Papua centrale, granata davanti a una chiesa cattolica: feriti quattro fedeli
L’esplosione è avvenuta nel cortile della chiesa di St. Paul, nella reggenza di Intan Jaya, poco dopo la messa domenicale. I feriti sono tutti civili appartenenti alla comunità locale. Le autorità indonesiane non hanno ancora chiarito l’origine dell’ordigno, sganciato da un drone, né individuato i responsabili, mentre si aggrava il conflitto tra indipendentisti e forze armate.
Jayapura (AsiaNews) – Un ordigno esplosivo, probabilmente sganciato da un drone, è esploso ieri domenica 17 maggio nel cortile della chiesa cattolica di St. Paul’s Nabuni Mbamogo, nella remota regione di Intan Jaya, in Papua centrale, ferendo quattro civili appena usciti dalla messa domenicale. Il territorio ricade nella parrocchia di Bilogai, nel distretto di Sugapa. Numerosi fedeli si trovavano ancora riuniti all’esterno della chiesa quando è avvenuto l’attacco.
Secondo quanto riportato dal media locale Suara Papua, l’esplosione ha pferito quattro membri della comunità cattolica: Pit Pogau, 30 anni, e Robert Nabelau, 35 anni, colpiti da schegge rimaste conficcate nel corpo; oltre a Pius Pogau e Piter Nabelau, anch’essi feriti dalle schegge della granata. Tutti civili che si trovavano nel cortile della chiesa al momento dell’attacco.
Il team pastorale della parrocchia di Bilogai, guidato dal decano del vicariato di Moni Puncak, p. Yanuarius Yance Yogi, ha immediatamente organizzato i soccorsi. Due dei feriti sono stati evacuati e trasferiti all’ospedale regionale di Bilogai, nel distretto di Sugapa, dove stanno ricevendo cure mediche.
Secondo le prime informazioni, una seconda granata, anch’essa presumibilmente sganciata da un drone, sarebbe stata ritrovata nello stesso giorno nel cortile della chiesa di St. Pete’s Mbamogo. Finora però né la polizia né le forze armate indonesiane hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali sull’origine dell’ordigno o sui responsabili dell’attacco.
L’uso di droni per sganciare esplosivi non rappresenta una novità nella Papua centrale, dove negli ultimi anni il conflitto armato tra le forze di sicurezza indonesiane e i gruppi separatisti papuani si è intensificato. Episodi simili erano già stati segnalati nelle reggenze di Intan Jaya e Puncak Jaya, due delle aree più instabili della regione.
La Papua indonesiana resta infatti una delle zone più militarizzate e difficili da raggiungere del Paese. Da decenni movimenti indipendentisti denunciano discriminazioni, repressione e violazioni dei diritti umani da parte delle autorità di Jakarta, mentre il governo indonesiano considera i gruppi armati papuani organizzazioni terroristiche.
Negli ultimi anni anche le comunità religiose si sono trovate sempre più spesso coinvolte nella violenza del conflitto. La Chiesa cattolica, molto radicata tra le popolazioni indigene della Papua, ha più volte chiesto un dialogo pacifico e la fine delle operazioni militari che colpiscono i civili.
13/09/2016 08:48





