ministri di speranza per la società mondiale. E chiede anche agli atei di avere il coraggio di fare “autocritica” dopo i fallimenti sociali e l’ambiguità del progresso scientifico.



    In evidenza

    HONG KONG - CINA - VATICANO
    Messa per un sacerdote sotterraneo defunto. Il card. Zen chiede a Dio la grazia di salvare la Chiesa in Cina e la Santa Sede ‘dal precipizio’

    Li Yuan

    P. Wei Heping, 41 anni, è morto in circostanze misteriose, buttato in un fiume a Taiyuan (Shanxi). Per la polizia egli si è suicidato. Ai familiari non è stato permesso nemmeno di vedere il rapporto dell’autopsia. Per il card. Zen la Santa Sede (che “non è necessariamente il papa”) cerca un compromesso a tutti i costi col governo cinese, rischiando di “svendere la Chiesa fedele”. Giustizia e pace pubblica un libretto su p. Wei, per non dimenticare.


    VATICANO - ITALIA - USA
    Papa: non più la guerra, che ha per frutto la morte, 'la distruzione di noi stessi'



    Francesco nel giorno della Commemorazione dei defunti ha celebrato messa al Cimitero americano di Nettuno. “Quando tante volte nella storia gli uomini pensano di fare una guerra, sono convinti di portare un mondo nuovo, sono convinti di fare una ‘primavera’. E finisce in un inverno, brutto, crudele, con il regno del terrore e la morte”.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®