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  • » 06/12/2017, 10.17

    VATICANO

    Papa: Gerusalemme, rispettare lo status quo



    “Profonda preoccupazione” di Francesco “per la situazione che si è creata negli ultimi giorni”. La Chiesa è sempre a favore del dialogo dice ricevendo i partecipanti alla riunione del Comitato permanente per il dialogo con personalità religiose della Palestina.

    Città del Vaticano (AsiaNews) – “Profonda preoccupazione per la situazione che si è creata negli ultimi giorni” a Gerusalemme è stata espressa dal Papa che, al termine dell’udienza generale, ha anche ricolto “un accorato appello affinché sia impegno di tutti rispettare lo status quo della città, in conformità con le pertinenti Risoluzioni delle Nazioni Unite”.

    “Gerusalemme – ha detto ancora - è una città unica, sacra per gli ebrei, i cristiani e i musulmani, che in essa venerano i Luoghi Santi delle rispettive religioni, ed ha una vocazione speciale alla pace. Prego il Signore – ha concluso - che tale identità sia preservata e rafforzata a beneficio della Terra Santa, del Medio Oriente e del mondo intero e che prevalgano saggezza e prudenza, per evitare di aggiungere nuovi elementi di tensione in un panorama mondiale già convulso e segnato da tanti e crudeli conflitti”.

    Parole a favore del dialogo e della pacifica convivenza erano state al centro dell’incontro che Francesco ha avuto, prima dell’udienza generale, con i partecipanti alla riunione del Comitato permanente per il dialogo con personalità religiose della Palestina, promossa dal Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso.

    “Se – ha detto Francesco - per la Chiesa Cattolica è sempre una gioia costruire ponti di dialogo con comunità, persone e organizzazioni, è certamente una gioia particolare farlo con personalità religiose e intellettuali palestinesi. La Terra Santa è per noi cristiani la terra per eccellenza del dialogo tra Dio e l’umanità. Un dialogo culminato a Nazareth tra l’Angelo Gabriele e la Vergine Maria, avvenimento al quale fa riferimento anche il Corano”.

    “Il dialogo – ha detto ancora - si instaura a tutti i livelli: con sé stessi, attraverso la riflessione e la preghiera, in famiglia, all’interno della comunità religiosa, tra le diverse comunità religiose, e anche con la società civile. La sua condizione primaria è il rispetto reciproco e, nello stesso tempo, mirare a consolidare questo rispetto al fine di riconoscere a tutte le persone, ovunque si trovino, i loro diritti. Dal dialogo scaturisce una maggiore conoscenza reciproca, una maggiore stima reciproca ed una collaborazione per il conseguimento del bene comune e per una azione sinergica nei confronti delle persone bisognose, garantendo loro tutta l’assistenza necessaria. Mi auguro che le vostre consultazioni conducano a creare uno spazio di sincero dialogo a favore di tutte le componenti della società palestinese, in particolare quella cristiana, considerata la sua esigua consistenza numerica e le sfide alle quali è chiamata a rispondere, specialmente per quanto riguarda l’emigrazione.

    Sono consapevole dell’attenzione che le Autorità dello Stato di Palestina, in particolare il Presidente Mahmoud Abbas, hanno verso la comunità cristiana, riconoscendo il suo posto e il suo ruolo nella società palestinese”.

     

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