15/08/2016, 12.48
VATICANO
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Papa: L’assunzione di Maria, il Magnificat e le donne “schiave”. Appello per il Nord Kivu

All’Angelus papa Francesco affida alla Madonna e a Cristo le “donne sopraffatte dal peso della vita e dal dramma della violenza”, le “donne schiave della prepotenza dei potenti”, le “bambine costrette a lavori disumani,” le “donne obbligate ad arrendersi nel corpo e nello spirito alla cupidigia degli uomini”. “Silenzio vergognoso” per i massacri di “tanti innocenti che non hanno peso nella politica e nell’opinione pubblica mondiale”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – La festa di Maria Assunta, “umile fanciulla di Galilea” “ammessa da Dio a stare per l’eternità accanto al trono del Figlio”, è l’occasione perché siano liberate tutte le donne che sono rese “schiave” dalla “prepotenza dei potenti”. Ai fedeli in piazza san Pietro, radunati per la preghiera dell’Angelus, papa Francesco ha anche lanciato un appello per la pace nel mondo e in particolare per il Nord Kivu (Congo Kinshasa), accusando il silenzio internazionale su questi massacri di innocenti che “non hanno peso” nella politica e nell’opinione pubblica mondiale.

Riferendosi alla pagina del Vangelo di oggi, che contiene il canto del Magnificat, il pontefice ha spiegato: “Il Signore si china sugli umili per rialzarli e questo lo abbiamo sentito nel canto di Maria nel Magnificat. E questo canto ci fa pensare, in particolare, alle donne sopraffatte dal peso della vita e dal dramma della violenza, alle donne schiave della prepotenza dei potenti, alle bambine costrette a lavori disumani, alle donne obbligate ad arrendersi nel corpo e nello spirito alla cupidigia degli uomini. Possa giungere quanto prima per loro l’inizio di una vita di pace, di giustizia, di amore, in attesa del giorno in cui finalmente si sentiranno afferrate da mani che non le umiliano, ma con tenerezza le sollevano e le conducono sulla strada della vita, fino al cielo”. E a braccio ha aggiunto: “Maria ha sofferto tanto nella sua vita. Ci fa pensare a queste donne, che soffrono tanto. Chiediamo che Il Signore stesso le prenda e le liberi da queste schiavitù”.

Proprio tre giorni fa il papa aveva visitato una casa della Comunità Papa Giovanni XXIII e aveva incontrato alcune donne salvate dal traffico della prostituzione.

In precedenza Francesco aveva sottolineato che “l’Assunzione di Maria è un mistero grande che riguarda ciascuno di noi, riguarda il nostro futuro. Maria, infatti, ci precede nella strada sulla quale sono incamminati coloro che, mediante il Battesimo, hanno legato la loro vita a Gesù, come Maria legò a Lui la propria vita. La festa di oggi preannuncia i “cieli nuovi e la terra nuova”, con la vittoria di Cristo risorto sulla morte e la sconfitta definitiva del maligno. Pertanto, l’esultanza dell’umile fanciulla di Galilea, espressa nel cantico del Magnificat, diventa il canto dell’umanità intera, che si compiace nel vedere il Signore chinarsi su tutti gli uomini e tutte le donne, umili creature, e assumerli con sé nel cielo”.

Dopo la preghiera mariana, il pontefice ha affidato “ancora una volta” alla “Regina della pace” le “le ansie e i dolori delle popolazioni che in tante parti del mondo sono vittime innocenti di persistenti conflitti”. In particolare, ha aggiunto, “il mio pensiero va agli abitanti del Nord Kivu, nella Repubblica Democratica del Congo, recentemente colpiti da nuovi massacri che da tempo vengono perpetrati nel silenzio vergognoso … Fanno parte dei tanti innocenti che non hanno peso nella politica e nell’opinione pubblica mondiale. Ottenga Maria per tutti sentimenti di comprensione e desiderio di concordia!”.

Due giorni fa, a Beni-ville, nel Nord Kivu sono state uccise col machete 36 civili, vittime della lotta che i gruppi ribelli portano avanti da tempo contro il governo centrale. Le autorità locali parlano di “terroristi islamici” provenienti dall’Uganda.

Dopo i saluti ad alcuni gruppi di pellegrini, ha concluso con l’augurio di “una buona festa dell’Assunta a tutti voi qui presenti e a coloro che si trovano nei vari luoghi di villeggiatura, come pure a quanti non hanno potuto recarsi in vacanza, specialmente agli ammalati, alle persone sole e a chi assicura in questi giorni di festa i servizi indispensabili per la comunità”.

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