Con i cattolici in Cina nel ricordo di p. Greene
In vista della Giornata di preghiera per la Chiesa in Cina a Milano il 21 maggio una serata con AsiaNews. Ripercorrendo la testimonianza di p. Robert Greene, missionario di Maryknoll incarcerato negli anni Cinquanta nel Guangxi, e le sfide vissute dalle comunità cattoliche di oggi a Pechino.
Milano (AsiaNews) - Siamo nella settimana che ci conduce al 24 maggio, la festa di Maria Ausiliatrice particolarmente cara ai cattolici di Shanghai, che venerano con questo titolo la madre di Gesù nel santuario di Sheshan. Ed è in questa festa liturgica che - dal 2007, per volontà di Benedetto XVI - i cristiani di tutto il mondo sono invitati a vivere la Giornata di preghiera per la Chiesa in Cina.
Si tratta di un momento prezioso per custodire la memoria dei tanti cristiani che nel XX secolo in Cina, al prezzo di grandi sofferenze e in molti casi persino della loro stessa vita, hanno tenuto viva la fede nonostante le persecuzioni del regime comunista. E per guardare al cammino della Chiesa in Cina oggi, che pur in una stagione diversa non è affatto privo di forme gravi di restrizione della libertà religiosa. In questo contesto si inserisce un appuntamento che AsiaNews in collaborazione con il Centro missionario Pime propone per giovedì 21 maggio alle ore 18,00 nella sede di via Monte Rosa 81 a Milano. Si tratta della presentazione del libro “Calvario in Cina. L’ultimo parroco di Tong’an”, pubblicato recentemente dalle Edizioni Ares. Il volume è la traduzione italiana curata dalla studiosa Valeria Stella Papis dello storico diario “Calvary in China” scritto da p. Robert Greene, per quindici anni missionario di Maryknoll in una città della provincia del Guangxi dove visse l’esperienza della prigionia, e dato alle stampe nel 1953 a New York, un anno dopo la sua liberazione.
Anche a ormai più di settant’anni di distanza il racconto di padre Greene resta un punto di riferimento importante per capire che cosa accadde in Cina con la salita al potere di Mao Zedong (di cui quest’anno in settembre ricorreranno i 50 anni dalla morte). Non è certa la prima testimonianza pubblicata sulle sofferenze subite dai cristiani cinesi durante quegli anni; ma questo libro ha la particolarità di narrarle da un punto di vista particolare: non una grande città, ma una realtà rurale come Tong’an nel Guangxi. Un posto dove non c’era mai stato nemmeno un carcere prima dell’avvento dei comunisti. E dove padre Greene, tenuto recluso nella sua missione (ma non per questo risparmiato dagli orrori della violenza ideologica) poté assistere in prima persona anche alle persecuzioni e all’indottrinamento di quella che era la sua comunità. Un processo che il missionario racconta nel libro attraverso la descrizione di una galleria molto efficace di personaggi.
“C’è un dovere della memoria, e in particolare della memoria dei martiri del XX secolo, di tutti i martiri, sotto qualsiasi regime, senza più nessuna reticenza – scrive nella prefazione a questa traduzione italiana del volume il direttore editoriale di AsiaNews, p. Gianni Criveller, missionario del Pime -. I confessori e i martiri della chiesa di Cina appartengono all’intera cristianità. È dovere e diritto dei cattolici far conoscere le loro testimonianze affinché alimentino la fede dei credenti delle comunità cristiane in tutto il mondo. La persecuzione aperta dei credenti si è prolungata in Cina fino alla fine della rivoluzione culturale (ottobre 1976). I protagonisti di quella stagione di persecuzione sono ormai quasi tutti scomparsi. C’è da sperare i cattolici cinesi raccolgano le storie di sofferenza e martirio non sono state ancora registrate e le conservino”.
“Il libro di Greene - commenta padre Criveller - può prendere il lettore come un romanzo giallo. Solo che purtroppo non è una fiction, e non c’è un lieto fine, almeno per i credenti per i quali p. Greene ha speso la vita. Come in altre testimonianze di quel periodo, quegli anni tumultuosi registrano la fedeltà eroica alla fede e alla lealtà del rapporto con le persone”.
“Greene sa descrivere anche la trasformazione che la propaganda ideologia è capace di produrre nelle persone – continua il direttore editoriale di AsiaNews -, alcune delle quali diventano capaci di sentimenti di odio e di azioni violente che probabilmente non avrebbero mai espresso in circostanze di vita normali. Greene descrive il messianismo quasi religioso che ha, probabilmente sinceramente, motivato una generazione di giovani che hanno creduto nella realizzazione della società comunista. Se in qualche modo è ammirevole la generosa disponibilità di tanti giovani a sacrificarsi per la causa comunista, lascia perplessi, per non dire inorriditi, la giustificazione della più orribile violenza come prezzo necessario da far pagare”.
“Rimane l’amara considerazione – conclude il missionario del Pime - di un enorme spreco di possibilità e promesse che non hanno potuto realizzare: giovani comunità cristiane spezzate sul nascere; servizi sociali, sanitari e religiosi incompiuti; vocazioni religiose soppresse; inizi di conversioni religiose troncate. La sottrazione alle persone di molti anni di vita confinati alla prigionia, al confino o al lavoro forzato, e la perdita di numerose vite umane, spesso giovani e promettenti”.
Tutto questo verrà ricordato nella serata del 21 maggio a Milano con l’intervento della curatrice Valeria Papis che parlerà della figura di p. Greene e del contesto generale della persecuzione contro le comunità cattoliche cinesi degli anni Cinquanta. Padre Criveller parlerà invece della situazione di oggi delle comunità cattoliche in Cina, tra nuove prove e sete di unità con la Chiesa universale. L’ingresso è libero
22/12/2003
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