06/03/2019, 09.56
SIRIA
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Parroco di Aleppo: per la Quaresima, una tanica di olio per ogni famiglia povera

di p. Ibrahim Alsabagh*

È l’iniziativa lanciata da p. Ibrahim, per sostenere quanti soffrono ancora oggi per il dramma della guerra. Il conflitto non è ancora finito e cadono ancora i missili sui quartieri occidentali. Con l’inverno si è acuita l’emergenza combustibile. La mancanza di elettricità limita il settore produttivo. Un gesto di misericordia verso il prossimo in difficoltà. 

Aleppo (AsiaNews) - Ad Aleppo “cadono ancora i missili” e il conflitto “appare ancora lungo”; la gente è messa “a dura prova dalla crisi economica”, che per alcuni è “peggiore di tutto il terrore e le sofferenze patite sino a oggi”. È quanto racconta nella lettera per la Quaresima, inviata per conoscenza ad AsiaNews, p. Ibrahim Alsabagh, della parrocchia latina di Aleppo, metropoli del nord per anni epicentro del conflitto siriano divampato. Nato a Damasco nel 1971, il religioso si è speso in prima persona a favore delle vittime, cristiane e musulmane, di una guerra che ha provocato quasi mezzo milione di morti e oltre sette milioni di sfollati. Nel periodo in preparazione alla Pasqua, il sacerdote lancia una iniziativa benefica a favore delle famiglie in difficoltà: una tanica di olio di oliva per tutti, come segno tangibile di carità e misericordia. 

Ecco, di seguito, il messaggio per la Quaresima di p. Ibrahim: 

Carissimi Amici,

sapete della situazione difficile in cui ci troviamo in Siria, in modo particolare nella città martoriata di Aleppo. 

Siamo ormai nell’ottavo anno di guerra e non è finita. Cadono ancora i missili sui quartieri ovest della città e il conflitto appare ancora lungo e senza via di uscita. C’è chi dice chiaramente che non ci sarà futuro per noi. In questo ulteriore peggioramento della situazione, la gente è messa a dura prova soprattutto dalla crisi economica, che per alcuni padri di famiglia è addirittura peggiore di tutto il terrore e la sofferenza che hanno patito sino ad oggi. 

Nei freddi mesi invernali si è aggiunta l’emergenza del combustibile: mancano gasolio, carburante e gas. Abbiamo ricevuto promesse e assicurazioni del fatto che la fornitura di elettricità sarebbe aumentata, sia come copertura oraria sia come qualità, ma la situazione è peggiorata anziché migliorare. Siamo ormai a un razionamento dell’energia elettrica sempre più severo.

Inoltre, la mancanza di elettricità limita il settore produttivo e tanti proprietari di negozi e altre attività ci hanno detto che da tre mesi non hanno entrate economiche. La gente continua a pagare un prezzo molto alto e lo spettro della fame non risparmia nessuno: è come un incubo che domina la situazione e lascia i cuori nell’amarezza e nella disperazione. 

Per questo motivo, come Chiesa latina, ci stiamo mobilitando su tutti i fronti, in modo particolare rafforzando l’impegno nel sostegno alimentare. La distribuzione mensile del pacco alimentare è ancora essenziale per la maggior parte delle famiglie, che vivono in condizioni di povertà. 

Mentre in Italia, come mi dicono sempre, in una famiglia per quanto povera non mancano il pane 

e il vino, nelle nostre case, qui in Medio Oriente, ciò che di norma non manca mai sono il pane e l’olio. Nel centro e nel nord del paese, in particolare, ci sono moltissimi alberi di ulivo che producono olio buonissimo in abbondanza. Oggi, tuttavia, questo prodotto locale è diventato proibitivo per molti siriani per il prezzo elevato. Il prezzo di una tanica di olio oggi corrisponde allo stipendio mensile di un impiegato statale, cioè 50 euro. Generalmente una famiglia di quattro persone consuma una tanica di olio in un anno. Vista la situazione, abbiamo pensato che non ci sia un regalo più bello che si possa oggi offrire a una famiglia di Aleppo di una tanica di olio d’oliva. 

Questo progetto ha inoltre altre ricadute positive. Guardando alla situazione generale del paese, vedo la necessità di tornare alla terra, rafforzando l’agricoltura e incoraggiando il lavoro dei contadini. Il nostro progetto potrà aiutare anche i piccoli agricoltori dei villaggi del centro e nord della Siria, che hanno tanto bisogno di sostegno. 

Mi interroga sempre l’insistenza di Gesù che, da buon maestro, ci chiede di essere caritatevoli e misericordiosi verso il prossimo (cfr. Luca 6,26-38). Egli non ci chiede una carità qualsiasi, ma una carità pratica che ha la forza di entrare nei dettagli per manifestarsi in tutta la sua bellezza nella vita quotidiana; una carità diretta non solo verso gli amici ma anche verso i nemici. 

In questa crisi ad Aleppo, come Chiesa, abbiamo sempre cercato di vivere questa carità pratica e reale. Questo continua a essere il nostro obiettivo, anche nella Quaresima inizia e il progetto “una tanica di olio per ogni famiglia” ne è una concreta e immediata espressione.

Buona Quaresima

* Sacerdote francescano, guardiano e parroco della parrocchia latina di Aleppo

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