24/06/2020, 10.29
VATICANO
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Papa: tutto può diventare parola rivolta al ‘Tu’ che sempre ci ascolta

Nella meditazione per l’udienza generale Francesco ha parlato della “preghiera di Davide” che “ci insegna a trasformare in preghiera le nostre gioie e i nostri dolori, le nostre preoccupazioni e le nostre speranze, le nostre paure e le nostre vittorie”. Nel saluto in spagnolo ha invitato a pregare ed essere solidali con le vittime del terremoto che ha colpito il Messico.

Città del Vaticano (AsiaNews) – La preghiera. “Che assuma i toni del giubilo, o quelli del lamento, è sempre la stessa” è il dialogo con Dio, nel quale entra tutto: “la gioia come la colpa, l’amore come la sofferenza, l’amicizia quanto una malattia. Tutto può diventare parola rivolta al ‘Tu’ che sempre ci ascolta”. E’ l’esempio che ci viene dalla preghiera di Davide, tema affrontato da papa Francesco nella meditazione per l’udienza generale di oggi, svoltasi nella biblioteca del Palazzo apostolico.

Continuando il ciclo di catechesi sulla preghiera, Francesco ha dunque parlato di Davide, “che rivestirà un ruolo centrale nella storia del popolo di Dio e della nostra stessa fede. Nei Vangeli, Gesù è chiamato più volte ‘figlio di Davide’; infatti, come lui, nasce a Betlemme. Dalla discendenza di Davide, secondo le promesse, viene il Messia: un Re totalmente secondo il cuore di Dio, in perfetta obbedienza al Padre, la cui azione realizza fedelmente il suo piano di salvezza (cfr Catechismo della Chiesa Cattolica, 2579)”.

Davide “è prima di tutto un pastore: un uomo che si prende cura degli animali” e lo stesso farà quando dovrà preoccuparsi del popolo.

“Un secondo tratto caratteristico presente nella vocazione di Davide è il suo animo di poeta. Da questa piccola osservazione deduciamo che Davide non è stato un uomo volgare, come spesso può capitare a individui costretti a vivere a lungo isolati dalla società. È invece una persona sensibile, che ama la musica e il canto. La cetra lo accompagnerà sempre: a volte per innalzare a Dio un inno di gioia (cfr 2 Sam 6,16), altre volte per esprimere un lamento, o per confessare il proprio peccato (cfr Sal 51,3). Il mondo che si presenta ai suoi occhi non è una scena muta: il suo sguardo coglie, dietro il dipanarsi delle cose, un mistero più grande. La preghiera nasce proprio da lì: dalla convinzione che la vita non è qualcosa che ci scivola addosso, ma un mistero stupefacente, che in noi provoca la poesia, la musica, la gratitudine, la lode, oppure il lamento, la supplica. Quando a una persona manca la dimensione poetica, la poesia, la sua anima zoppica”.

“Guardiamo David: santo e peccatore, perseguitato e persecutore, vittima e carnefice. Davide è stato tutto questo. Insieme. E anche noi registriamo nella nostra vita tratti spesso opposti; nella trama del vivere, tutti gli uomini peccano spesso di incoerenza. C’è un solo filo rosso, nella vita di Davide, che dà unità a tutto ciò che accade: la sua preghiera. Quella è la voce che non si spegne mai. Che assuma i toni del giubilo, o quelli del lamento, è sempre la stessa preghiera, solo la melodia cambia. E così facendo Davide ci insegna a far entrare tutto nel dialogo con Dio: la gioia come la colpa, l’amore come la sofferenza, l’amicizia quanto una malattia. Tutto può diventare parola rivolta al ‘Tu’ che sempre ci ascolta. Davide, che ha conosciuto la solitudine, in realtà, solo non lo è stato mai! E in fondo questa è la potenza della preghiera, in tutti coloro che le danno spazio nella loro vita. La preghiera ti dà nobiltà, la preghiera ci dà nobiltà: sempre la preghiera, grazie Signore, ho paura Signore”.

“La preghiera – ha ribadito nel saluto ai fedeli di lingua araba - è la chiave del cielo e la scala per salire a Dio. Davide ci insegna a trasformare in preghiera le nostre gioie e i nostri dolori, le nostre preoccupazioni e le nostre speranze, le nostre paure e le nostre vittorie, così la nostra vita diventa preghiera e la nostra preghiera diventa vita”.

Nel saluto in spagnolo, infine, il Papa ha invitato a pregare ed essere solidali con le vittime del terremoto che ha colpito il Messico.

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