21/05/2014, 00.00
VATICANO
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Papa: "se noi distruggiamo il dono del creato, il creato ci distruggerà"

All'udienza generale papa Francesco invita "tutti i fedeli" a pregare per i cattolici cinesi nel giorno della Vergine di Sheshan e ricorda che sabato ci sarà la beatificazione di Mario Vergara, sacerdote del PIME, e Isidoro Ngei Ko Lat fedele laico e catechista, uccisi nel 1950 in Birmania, in odio alla fede cristiana.

Città del Vaticano (AsiaNews) - L'invito a pregare per i cattolici cinesi nel giorno in cui si venera la Vergine di Sheshan e l'annuncio della beatificazione di Mario Vergara, sacerdote del PIME, e Isidoro Ngei Ko Lat fedele laico e catechista, uccisi nel 1950 in Birmania, in odio alla fede cristiana, hanno segnato l'udienza generale di oggi, nella quale papa Francesco, continuando a illustrare i doni dello Spirito Santo, ha parlato della "scienza". In tale ambito, papa Francesco ha sottolineato "il peccato" di non tutelare il "dono del Creato". "Se - ha aggiunto - noi distruggiamo il dono del creato, il creato ci distruggerà".

Alle 70mila persone presenti in piazza san Pietro, tra le quale è lungamente passato con la jeep, il Papa ha evidenziato che "la scienza che viene dallo Spirito Santo non si limita alla conoscenza umana: è un dono speciale, che ci porta a cogliere, attraverso il creato, la grandezza e l'amore di Dio e la sua relazione profonda con ogni creatura. Quando i nostri occhi sono illuminati dallo Spirito, si aprono alla contemplazione di Dio, nella bellezza della natura e nella grandiosità del cosmo, e ci portano a scoprire come ogni cosa ci parla di Lui, ogni cosa ci parla del suo amore. Tutto questo suscita in noi grande stupore e un profondo senso di gratitudine! È la sensazione che proviamo anche quando ammiriamo un'opera d'arte o qualsiasi meraviglia che sia frutto dell'ingegno e della creatività dell'uomo: di fronte a tutto questo, lo Spirito ci porta a lodare il Signore dal profondo del nostro cuore e a riconoscere, in tutto ciò che abbiamo e siamo, un dono inestimabile di Dio e un segno del suo infinito amore per noi".

"Nel primo capitolo della Genesi, proprio all'inizio di tutta la Bibbia - ha osservato - si mette in evidenza che Dio si compiace della sua creazione, sottolineando ripetutamente la bellezza e la bontà di ogni cosa. Al termine di ogni giornata, è scritto: «Dio vide che era cosa buona». Ma se Dio vede che il creato è una cosa buona e una cosa bella, anche noi dobbiamo andare in questo atteggiamento, di vedere che il creato è cosa buona e bella. Ecco il dono della scienza, di questa bellezza: lodiamo Dio, ringraziamo Dio, di averci dato tanta bellezza a noi. E questa è la strada. E quando Dio finì di creare l'uomo, non dice: 'Vide che era cosa buona', dice che era 'molto buona!'. Ci avvicina a Lui! Agli occhi di Dio noi siamo la cosa più bella, più grande, più buona, della creazione. 'Ma padre, gli angeli?'. No, gli angeli, sono sotto di noi, noi siamo più degli angeli! Lo abbiamo sentito nel libro dei Salmi, che ci vuole bene il Signore! Dobbiamo ringraziarlo per questo".

Il dono della scienza ci pone in profonda sintonia con il Creatore e ci fa partecipare alla limpidezza del suo sguardo e del suo giudizio. Ed è in questa prospettiva che riusciamo a cogliere nell'uomo e nella donna il vertice della creazione, come compimento di un disegno d'amore che è impresso in ognuno di noi e che ci fa riconoscere come fratelli e sorelle".

"Tutto questo è motivo di serenità e di pace e fa del cristiano un testimone gioioso di Dio, sulla scia di san Francesco d'Assisi e di tanti santi che hanno saputo lodare e cantare il suo amore attraverso la contemplazione del creato. Allo stesso tempo, però, il dono della scienza ci aiuta a non cadere in alcuni atteggiamenti eccessivi o sbagliati. Il primo è costituito dal rischio di considerarci padroni del creato. Il creato non è una proprietà, di cui possiamo spadroneggiare a nostro piacimento; né, tanto meno, è una proprietà solo di alcuni, di pochi: il creato è un dono, è un dono meraviglioso che Dio ci ha dato, perché ne abbiamo cura e lo utilizziamo a beneficio di tutti, sempre con grande rispetto e gratitudine. 

"Il secondo atteggiamento sbagliato è rappresentato dalla tentazione di fermarci alle creature, come se queste possano offrire la risposta a tutte le nostre attese. E' lo Spirito Santo, con il dono della scienza, ci aiuta a non cadere in questo. Ma io vorrei ritornare sulla prima via sbagliata. Custodire il creato, non impadronirsi del creato. Dobbiamo custodire il creato. E' un dono che il Signore ci ha dato, per noi: è il regalo di Dio a noi. Noi siamo custodi del creato. Ma, quando noi sfruttiamo il creato, distruggiamo il segno di amore di Dio. Distruggere il creato è dire a Dio: 'Non mi piace, questo non è buono'. 'E cosa piace a te?' ... 'me stesso'. Ecco il peccato. Avete visto? E la custodia del creato è proprio la custodia del dono di Dio e anche è dire a Dio: 'Grazie, io sono il padrone del creato. Ma, per farlo avanti, io non distruggerò mai il tuo dono'. E questo deve essere l'atteggiamento nostro nei confronti del creato. Custodirlo, perché se noi distruggiamo il creato ci distruggerà. Non dimenticare quello! Una volta ero in campagna e ho sentito un detto da una persona semplice, alla quale piacevano tanto i fiori, e lui custodiva questi fiori, e mi ha detto: 'Dobbiamo custodire queste cose belle che Dio ci ha dato. Il creato è per noi perché noi ne approfittiamo bene. Non sfruttarlo, custodirlo. Perché lei sa, padre - così mi ha detto -, Dio perdona sempre'. 'Sì, questo è vero, Dio perdona sempre'. 'Noi persone umane, uomini e donne, perdoniamo alcune volte'. - Eh, sì, alcune non perdoniamo... - 'Ma il creato, padre, non perdona mai e se tu non lo custodisci, lui ti distruggerà'. Questo deve farci pensare e chiedere allo Spirito Santo il dono, questo della scienza, per capire bene che il creato è il più bel regalo di Dio, che Lui ha detto: questo è buono, questo è buono, questo è buono e questo è il regalo per la cosa più buona che ho creato che è la persona umana.

Alle persone presenti all'udienza generale, il Papa ha poi ricordato che "il 24 maggio ricorre la memoria liturgica della Beata Vergine Maria Aiuto dei Cristiani, venerata con molta devozione nel santuario di Sheshan a Shangai. Chiedo a tutti i fedeli di pregare affinché, sotto la protezione della Madre Ausiliatrice, i cattolici in Cina continuino a credere, a sperare e ad amare e siano, in ogni circostanza, fermento di armoniosa convivenza tra i loro concittadini".

"Sempre sabato prossimo - ha aggiunto - ad Aversa, verranno proclamati beati Mario Vergara, sacerdote del PIME, e Isidoro Ngei Ko Lat, fedele laico e catechista, uccisi nel 1950 in Birmania, in odio alla fede cristiana. La loro eroica fedeltà a Cristo possa essere di incoraggiamento e di esempio ai missionari e specialmente ai catechisti che nelle terre di missione svolgono una preziosa e insostituibile opera apostolica, per la quale tutta la Chiesa è loro grata".

Prima di concludere l'incontro, papa Francesco è tornato ancora a chiedere preghiere e aiuti per le popolazioni di Bosnia ed Erzegovina e Serbia e ha ricordato che sabato prossimo partirà per la Terra Santa, innanzi tutto per commemorare con il patriarca ecumenico Bartolomeo lo storico abbraccio di 50 anni fa tra Paolo VI e Atenagora - "Pietro e Andrea si incontreranno un'altra volta e questo è molto bello" - e poi "per la pace in quella terra che soffre tamto".

 

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