31/03/2009, 00.00
VATICANO
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Papa: il sacerdozio, “intreccio d’amore” tra iniziativa divina e libera risposta umana

Nel messaggio per la 46ma Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, Benedetto XVI rammenta la fiducia nell’azione divina e, nella crisi di vocazioni che colpisce alcune regioni della Terra, esorta a chiedere a Dio di continuare a “chiamare” persone.
Città del Vaticano (AsiaNews) - “Intreccio d’amore” tra l’iniziativa divina e la libera risposta umana, sono il sacerdozio e la vita consacrata e anche se in qualche parte del mondo c’è una “preoccupante carenza” di persone che accolgono la “chiamata” di Dio, nei credenti non deve venir meno la fiducia che Colui che guida la Chiesa provvederà alle sue necessità. Pregare per le vocazioni è allora invocare che non cessi “l’iniziativa divina nelle famiglie e nelle parrocchie, nei movimenti e nelle associazioni impegnati nell’apostolato, nelle comunità religiose e in tutte le articolazioni della vita diocesana”.
 
E’ l’esortazione che Benedetto XVI rivolge ai fedeli nel messaggio, reso noto oggi, per la 46ma Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, che sarà celebrata il prossimo 3 maggio e che ha per tema: La fiducia nell’iniziativa di Dio e la risposta umana.
 
Dal momento che la vocazione al sacerdozio e alla vita consacrata costituisce “uno speciale dono divino”, “è Lui, il Signore, che liberamente sceglie e invita alla sua sequela persone di ogni cultura e di ogni età, secondo gli imperscrutabili disegni del suo amore misericordioso”. La “libera risposta dell’uomo” richiede da parte di chi si sente chiamato “attento ascolto e prudente discernimento, generosa e pronta adesione al progetto divino”. E’, rileva il Papa, “accettazione e condivisione del progetto che Dio ha su ciascuno; una risposta che accolga L’iniziativa d’amore del Signore e diventi per chi è chiamato un’esigenza morale vincolante, un riconoscente omaggio a Dio e una totale cooperazione al piano che Egli persegue nella storia”.
 
Postosi in tale prospettiva, “il ‘chiamato’ abbandona volentieri tutto e si pone alla scuola del divino Maestro; ha inizio allora un fecondo dialogo tra Dio e l’uomo, un misterioso incontro tra l’amore del Signore che chiama e la libertà dell’uomo che nell’amore gli risponde, sentendo risuonare nel suo animo le parole di Gesù: ‘Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga’ (Gv 15,16)”.
 
“Questo intreccio d’amore tra l’iniziativa divina e la risposta umana è presente pure, in maniera mirabile, nella vocazione alla vita consacrata”. “Attratti da lui, fin dai primi secoli del cristianesimo, molti uomini e donne hanno abbandonato famiglia, possedimenti, ricchezze materiali e tutto quello che umanamente è desiderabile, per seguire generosamente il Cristo e vivere senza compromessi il suo Vangelo, diventato per essi scuola di radicale santità. Anche oggi molti percorrono questo stesso esigente itinerario di perfezione evangelica, e realizzano la loro vocazione con la professione dei consigli evangelici. La testimonianza di questi nostri fratelli e sorelle, nei monasteri di vita contemplativa come negli istituti e nelle congregazioni di vita apostolica, ricorda al popolo di Dio ‘quel mistero del Regno di Dio che già opera nella storia, ma attende la sua piena attuazione nei cieli’ (Esort. ap. postsinodale Vita consecrata, 1)”.
 
La consapevolezza che “la chiamata” è “iniziativa di Dio” dà, nel messaggio di Benedetto XVI, risposta alla domanda su “chi può ritenersi degno di accedere al ministero sacerdotale”. La risposta, allora, “non si riveste mai del calcolo timoroso del servo pigro che per paura nascose sotto terra il talento affidatogli (cfr Mt 25,14-30), ma si esprime in una pronta adesione all’invito del Signore”. “Senza abdicare affatto alla responsabilità personale, la libera risposta dell’uomo a Dio diviene così ‘corresponsabilità’, responsabilità in e con Cristo, in forza dell’azione del suo Santo Spirito; diventa comunione con Colui che ci rende capaci di portare molto frutto (cfr Gv 15,5)”. Sull’esempio della piena fiducia espressa da Maria all’iniziativa divina, conclude il Papa, “non scoraggiatevi di fronte alle difficoltà e ai dubbi; fidatevi di Dio e seguite fedelmente Gesù e sarete i testimoni della gioia che scaturisce dall’unione intima con lui”.
 
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