27/11/2019, 10.18
VATICANO
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Papa: ipocrisia parlare di pace costruendo e vendendo ordigni bellici

Ripercorrendo le tappe del viaggio in Thailandia e Giappone, Francesco ha ribadito la condanna per le armi nucleari. “Oggi la grave minaccia, nei Paesi più sviluppati, è la perdita del senso del vivere. Le prime vittime del vuoto di senso sono i giovani”. Una preghiera per l’Albania colpita dal terremoto. Domenica prossima Francesco si recherà a Greccio, luogo ove san Francesco fece il primo presepe e che scriverà una lettera dedicata proprio al presepe.

Città del Vaticano (AsiaNews) – La “ferma condanna delle armi nucleari e dell’ipocrisia di parlare di pace costruendo e vendendo ordigni bellici” ribadita a Hiroshima e Nagasaki è stata ricordata oggi da papa Francesco nel discorso per l’udienza generale di oggi, dedicata a un bilancio dell’appena compiuto viaggio in Thailandia e Giappone.

In Thailandia, ha detto alle 20mila persone presenti in piazza san Pietro, “ho reso omaggio alla ricca tradizione spirituale e culturale del popolo Thai. Ho incoraggiato l’impegno per l’armonia tra le diverse componenti della nazione, come pure perché lo sviluppo economico possa andare a beneficio di tutti e siano sanate le piaghe dello sfruttamento, specialmente delle donne e dei minori”.

“La religione buddista è parte integrante della storia e della vita di questo popolo, perciò mi sono recato in visita al Patriarca Supremo dei buddisti, proseguendo sulla strada della reciproca stima iniziata dai miei Predecessori, perché crescano nel mondo la compassione e la fraternità. In questo senso è stato molto significativo l’incontro ecumenico e interreligioso, avvenuto nella maggiore Università del Paese”.

“La testimonianza della Chiesa in Tailandia passa anche attraverso opere di servizio ai malati e agli ultimi. Tra queste eccelle l’Ospedale Saint Louis, che ho visitato incoraggiando il personale sanitario e incontrando alcuni pazienti”.

Del Giappone, Francesco ha ricordato innanzi tutto “la sfida di essere pastori di una Chiesa molto piccola, ma portatrice dell’acqua viva, il Vangelo di Gesù.

‘Proteggere ogni vita’ – ha proseguito - è stato il motto della mia visita in Giappone, un Paese che porta impresse le piaghe del bombardamento atomico ed è per tutto il mondo portavoce del diritto fondamentale alla vita e alla pace. A Nagasaki e Hiroshima ho sostato in preghiera, ho incontrato alcuni sopravvissuti e familiari delle vittime, e ho ribadito la ferma condanna delle armi nucleari e dell’ipocrisia di parlare di pace costruendo e vendendo ordigni bellici”.

Della visita alle città colpite dalla bomba atomica Francesco aveva parlato anche ieri, durante il volo di ritorno dal Giappone. “Per me – aveva detto ai giornalisti - è stata un’esperienza molto più toccante. E lì ho ribadito che l’uso delle armi nucleari è immorale, per questo deve andare nel Catechismo della Chiesa Cattolica, e non solo l’uso, anche il possesso, perché un incidente, o la pazzia di qualche governante, la pazzia di uno può distruggere l’umanità”.

Oggi ha aggiunto che “dopo quella tragedia, il Giappone ha dimostrato una straordinaria capacità di lottare per la vita; e lo ha fatto anche recentemente, dopo il triplice disastro del 2011: terremoto, tsunami e incidente alla centrale nucleare”.

“Per proteggere la vita – ha detto ancora - bisogna amarla, e oggi la grave minaccia, nei Paesi più sviluppati, è la perdita del senso del vivere. Le prime vittime del vuoto di senso sono i giovani, perciò un incontro a Tokyo è stato dedicato a loro. Ho ascoltato le loro domande e i loro sogni; li ho incoraggiati ad opporsi insieme ad ogni forma di bullismo, e a vincere la paura e la chiusura aprendosi all’amore di Dio, nella preghiera e nel servizio al prossimo. Altri giovani li ho incontrati nell’Università ‘Sophia’, insieme con la comunità accademica. Questa Università, come tutte le scuole cattoliche, sono molto apprezzate in Giappone”.

Nei vari incontro con le autorità giapponesi, infine, “ho auspicato una cultura di incontro e dialogo, caratterizzata da saggezza e ampiezza di orizzonte. Rimanendo fedele ai suoi valori religiosi e morali, e aperto al messaggio evangelico, il Giappone potrà essere un Paese trainante per un mondo più giusto e pacifico e per l’armonia tra uomo e ambiente”.

Al termine dell’udienza generale, il Papa ha voluto esprimere “vicinanza” al opolo albanese che in questi giorni sta soffrendo. L’Albania, ha ricordato, “è stato il primo Paese d’Europa che ho voluto visitare. Sono vicino alle vittime, prego per i morti, i feriti, le famiglie. Prego per questo popolo al quale voglio tanto bene”.

Francesco ha infine annunciato che si recherà a Greccio, luogo ove san Francesco nel 1223 fece il primo presepe e che scriverà una lettera dedicata proprio al presepe.

Prima dell’udienza generale, il Papa aveva incontrato i partecipanti al XIX Incontro di alto livello organizzato dalla Fondazione dell’Azerbaigian Nizami Ganjavi International Center (NGIC), che si svolge a Roma il 27 e il 28 novembre.

Salutandoli, Francesco si è congratulato “per l’impegno di trattare le principali sfide attuali allo scopo di promuovere la pace nel dialogo e nel mutuo rispetto, traendo ispirazione dal grande poeta persiano del XII secolo che dà il nome alla Fondazione. Lo fate mettendo al servizio della comunità mondiale i valori e le esperienze maturati assolvendo gli alti incarichi che avete ricoperto nei rispettivi Paesi. In particolare, auguro il miglior risultato al contributo che intendete offrire sulla sfida del cambiamento climatico. Vi incoraggio – ha concluso - a proseguire su questa strada, nella persuasione che la cultura del dialogo è la via maestra, la collaborazione è la condotta più efficace e la conoscenza reciproca è il metodo per crescere nella fratellanza tra le persone e i popoli”.

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